Damsel in Distress / FUORI CONCORSO

Damsel in Distress – Whit Stillman

Sezione: FUORI CONCORSO

Damigelle con (poco) brio

Tre belle ragazze – la vivace capogruppo Violet Wister, l’assennata Rose e la sexy Heather – vogliono rivoluzionare la vita di una malconcia università americana. Al trio si unisce anche la nuova iscritta Lily e insieme decidono di aiutare gli studenti gravemente depressi con un programma di igiene e spettacoli di danza. Le protagoniste vivono una serie di storie romantiche – tra cui quelle con il mellifluo Charlie, con l’uomo dei sogni Xavier e con gli scatenati Frank e Thor – che mettono a dura prova l’amicizia e la salute mentale del gruppo.

damselsindistress

Il ritorno al cinema di Whit Stillman dopo 13 anni ha l'onore di chiudere la Mostra di Venezia 2011, grazie a un mélange di leggerezza, leziosità femminili, ma anche velature serie su temi come la depressione e l'emarginazione sociale, che però lascia abbastanza freddi.

Secondo un detto, l’unico modo per vivere il futuro che desideriamo è quello di inventarlo noi stessi. Impossibile non ammirare gli idealisti che, insoddisfatti della realtà, inventano mondi alternativi. Ma la sicurezza e la padronanza di questi architetti del futuro nascondono spesso persone fragili, poco flessibili e facilmente distruttibili. E questo è il centro del film di Stillman, che occhieggia ai remunerativi prodotti adolescenziali dandogli una patina matura ed elegante, quella che nei film precedenti fece scomodare paragoni illustri, come quello con Rohmer. IN modo del tutto inappropriato.

C'è infatti nel film una parola, “tailspin“, che ha un ruolo chiave. In aviazione il termine significa avvitamento, l’azione di un aereo che scende in picchiata, ruotando a spirale. Ma in un’accezione più informale può significare “perdita del controllo sulle emozioni che può portare al crollo emotivo“. Proprio come un pilota d’aereo che si lancia in picchiata per guadagnare velocità, riprendendo il controllo un attimo prima di toccare il suolo, così la nostra eroina punta verso il basso per dare un svolta alla sua vita – ma in caduta libera non sempre si può evitare lo schianto fatale. E se non lo evita la protagonista, non lo fa nemmeno il film, che diventa meccanico e risaputo dopo pochi minuti e resta in superficie dei suoi temi. Le attrice, capitanate da Greta Gerwig sono tutte più o meno brave, ma la sensazione di un Sex & the City acerbo – e senza sex – è troppo forte. 

Emanuele Rauco

Joomla Templates and Joomla Extensions by ZooTemplate.Com