Beyond SETTIMANA DELLA CRITICA
- Categoria: Venezia 2010
- Creato Sabato, 11 Settembre 2010 12:33
- Pubblicato Sabato, 11 Settembre 2010 12:33
- Scritto da Riccardo Iannaccone
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Il vincitore della settimana della critica

Ci si chiede come questo bellissimo tuffo nell’infanzia di una bamabina, e le immagini dure ad essa legate non sia entrato tra i film in concorso, e si sia dovuto accontentare, per così’ dire, della settimana delle critica (scelta dei produttori? Scelta degli organizzatori?). Non ci sarà dato saperlo, però sezione selezionata a parte (e vittoria nella medesima sezione), Beyond di Pernilla August, attrice che ha lavorato in passato per grandi registi, è un film potente, doloroso, drammatico nella giusta dose. Uno sdoppiamento della storia che ci porta da una parte a conoscere Leena e la sua famiglia (un marito e due bellissime bambine), e dall’altra ci svela il passato di della piccola Leena tramortita insieme al piccolo fratello (suicida) dalle discussioni e dall’alcool familiare. Lo sdoppiamento, dovuto all’imminente morte della madre, sarà l’evento atteso per far esplodere rancori e delusioni represse da tempo… in un viaggio negli inferi della crescita; ovvero quando una bambina si trova ad essere più grande della sua età. Protagonista della vicenda è Noomi Rapace direttamente da “uomini che odiano le donne” e trilogia, una giovane attrice la quale con discreta intelligenza ha colto la validità del progetto, come successivo trampolino di lancio verso una crescita non solo artistica ma anche umana. Beyond, adattamento ben riuscito dall'omonimo romanzo di Susanna Alakoski piace, tocca le corde della tristezza, rilancia un cinema nord-europeo fatto di sguardi, primi piani morbosi, dialoghi e azioni volte ad uno scopo ben preciso. C’è poco spazio per l’improvvisazione, poco spazio in generale per le sequenze slegate dal contesto strutturale del romanzo-film, Pernilla August nella sua opera prima sembra una veterana della macchina da presa, e siamo pronti a credere che questo film le porterà non poca fortuna nella sua carriera di regista e “canta storie”.
Riccardo Iannaccone






