Great Directors FUORI CONCORSO
- Categoria: Venezia 2009
- Creato Sabato, 05 Settembre 2009 21:36
- Pubblicato Sabato, 05 Settembre 2009 21:36
- Scritto da Francesco Bonerba
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Great Directors ANGELA ISMAILOS
SEZIONE: FUORI CONCORSO
Il cinema secondo gli Autori
SINOSSI Great Directors coglie la natura e lo spirito indipendente di dieci autori viventi – Bertolucci, Breillat, Cavani, Frears, Haynes, Linklater, Loach, Lynch, Sayles e Varda; da approfondite conversazioni emerge l’estasi e il patimento delle loro vite di artisti. Dal cortile parigino di Varda alla Hollywood di David Lynch, il film ci conduce in un viaggio che passa per la politica, la società, l’opportunità, il fallimento e la scoperta di sé. Le scene tratte dai film e i filmati d’archivio illustrano le opere dei diversi registi e l’influsso esercitato sulla loro arte dai movimenti cinematografici e dagli avvenimenti storici.

La regista Angela Ismailos, mossa dalla curiosità di approfondire la conoscenza su alcuni grandissimi del cinema contemporaneo che hanno avuto grandissima influenza sul suo e sul lavoro di moltissimi altri artisti, ci consegna un bel documentario in cui a parlare non è l’intervistatrice, nè una voce narrante fuoricampo, nè la sola immagine filmica ma, piuttosto, il cinema stesso, attraverso aneddoti, storie, riflessioni e pensieri di indiscussi maestri della settima arte. Bertolucci e il suo incontro con Pasolini, il cinema scomodo e a lungo rifitutato di Catherine Breillat, l’ascesa di David Lynch attraverso i circuiti del cinema notturno, la capacità di anticipare i tempi di Agnes Varda, le prime, forti critiche al partito labourista mosse da due semisconosciuti lavoratori della BBC degli anni settanta, Ken Loach e Stephen Freers, il desiderio di mettere in scena l’incubo dell’AIDS di Todd Haynes, la voglia di scontrarsi con la realtà di John Sayles, i documentari impegnati di Liliana Cavani, la lenta ascesa di uno giovane e senza mezzi Richard Linklater. E’ straordinario il materiale raccolto dalla Ismailos, specie nel momento in cui cominciano a crearsi affascinanti risonanze tra le parole dei vari artisti: percorsi diversi si incrociano senza prevviso sia su questioni pratiche legate al mondo del cinema, come la censura, la mancanza di mezzi, i final cut imposti dai produttori, sia, e soprattutto, su una sincera incapacità di vivere senza il cinema, di pensare senza il cinema, di non non utilizzatre il cinema come uno straordinario strumento per raccontarsi e raccontare il mondo. Sebbene il documentario non brilli particolarmente per audacia visiva o ritmica e la Ismailos non resista alla tentazione di comaprire in epifaniche e pensierose autorappresentazioni, le interviste sono organizzate con giudizio e la loro indiscutibile qualità tiene incollati allo schermo, aprendo una finestra sul mondo di celluloide dal raro fascino.
Francesco Bonerba






