Jusan-Nin No Shikaku (13 Assassins) CONCORSO

I 13 Samurai

Sinossi: Il nobile samurai Shinzaemon Shimada riceve in segreto l’incarico di assassinare il crudele signore feudale Naritsugu in seguito alla sua violenta ascesa al potere. Insieme a un gruppo di abilissimi samurai, Shinzaemon progetta un’imboscata per catturare il feudatario. Naritsugu è protetto da un letale esercito capeggiato dallo spietato Hanbei, acerrimo nemico di Shinzaemon, e gli impavidi samurai sanno che stanno per avventurarsi in una missione suicida. Shinzaemon e i suoi uomini trasformano un piccolo villaggio di montagna in una trappola mortale, ma all’arrivo di Naritsugu scoprono che il nemico ha una superiorità numerica di quindici a uno. È giunta l’ora per i 13 intrepidi assassini di affrontare la morte in un’epica battaglia con esplosioni infuocate, diluvi di frecce e clangore di spade.

Film in apparenza curioso ed anomalo per la carriera del suo regista, 13 Assassins sembra la rilettura di un topos della letteratura e della cinematografia giapponese, quello di un ridotto numero di uomini che si ritrovano a combattere un esercito straordinariamente più numeroso (impossibile per lo spettatore non pensare al Kurosawa de I Sette Samurai). Nel film di Miike Takashi i tredici samurai protagonisti, capitanati da Shinzaemon, hanno l’obiettivo di uccidere un perfido feudatario, protetto da un numerosissimo gruppo di soldati. Perfettamente scisso in due parti complementari, la preparazione allo scontro e la lunga e violenta battaglia finale, 13 Assassins è uno dei film più composti ed equilibrati del regista giapponese. Con una grande padronanza stilistica e con un’impostazione assolutamente classica, Takashi Miike si conferma un autore di grandissimo talento, capace di giocare con i generi cinematografici in una maniera che è qui sia assolutamente rispettosa ma anche, allo stesso tempo, libera e personale (l’apparizione della ragazza mutilata, irresistibile apertura horror in un contesto fino a quel momento del tutto alieno a simili eccessi di “visibilità”). E’ su scarti del genere che si gioca la grandezza del cinema di Takashi Miike: e tutto 13 Assassins, in apparenza così composto, se messo in relazione con la filmografia del regista, rivela il suo essere tassello di un progetto cinematografico di grande portata, un progetto eterogeneo e sempre aperto alle contaminazione più ardite e spericolate Il film di Takashi Miike, assolutamente notevole, è capace di acquistare anche maggior valore se contestualizzato nell’insieme dell’opera del suo geniale regista; manifesto di un cinema che dal confronto con se stesso sa rinascere come ancora più ricco.

Germano Boldorini

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