Francesca ORIZZONTI
- Categoria: Venezia 2009
- Creato Venerdì, 04 Settembre 2009 20:24
- Pubblicato Venerdì, 04 Settembre 2009 20:24
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Francesca - BOBBY PAUNESCU
SEZIONE: ORIZZONTI
Il sogno rumeno di emigrare
SINOSSI Francesca è una giovane maestra d’asilo che sogna di emigrare in Italia. Nella speranza di una vita migliore, la giovane è pronta ad affrontare qualunque ostacolo, persino i dubbi e le preoccupazioni delle persone che le sono vicine. Il piano prevede che Mita, il suo ragazzo, la raggiunga in Italia non appena porterà a termine un piccolo affare in cui è coinvolto. Ma le cose prendono una piega infelice, vengono alla luce penose verità e le priorità cambiano.

Una storia semplice quella raccontata da Paunescu, una storia di sogni e di paure, in una terra, la Romania, in cui il desiderio di emigrare è più forte di qualsiasi difficoltà. L’obiettivo della protagonista è l’Italia, paese in cui crede possibile realizzare il suo sogno. Ma chi sono gli italiani per i rumeni? Definiti più volte “maccheronari”, gli italiani vengono etichettati come un popolo poco avvezzo all’integrazione straniera, un popolo violento e più razzista di quanto creda di essere. Siamo sempre stati maestri nel ‘fare di tutta l’erba un fascio’, e il pregio del film di Paunescu sta nel mostrarcelo attraverso le parole di una famiglia borghese rumena, che teme per vita della figlia qualora si trasferisse davvero in Italia. Purtroppo la storia stenta a decollare, colpa di una regia statica e monocorde, concentrata esclusivamente sui lunghi dialoghi degli attori. Estenuanti piani-sequenza si susseguono senza stacchi, senza controcampi, senza dettagli o piani ravvicinati. Il montaggio interviene pochissimo e non vi è alcun tentativo di rendere meno pesante la visione del film. Da sottolineare inoltre la totale assenza di colonna sonora che avrebbe senz’altro contribuito ad accrescere il livello drammatico di alcune scene. Il debutto alla regia di Bobby Paunescu, fino ad ora solo produttore, mostra chiaramente le sue lacune tecniche, colmate solo in parte da una sceneggiatura gradevole che avrebbe meritato miglior fine.
Roberto Ostuni






