Bad Lieutenant: port of call New Orleans CONCORSO

Bad Lieutenant: port of call New Orleans WERNER HERZOG

SEZIONE: IN CONCORSO

Non parlate di remake!

SINOSSI Terence McDonagh, ispettore della squadra omicidi del dipartimento di polizia di New Orleans, viene promosso tenente per aver salvato un detenuto dall’annegamento nelle ore immediatamente successive all’uragano Katrina. Nel soccorrere l’uomo, il poliziotto si fa molto male alla schiena e gli viene prescritto un forte analgesico. Un anno dopo Terence lotta per incastrare Big Fate, uno spacciatore che ha massacrato un’intera famiglia di immigrati africani, e combatte anche per dominare la propria dipendenza dal sesso, dal Vicodin e dalla cocaina.

«Il mio lavoro non è un remake del film di Abel Ferrara, ma l'aggiornamento di un'idea che nella so­stanza e nell'ambientazione a New Orleans è dissimile dall'originale, che tra l'altro non ho mai visto». Questa una delle tante dichiarazioni rilasciate dal regista tedesco nei mesi che hanno preceduto la prima del film in concorso a Venezia, in riferimento alla forte polemica con Ferrara, il quale ha definito il film addirittura “un furto”. Pochi film come Bad Lieutenant saranno in grado di spaccare in due la critica a questa Mostra: sesso, violenza, corruzione, droga, omicidi, sono gli ingredienti della ricetta Herzoghiana, che affida il suo lavoro nelle mani di uno straordinario Nicholas Cage.

L’attore americano, che ci aveva oramai abituati a vederlo solo come eroe di turno nei grandi blockbusters (Il mistero dei Templari o l’imminente Knowing), trova nuova linfa interpretando Terence McDonagh, tenente di polizia ‘politically uncorrect’, malato e dipendente dalla cocaina. La sua unica missione giornaliera è quella di recuperare una dose di droga a tutti i costi, non importa se a farne le spese siano coppiette appena uscite da una discoteca o l’armadietto delle prove della polizia. Oltre alla tossicodipendenza, a fare da contorno alla sua indagine, ci sono i problemi con il padre, una fidanzata prostituta (Eva Mendes), il vizio per le scommesse sportive e le folli allucinazioni dovute probabilmente ai farmaci che lo accompagnano quotidianamente. Divertente, violento e scorretto, Bad Liutenant, forte delle polemiche che ne hanno accompagnato l’uscita, ha visto già censurato il suo primo trailer negli States e si candida a pieno come uno dei titoli più chiacchierati dell’anno.

Roberto Ostuni

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