| Harry Potter e il principe mezzosangue - Diario di bordo 1° parte |
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| Scritto da Laura Faggioli |
| Lunedì 29 Giugno 2009 21:17 |
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QUALI “SORPRESE” CI ASPETTANO?
Di che partito sei? “Il libro è un’altra cosa” o “Il film è un’altra cosa”? Già, perché questa è la reazione consueta di fronte a un film che è un adattamento da un’opera letteraria. Dopo ben cinque trasposizioni cinematografiche della saga scritta da J.K. Rowling, avremmo ben dovuto imparare cosa aspettarci da questo tipo di lavoro sul testo letterario per non rimanere delusi (in un senso o nell’altro) dal confronto tra libro e film. Più volte, nelle sue interviste, David Heyman, il produttore della saga cinematografica, ha ribadito che la storia principale è quella di Harry e che è quella da seguire, il resto è accessorio ed eventualmente eliminabile anche se sarebbe stato bello vedere alcune scene. La ricchezza dei film di Harry Potter sta anche in questo: pur mantenendo la medesima produzione per quanto riguarda la loro realizzazione, la guida dei film è stata affidata inizialmente a registi diversi – spesso scelta non voluta – e, di conseguenza, è diversa l’impostazione e l’interpretazione che viene data alla trasposizione cinematografica. Dopo Columbus, che ha dato vita a Hogwarts, Cuaron è quello che ha osato forse di più, e per questo, è quello che ha in un certo senso commesso più errori. Ma ogni produzione era sempre una sorpresa e qualcosa di nuovo a cui lavorare, ci dice Heyman. Allora la scelta di affidare a Yates gli ultimi 4 episodi della storia di Harry è una perdita? Direi di no. Ora c’è bisogno soprattutto di coerenza per rendere credibile il finale. E finalmente un regista ha accettato di portare avanti, anzi, terminare l’intera saga. Quindi, alla luce di quanto detto, non sorprendiamoci se mancano i Dursley o il Primo Ministro Babbano nel Principe Mezzosangue. I nuclei fondamentali sono stati individuati attraverso le relazioni tra i personaggi: 1) Silente – Harry 2) Harry – Draco 3) Harry – Ginny 4) Ron – Hermione David Yates e Steve Kloves sono stati bravissimi a isolare queste parti e soprattutto ad affiancare alla classica storia di Harry, la commedia dei tormenti d’amore adolescenziali. Cerchiamo ora di capire quali sono state le scelte che la produzione ha fatto; in poche parole, cosa ha tagliato e cosa ha aggiunto rispetto al libro di J.K. Rowling. Quando ci si metteva a pensare all’apertura del Principe Mezzosangue, chi di noi non ha pensato al 10, Downing Street a Londra? La produzione, però, pensando che non sarebbe stata abbastanza incisiva ha deciso di tagliare questa scena, sviluppando invece quanto veniva detto nei dialoghi, fondamentalmente descrizioni di catastrofi e omicidi. Ecco dunque apparire le due grandi scene di azione con protagonisti i Mangiamorte, che prima fanno crollare il Millennium Bridge a Londra e spargono terrore a Diagon Alley, e poi, più avanti nella storia, attaccano La Tana, residenza della famiglia Weasley. Dopodiché si dovrebbe passare come al solito a vedere cosa sta facendo Harry a Little Winging. E invece no, i Dursley non sono previsti nel Principe Mezzosangue: Harry attende Silente in una stazione e non a Privet Drive, e per sapere come e perché ci sia arrivato dovremmo aspettare di vedere il film. Vari filmati, le immagini e alcuni report non sono stati sufficienti per capirlo. E poi, sempre cercando di orizzontarsi su cosa è stato tagliato e cosa invece è stato inserito, è lampante la mancanza della maggior parte dei ricordi che nel libro scandiscono il ritmo alla storia. Dei sette originali viaggi nel Pensatoio (otto, più quello vero di Lumacorno), Yates e Kloves ne hanno lasciati solo due (tre): Silente che si reca da Tom Riddle all’orfanotrofio e il ricordo di Lumacorno, per avere la conferma dell’esistenza degli Horcrux. Vengono tagliati i Gaunt, Hepzibah Smith, Orfin Gaunt, il mago Burke e Tom Riddle adulto che ritorna a Hogwarts. Questi ricordi, in realtà, hanno una loro ragion d’essere, ciascuno introduce nel Principe Mezzosangue, un Horcrux: il medaglione, l’anello e la Coppa di Tassorosso. Come faranno a rientrare nella storia quegli oggetti rimane un mistero. Molto fedele, invece, sembra la parte che riguarda l’ossessione di Harry per Draco Malfoy e la sua missione, sebbene ora sia più un fatto che un’ipotesi. Anche le altre due sotto trame sono abbastanza aderenti al testo. Mi riferisco alle schermaglie d’amore innanzitutto tra Ron e Hermione, con il ritorno del Quidditch. E anche quella tra Harry e Ginny, in parte annunciata già nell’Ordine della Fenice. L’unica differenza è forse il luogo in cui Harry e Ginny si baciano la prima volta, la Stanza delle Necessità. Impossibile non fare il confronto con l’altro bacio, quello con Cho Chang. Le immagini, anche in questo caso, non ci consentono di poter giudicare in modo completo. E ora arriviamo alla fine, con la scena della Caverna e quel che ne deriva. Sembra davvero tutto come nel libro: la scogliera, il lago, la barca, la pozione da bere e gli Inferi. Qualcosa invece cambia sulla torre di Astronomia: Harry non viene pietrificato da Silente e Piton gli fa segno di tacere; non c’è nessuna battaglia nel castello di Hogwarts. Una cosa che sembra aver molto deluso i fan è l’assenza del funerale a Silente che ci saremmo aspettati come conclusione del film. Anche in questo caso non sappiamo come sarà la chiusura del film: rimanderà esplicitamente ai Doni della Morte? Moltissimi i filmati, le immagini e gli spoiler che sono usciti online in questi ultimi sette mesi. Non sono sufficienti però a farci rivivere la magia che probabilmente ci aspetta, solo al cinema, per quelle due ore e mezza senza tempo. di Laura Faggioli – Società Nazionale Harry Potter Italia |