Leone d'Oro alla carriera a Marco Bellocchio
- Categoria: Venezia 2011
- Creato Sabato, 10 Settembre 2011 18:56
- Pubblicato Sabato, 10 Settembre 2011 18:56
- Scritto da Tommaso Di Giulio
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NEL NOME DEL PADRE (Versione Definitiva) – Marco Bellocchio
Sezione: Fuori concorso
UN TESTO APERTO, SEMPRE ATTUALE
La consegna, dalle mani di Bernardo Bertolucci, del Leone d’oro alla carriera a Marco Bellocchio rappresenta uno dei momenti più significativi dell’intera 68 edizione della Mostra d’arte cinematografica di Venezia. L’opera di questi due maestri, entrambi veterani della Mostra, ha marcato – seppur in maniera diversissima – la più fertile e complessa stagione del cinema ‘politico’ italiano più genuino, urgente, necessario. Il regista di Bobbio, che proprio l’anno scorso portò a Venezia il suo diaristico ed onirico Sorelle Mai, è probabilmente l’autore che assieme a pochi altri cineasti italiani – come lo stesso Bertolucci o Ermanno Olmi - ha saputo resistere alla stanchezza e alle tentazioni della “maniera” evolvendosi, mutando stile e tematiche sul filo di un cinema votato a produrre una frattura nel tessuto che lega immaginario e “realtà”. Un rivoluzionario moderato, come si definisce il regista, e quindi un ossimoro vivente, un artista trasversale, simbolico, obliquo che non ha mai rinunciato a raccontare le contraddizioni del nostro paese con la rabbia e la forza poetica di parole ed immagini. La nuova versione di uno dei capolavori di Bellocchio, Nel nome del padre, rimaneggiata dallo stesso autore, è più breve di circa venti minuti. Noi, che abbiamo amato ed amiamo la versione originale, siamo rimasti stupefatti da un’opera depurata dalle asperità che ne avevano favorito l’invecchiamento, resa nuovamente moderna e fortemente “politica” ( e non più ideologica ) da un montaggio che ne esalta le qualità universali. Ora, come I Pugni in Tasca, Nel nome del padre è pronto per diventare un classico del cinema europeo.
Tommaso Di Giulio






