Intro - Brandon Cahoon

On the notes

introUna chitarra e basta. E' quanto serve a David Williams per ammaliare il suo ristretto pubblico. Così come al regista Brandon Cahoon – al secondo film – basta una videocamera sul cantante per portare il pubblico (anche qui ristretto) dentro un film a suo modo appassionante come Intro, presentato al festival di Torino nella sezione sperimentale Onde.

E il film segue Williams, a volte accompagnato dalla corista Jeremi Hanson, durante una mini tournée nei localini off del nord America, tra prove, campeggi, viaggi. Nessun dialogo, nessuna cornice, nessun racconto in questo film-concerto in minore che riflette sui cardini di una certa cultura americana andandone all'essenza.

Partendo proprio dal genere musicale di Williams, un cantautorato folk purissimo, quello che non a caso in America chiamano roots music, musica delle radici: e proprio alle radici che Cahoon guarda, quelle della musica americana, quelle del viaggio su cui costruire il mito on the road, quelle del paesaggio assoluto, totale che avvolge lo sguardo e il personaggio, e alla fine quelle della solitudine di un uomo che basta a se stesso e alla sua arte.

E il finale, come David e Jeremi che cantano Rock 'n' Roll, è la coerente chiusura di un ceerchio che guarda agli Stati Uniti e ai suoi archetipi con occhio fresco, nuovo, non facilissimo ma di sicuro emozionante, in un certo senso anche ironico per come rilegge la musica del cantante, illuminante per come lavora sull'immagine e sul suono, ora casuale, ora fuori sincrono, ora invece in crescendo, che è il modo in cui il film prcede proprio come ogni concerto che si rispetti. Una delle assolute rivelazioni di un festival, e uno dei film di non-fiction più belli dell'anno.  

Emanuele Rauco

 

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