Black Swan CONCORSO
- Categoria: Venezia 2010
- Creato Giovedì, 02 Settembre 2010 11:47
- Pubblicato Giovedì, 02 Settembre 2010 11:47
- Scritto da Francesco Bonerba
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Oscuri riflessi
SINOSSI: Un thriller psicologico ambientato nel mondo del balletto newyorchese, la cui protagonista è Nina, ballerina che vive per la danza. Soffocata dall’autorità della madre ex ballerina, Nina cerca nuove soddisfazioni nella carriera, ma dovrà scontrarsi con un ambiente professionale competitivo e con i propri demoni interiori. Con l’attuale stella del balletto ormai prossima al ritiro dalle scene, il direttore artistico Thomas Leroy è pronto a nominare un’altra prima ballerina per Il Lago dei Cigni, produzione d’apertura della nuova stagione. La scelta più ovvia cadrebbe su Nina, ma anche Lily, l’ultima arrivata, colpisce il direttore. Il Lago dei Cigni richiede infatti una ballerina con la purezza e la grazia del Cigno Bianco, ma anche l’insidiosa sensualità del Cigno Nero...
Black Swan è un film che toglie il fiato sin dal suo primo fotogramma. Sebbene il suo creatore, quell’Aronofsky che da più di un decennio turba e incanta il proprio pubblico con le sue visioni ipnotiche, non si sia sbilanciato in conferenza stampa nello sposare una particolare interpretazione del film, quest’opera è carica come poche altre di significati, risonanze, mitologie che raccontano la psiche umana e i suoi più abissali meandri. Freud e Lacan avrebbero apprezzato.
Difatti, a chiave di lettura della pellicola si può eleggere, senza troppi sforzi, lo specchio, onnipresente in tutte le sue varianti e simbolo dei differenti stadi dell’essere che una straordinaria Natalie Portman attraversa durante la propria graduale discesa agli inferi. Oppressa dalla frustrazione di una madre che ha abbandonato i propri sogni per accudire la figlia, condizionata dall’assenza di un padre, intrappolata in un limbo infantile che la preserva pura e dolce ma la rende terribilmente sola, Nina deve lottare contro i propri incubi interiori, contro quella parte oscura che brama e che teme di sé, che desidera ma respinge, ama ma rifiuta (come mostra esemplificatamene la splendida sequenza in cui
Aronofsky sottolinea questo articolato labirinto dell’animo con grande maestria, da un lato curando in modo attento la messa in scena attraverso i colori, l’illuminazione e gli abiti, dall’altro utilizzando le limitazioni del budget (il film è prodotto dalla Fox Searchlight) e della tecnologia digitale per aumentare il fascino evocativo dei luoghi ed enfatizzare la visione alienata della protagonista. L’oscurità che ammanta l’intera pellicola si presta benissimo, infatti, a celare i mostri che popolano la mente di Nina, a dar risalto agli occhi luciferini delle due protagoniste, a rendere l’effetto di perturbanti apparizioni. Integrano l’apparato visuale imbastito dal regista un pizzico di effetti speciali, adoperati per rendere manifeste le metamorfosi interiori della protagonista, e un commento sonoro d’eccezione, cui si potrebbe dare il ruolo di co-protagonista; incalzante nella sua inarrestabile marcia, esso si fonde in un corpo unico con Nina e viene valorizzato al meglio da riprese volutamente mosse, avvolgenti, liquide, talvolta incollate all’intenso volto della Portman.
Black Swan probabilmente dividerà la critica; c’è chi lo ricorderà solo per il bacio tra
Francesco Bonerba






