Retrospettiva sul Cinema Italiano

LA SITUAZIONE COMICA (1934 – 1988)

La retrospettiva di Venezia 67 si contestualizza in quel grande movimento di rivalutazione e riscoperta del cinema popolare italiano iniziato nel 2004, il primo anno di Marco Muller alla direzione della Mostra, con la rassegna Italian Kings of Bs. In quella storica occasione furono proiettati numerosi film divenuti con gli anni dei grandi cult, soprattutto all’estero, ma che in Italia erano ancora semisconosciuti. L’evento, curato da Marco Giusti e patrocinato dai registi Quentin Tarantino e Joe Dante, diede una grande scossa al mondo della critica che si ritrovò a rivalutare il cinema di Fulci, Castellari, Lenzi, Di Leo, e favorì una notevole distribuzione in DVD di titoli ormai quasi completamente dimenticati. Sei anni dopo, La situazione comica continua l’indagine nel mondo sommerso del cinema italiano. Questa volta però accanto a titoli finalmente restaurati e recuperati (Allegri Masnadieri di Marco Elter, Le Pillole di Ercole di Luciano Salce, Lo Scatenato di Franco Indovina) troviamo anche il riconoscimento e la celebrazione di registi e attori spesso molto amati dal pubblico ma ancora non riconosciuti da una mostra come quella di Venezia (Diego Abatantuono, Lino Banfi, Jerry Calà). Ma l’evento forse più importante di questa retrospettiva è stata la proiezione in Sala Perla di Vacanze di Natale diretto nel 1983 da Carlo Vanzina. Prototipo di quello che oggi viene definito cinepanettone, il film di Vanzina è anche il primo, grande rappresentate di un tipo di cinema puntualmente distrutto dalla critica ma che, altrettanto puntualmente, ottiene eccezionali riscontri al botteghino. Non si tratta qui di fare una crociata pro Vanzina o pro Neri Parenti, semplicemente di riconoscere a questi film il posto che spetta loro nella storia del cinema popolare italiano. E’ grazie a questa proiezione, alla presenza di Jerry Calà e Christian De Sica, che questa retrospettiva riesce a diventare uno stimolo per il futuro: emergere dal calderone di un mondo, quello specificamente comico italiano, da sempre ostracizzato e ignorato ai grandi festival nazionali, per prendere il posto che gli spetta nel panorama del cinema italiano contemporaneo. E questo potrebbe avvenire esclusivamente grazie a Christian De Sica. Se sulla qualità artistica dei suoi film si può ovviamente discutere, non si può negare lo straordinario successo che accoglie ogni sua uscita natalizia, successo che ha permesso al produttore Aurelio de Laurentiis di essere oggi l’unico produttore italiano autenticamente indipendente. Non sarebbe male se questo mondo, una volta ufficialmente sdoganato, venisse invitato in futuro a Venezia. Magari anche in concorso: dopotutto nel corso degli anni si sono viste, e si vedranno ancora, cose assai peggiori dei film di Boldi e De Sica. Aldilà del notevole lavoro di ricerca di film andati dimenticati, ci piace credere che questa sorta di simpatica utopia cinematografica sia la cosa migliore di una retrospettiva capace di aggiungere un altro importante tassello alla riscoperta del nostro cinema popolare. E in ogni caso l’immagine di una ragazza giapponese sorridente davanti a Fracchia la Belva Umana è davvero cosa memorabile.

Germano Boldorini