Occhiali da sole e cinema: quando un bene per la salute diventa cult

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Come tutti sanno, gli occhiali da sole costituiscono un prodotto di estrema importanza per coloro che sono soliti passare le proprie giornate in ambienti fortemente illuminati ed anzi, proprio la loro necessità in particolari condizioni di luce ha spinto numerose aziende del settore ad intraprendere una serie di politiche che nel tempo le hanno portate a fornire una variegatissima quantità di modelli personalizzati per ogni esigenza.

Dalle vecchie usanze del passato, quando per proteggersi gli occhi si utilizzavano vetri colorati e smeraldi, alla creazione dei primi paia di occhiali creati nelle vetrerie di Murano, è stato un susseguirsi di tentativi ed esperimenti volti a realizzare un sistema che fosse capace di proteggere gli occhi e contemporaneamente, consentire all’utente che se ne serviva di poter condurre qualsiasi tipologia di attività. Oggi, che la presenza degli occhiali da sole costituisce una normalità nella vita delle persone che abitano la società moderna, simili dispositivi per la protezione degli occhi hanno acquisito un’importanza che va ben oltre la semplice difesa dell’apparato ottico e prendendo ad esempio modelli come i Ray Ban, si capisce subito di trovarsi di fronte ad un qualcosa di diverso (qui  le recensioni di Ray Ban).

Un supporto per la vista che determina l’apparenza del soggetto cinematografico

Le pellicole sono piene di occhiali che hanno fatto la storia del cinema, da quelli con forma rotonda a quelli più allungati, non c’è limite alle tipologie di modello indossate da attori di ogni parte del mondo. Ma se agli inizi del cinema gli occhiali nella maggior parte dei casi venivano utilizzati come mero tratto complementare volto a definire l’apparenza del soggetto, nelle pellicole degli ultimi tempi invece è proprio da questi che dipende la stessa presenza scenica di alcuni personaggi.

Cary Grant in Intrigo Internazionale, Audrey Hepburn in Colazione da Tiffani, Sue Lyon in Lolita, Marcello Mastroianni in 8 1/2 , Robert De Niro in Taxi driver, nonché ovviamente Dan Aykroyd e John Belushi in The Blues Brothers e Carrie-Anne Mosse, Laurence Fishburne e Keanu Reeves nella trilogia Matrix; tutti personaggi la cui presenza cinematografica non potrebbe mai essere adeguatamente compresa, senza fare riferimento al cimelio che più di tutti ne compone l’aspetto, ovvero modelli di occhiali da sole super-personalizzati.

Un preciso modello per una particolare icona del cinema

Dai modelli a goccia stile poliziotto americano, a quelli a fascia che tendono a coprire la maggior parte degli occhi, fino a più recenti modelli a specchio che impediscono di vedere cosa si celi dietro le lenti e paia di occhiali personalizzati a forma di cuore, quadrato e altre forme varie; grazie alla capacità di alcuni produttori di occhiali di saper interpretare alla perfezione le richieste della sua clientela, alcuni tipi di occhiali da sole sono stati utilizzati proprio per costruire il volto dei personaggi più famosi del cinema.

L’occhiale nero posseduto da un attore che appare sul maxischermo, diventa così uno dei primi segni di riconoscimento del personaggio che questo interpreta, così tanto che spesso, quando si incontrano attori in giro per le strade senza i classici occhiali da sole che caratterizzano i personaggi interpretati nei loro film, si stenta addirittura a riconoscerli.

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