2009
Alice nella città (in concorso) - Marpiccolo
- Categoria: Roma FilmFest 2009
- Creato Giovedì, 29 Ottobre 2009 16:09
- Pubblicato Giovedì, 29 Ottobre 2009 16:09
- Scritto da Francesco Bonerba
- Visite: 409
In fuga da Taranto
Sullo sfondo della periferia di una Taranto profondamente corrosa dall’inquinamento, si muovono le vicende di una famiglia che affronta quotidiane difficoltà: padre dipendente del videopoker, madre casalinga impegnata per la tutela dei propri figli da azioni sconsiderate (l’installazione di un ripetitore nei pressi della scuola della figlia più piccola), figlio diciassettenne, Tiziano, corriere sporadico della malavita locale che coltiva il sogno di fuggire dalla realtà di degrado in cui vive. Francesco Bonerba
CONFERENZA STAMPA
- Il film era stato inizialmente ambientato a Napoli e poi si è passati alla Puglia. Come mai questo cambiamento improvviso di location?
Alessandro Di Robilant: Inizialmente il film non aveva una precisa collocazione. Per pura casualità sono rimasto colpito da Taranto, e così abbiamo chiesto agli sceneggiatori di produrre una nuova versione del film ambientata in questa città.
- La scelta di mantenere l’Ilva sullo sfondo è volontaria o è stata determinata dal fatto che il film non fosse stato già dall’inizio ambientato a Taranto?
ADR: Abbiamo voluto concentrarci specificatamente sulla storia dei ragazzi, mantenendo la questione ambientale sullo sfondo.
- Che tipo di lavoro è stato fatto con gli sceneggiatori?
ADR: Ci sono stati vari passaggi. Il libro da cui è stato tratto il film non identificava con precisione la località in cui si svolgevano le vicende. Abbiamo però voluto fare riferimento al film City of God, cercando di non raccontare delle persone in difficoltà immusonite dalla propria condizione, ma, piuttosto, gente reattiva, vitale.
- Un commento da parte degli interpreti…
Anna Ferruzzo: la fisicità del mio personaggio è rappresentativa di quella delle donne del quartiere Paolo VI, che oppongono la propria presenza fisica a qualcosa che le sovrasta e tenta continuamente di schiacciarle.
Giorgio Colangeli: Del film mi è piaciuto il mio personaggio e l’ottimismo. Il protagonista ritrova la strada perché ha avuto dei buoni educatori.
Valentina Carnelutti: Condivido. Penso che la figura dell’insegnante sia associabile a quella di una volontaria, una volontaria che dimostra che con la cultura si può fare qualcosa di concreto.
Michele Riondino: Sono felicissimo di aver partecipato a questo progetto perché sono di Taranto, esattamente del quartiere in cui è ambientata la storia. Taranto è la coscienza sporca dell’Italia, la polvere sotto il tappeto. L’Ilva è stata rappresentata sullo sfondo perché, nonostante la sua presenza, la vita della città continua, giorno dopo giorno.






