La Commedia FUORI CONCORSO
- Categoria: Venezia 2010
- Creato Lunedì, 13 Settembre 2010 00:44
- Pubblicato Lunedì, 13 Settembre 2010 00:44
- Scritto da Germano Boldorini
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Video-Arte dantesca
Sinossi: La Commedia di Amos Poe si ispira al capolavoro letterario di Dante Alighieri e a The Horse in Motion di Eadweard Muybridge, considerato da molti uno dei pionieri del cinema, per la rivoluzionaria scoperta della fotografia in movimento alla fine dell’Ottocento. L’idea chiave del film è quella di un viaggio in movimento, uno schema di eventi. Amos e Dante sono due” viaggiatori” che si confrontano nel pieno di una crisi di mezz’età: “Nel mezzo del cammin di nostra vita | mi ritrovai per una selva oscura…”, come recita l’incipit dell’Inferno. La Commedia è concepito come un documento di “cinema-verità” di un viaggio estivo di Poe in Italia e Francia. Si concentra innanzitutto sulla percezione del movimento nel cinema: è composto infatti da seimila fotografie scattate tra maggio e settembre 2009, per lo più a Firenze.
L’ultimo lavoro di Amos Poe si presenta da subito come una vera e propria esperienza filmica. A tre diverse voci fuori campo che leggono La Divina Commedia, il regista lega un lavoro visivo e sonoro capace di attivare nello spettatore una sorta di immersione sensoriale. Immersione che avviene dentro seimila fotografie, legate insieme con rapide dissolvenza incrociate, ed accompagnate da un lavoro sul suono e sulla musica davvero impressionante. Il procedimento e l’impressione finale è quello di una sorta di ritorno alle origini del cinema, il palesare la sua natura di immagini fisse che il nostro occhio percepisce come in movimento, il ricordarci in modo ossessivo come ogni film sia composto da forme e colori che potrebbero anche non avere apparente legame con il nostro mondo (o meglio, con il modo con cui il cinema si relazione con il nostro mondo). La natura metacinematografica dell’operazione è avvalorata dall’inserimento di numerosi fotogrammi tratti da celebri film (Terminator 2, Lo Squalo, Full Metal Jacket) che diventano qui dei veri e propri segni grafici manifestando il loro essere icone tra le più celebri della cultura popolare del Novecento. Un fiume incredibile di paesaggi, giochi di luce, ritratti, film e concerti (abbiamo riconosciuto solo la tournee di David Byrne di qualche anno fa) che è anche un omaggio a Dante, di cui sembra quasi una possibile messa in scena per frammenti e schegge visive. La Commedia è forse ciò che il cinema poteva diventare e non è diventato. O quello che è, sempre sotto i nostri occhi, ma che non riusciamo più a vedere. Un capolavoro.
Germano Boldorini






