TFF 2011 - Sesto Giorno

Con I più grandi di tutti, secondo film italiano in concorso, Carlo Virzì mette in scena l’avventura dei Pluto, ex rock band che dopo anni si riunisce, complici le riprese per un documentario. Spostandoci dall’Italia al Libano, i problemi legati al lavoro e alla famiglia sono anche quelli del quarantenne protagonista di Tayeb, Khalas, Yalla / Ok, Enough, Goodbye. L’uomo, abbandonato dall’anziana madre, si troverà spiazzato e inizierà la disperata ricerca della compagnia di qualcuno. Alla regia la libanese Rania Attieh e l’americano Daniel GarciaAnno 2020. Napoli è la città più sicura, pulita e moderna del pianeta, grazie al nuovo sindaco Nicolino Amore protagonista di una vera e propria scalata sociale: questo l’incipit del mokumentaty di Enrico Caria, L’era legale, presentato per la sezione Festa Mobile.

Poi al suo terzo lungometraggio, Juan Carlos Fresnadillo dirige in Intruders Clive Owen, padre di una tredicenne londinese alle prese con il mistero di un “Uomo Nero” che ogni notte disturba i suoi sogni. La magia continua, il mistero si infittisce e popola la scena teatrale con Die Unsichtbare / Cracks in the shell di Christian Scwochow. La studentessa di recitazione Josephine viene scritturata per la parte di una donna che è il suo esatto opposto. Per calarsi nel ruolo, inizia progressivamente a sovrapporre realtà e finzione imbarcandosi così in un pericoloso viaggio alla scoperta di se stessa.

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Per ITALIANA.DOC i documentari internazionali Sonnensystem di Thomas Heise, il primo film che il regista ha girato fuori dalla sua Germania, in un villaggio della comunità indigena argentina dei Kolla Tinkunaku e With or Without Me di Swann Dubus Phoung Thao Tran, film sul problema della tossicodipendenza e dell'AIDS nella campagna vietnamita attraversata dal traffico internazionale di droga. Fuori concorso invece Palazzo delle Aquile di Alessia Porto, Stefano Savona e Ester Sparatore, sull'occupazione del municipio di Palermo da parte di 18 famiglie rimaste senza casa.

Per Figli e Amanti, Ascanio Celestini presenta il film a suo parere più importante per il suo personale percorso cinematografico Allonsanfàn (Italia, 1974) di Paolo e Vittorio Taviani.

Per la sezione Onde sarà Eugène Green, il regista francese a cui Onde dedica un omaggio completo, il protagonista della giornata odierna del Torino Festival. L’opera e le influenze culturali dell’intellettuale americano trapiantato in Francia, dall’interesse per la tradizione europea agli studi sul barocco, dagli inizi in ambito teatrale all’approdo al cinema, sia come autore sia come saggista, saranno al centro di un incontro organizzato dal Festival in collaborazione con la cattedra di Storia e Critica del Cinema della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università di Torino.

Nel pomeriggio, ancora Green presenterà Le Pont des arts, interpretato da Adrien Michaux, Natacha Ragnier, Olivier Gourmet e Denis Podalydès: l’omaggio più esplicito alla cultura barocca e al tempo stesso il suo film più ironico e spirituale. Il programma della serata prevede poi un doppio incontro con gli autori di Onde: l’australiano Andrew Kavanagh accompagnerà il cortometraggio At the Formal, otto straordinari minuti di piano sequenza che trasformano un rito collettivo in una una tragedia horror, e a seguire il taiwanese Hung-i Chen presenterà il suo Honey Pupu, storia di un gruppo di amici del web che si mettono alla ricerca di alcuni conoscenti scomparsi messa in scena puntando sull’estetica 2.0, tra chat, nickname e avatar.

Andrea Fumagalli