
Oggi, ai piedi dell'affascinante Hotel Excelsior, e circondati dai profumi di via Veneto, ha preso ufficialmente il via la "67 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica" della Biennale di Venezia. In sala c'erano un pò tutti, da Marco Muller, in compagnia del presidente Paolo Baratta, fino ad ogni tipo di giornalista contemplabile all'interno della penisola italiana. Si sono trattati, con estrema calma e classe, diversi temi: le novità per quanto riguarda la sezione "Orizzonti", la sobrietà e freschezza artistica con il quale ci si presenta a questa 67° edizione, il rapporto tra il cinema italiano e quello straniero, e infine il modus operandi per quanto concerne la scelta delle opere. A seguire "l'esposizione" molto esaustiva del programma, che ha fatto poi da contro-altare alle molte domande arrivate a fine conferenza. Tirando le somme: Grande presenza del cinema italiano di qualità, grandi maestri del cinema, eventi cult come l'apertura con Machete, celebri opere recuperate, oppure omaggi a "personaggi" mai dimenticati. Non sono mancati momenti di tensione (la diatriba sul rapporto cinema e politica) nè momenti densi di curiosità (c'è davvero in atto una polemica tra Pupi Avati e il Festival di Venezia?); ma senza alcun dubbio si è dato il via ad un 'meccanismo' unico nel panorama cinematografico mondiale, per come dove e quando sa essere osservato, ogni anno, da sguardi completamente differenti. Per le stars, i film, le analisi e tutto il resto...? C'è tempo. Per il momento gustatevi la lettera aperta scritta da Muller in persona, e nei prossimi giorni, invece, le info che possono esservi utili riguardo statistiche, pellicole che verrano proiettate, e ovviamente prezzi e luoghi (indicati) per facilitare l'arrivo nel Lido della Settima Arte.



