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E i vincitori sono...

Con la vittoria di Brotherhood (MIGLIOR FILM IN CONCORSO NELLA SELEZIONE UFFICIALE), si è conclusa la quarta edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma. La giuria, trainata dal regista Milos Forman ha assegnato il Marc'Aurelio d'Oro al film danese, pellicola dell' emergente Nicolò Donato incentrata sull’amore controverso tra due ragazzi omosessuali, membri di un gruppo neoazista. Donato ha raccontato di esser stato raggiunto dalla telefonata che lo avvertiva del premio: <<mentre preparavo la valigia. Non me l’aspettavo assolutamente>>. Ha poi aggiunto: <<Non ho paura delle eventuali reazioni che la tematica può scatenare; dal momento che, molto spesso, le nostre riprese si svolgevano in alcuni dei territori controllati da vere bande di neonazisti>>. Il regista afferma in conclusione di essere già al lavoro su un nuovo film per il quale è stato contattato anche Sergio Castellitt. Castellitto... grande protagonista della serata. La sua interpretazione in Alza la testa, infatti, gli è valsa, il Marc'Aurelio d'Argento della Giuria come migliore attore, un premio dedicato <<a tutti gli attori da cui ho imparato questo mestiere, non soltanto i grandissimi come Mastroianni, Gassman, Tognazzi, Sordi ma anche certi interpreti teatrali, come Romolo Valli, meno conosciuti all’estero ma non per questo meno straordinari>>.
Vera mattatrice della serata, in italiano perfetto con citazione per l'unica inimitabile Anna Magnani, è stata Helen Mirren, insignita del Marc'Aurelio d'Argento della Giuria alla migliore attrice. Mirren capace di rubare la scena persino a Meryl Streep (anche se gli applausi più emozionanti sono stati giustamenti riservati all'anti-diva Hollywoodiana. Ma tornando alla Mirren, ecco le parole con cui ha voluto elogiare il cinema italiano:<<Unica fonte d’ispirazione per il mio lavoro, del quale mi sono innamorata guardando L’avventura di Michelangelo Antonioni, con la sublime Monica Vitti; ma come non citare Claudia Cardinale, Stefania Sandrelli, Gina Lollobrigida, Sophia Loren e la più grande di tutte noi, Anna Magnani, a cui dedico questo premio>>.
A chiudere il circolo dei premi... (nella selezione ufficiale) L’uomo che verrà di Giorgio Diritti. Per quest'opera di grande insegnamento, e ricordo... il Premio La meglio gioventù, il Gran Premio della Giuria Marc'Aurelio d'argento e il Marc'Aurelio d'Oro del pubblico. Presentati dalla bravissima Incontrada, questi sono stati gli altri premi assegnati nelle sezioni collaterali: Sons of Cuba di Andrew Lang, Miglior Documentario per la sezione L’Altro Cinema – Extra. I riconoscimenti per la sezione Alice nella città sono andati, invece, a Last ride di Glendyn Ivin e a Winter in wartime di Martin Koolhoven, assegnati, rispettivamente, dalle giurie composte da ragazzi di età inferiore e superiore ai dodici anni.
Le ultime parole le vogliamo dedicare alla Streep, la quale con il suo fascino abbacinante, ha fatto risplendere la sala Sinopoli dell'Auditorium, in un contrasto irrazionale tra arte, politica, e genuinità popolare (con un Carlo Verdone, esempio portante, che sembrava un ragazzino emozionato, nel solo poter abbracciare, la propria attrice preferita - come confermato da Tornatore).
redazione supergacinema.it
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