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Io sono con te - Guido Chiesa

Una versione anticonformista e avvincente di Maria

io_sono_con_teGuido Chiesa (Lavorare con lentezza) rilegge in chiave femminile la storia di Maria di Nazaret, una moglie e una madre antesignana e rivoluzionaria per i suoi tempi ma soprattutto una donna dal pensiero libero e critico inserita in un tessuto sociale arretrato e patriarcale.

Partendo dal momento dell'immacolata concezione, il film segue lo sguardo di Maria fino all'adolescenza di Gesù, un bambino prodigio perché lasciato crescere nella piena fiducia della propria volontà. Io sono con te sfoggia una cura certosina nella costruzione psicologica del personaggio di Maria (interpretata da un'intensa Nadia Khilfi nell'adolescenza e dalla bella e rassicurante Rabeb Srairi nella fase adulta), sempre enfatizzata dalle sue espressioni e dai suoi gesti. In un film la cui essenza è interamente esplicata al femminile, il sentimento intimo della maternità e dell'educazione di un figlio assumono un ruolo chiave nella definizione del ruolo di Maria. Dal momento della nascita a quello della crescita, percepiamo in maniera epidermica le difficoltà di una donna disposta a remare da sola controcorrente per garantire al figlio la possibilità di scegliere. Maria è una madre intenzionata a crescere Gesù secondo il proprio istinto d'amore, la sua protezione non è mai invasiva e limitante, la sua educazione è orientata alla consapevolezza e all'autoregolazione. La figura della Madonna/Maria, privata dell'aura divina e straordinaria che la distanzia dagli esseri umani, viene disegnata come una giovane donna semplice, caparbia e assennata, fiduciosa nel suo giudizio e nel suo sentire, il cui potente sorriso racchiude tutta l'eccezionalità del suo essere. Le figure maschili centrali incarnate in Giuseppe (Mustapha Benstiti) e Mardocheo (Ahmed Hafiene), e quelle collaterali di Zaccaria (Djemel Barek) e dei Sapienti (tra cui si lasciano notare Fabrizio Gifuni e Giorgio Colangeli) hanno un tratto essenziale, decisivo e funzionale alla sottolineatura dello spirito ardente di Maria. Giuseppe, apparentemente in secondo piano rispetto alla moglie, è il ritratto della comprensione, della bontà e della cosciente presa di posizione nei confronti di regole bigotte e obsolete. Con estrema perizia registica, Chiesa traduce in immagini le idee anticonformiste di Maria muovendosi agilmente tra inquadrature e primissimi piani comunicativi, profondi e altamente evocativi. Svincolandosi dal discorso puramente religioso e, pertanto, settoriale, il regista torinese firma una storia universale (e laica) riuscendo ad attirare l'attenzione di un pubblico più ampio. Nel tracciare i solchi del racconto, Nicoletta Micheli, Chiesa e Filippo Kalomenidis seguono i Vangeli canonici attenendosi, in particolare, a quello di Luca. Ne viene fuori una storia attuale dai toni avvincenti, disturbata solo da salti temporali troppo sbrigativi e discontinui e da un eccesso di spiegazione (logica più televisiva che cinematografica) che sottrae molto all'immaginazione dello spettatore.

Francesca Vantaggiato

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