Ahasin wetei IN CONCORSO

Ahasin wetei (Between two worlds) VIMUKTHI JAYASUNDARA

SEZIONE: IN CONCORSO

 

Selvaggi sentieri (di comprensione)

 

SINOSSI

Il giovane uomo è caduto dal cielo

I relè della comunicazione bruciano

Fuggire dalla città e dal suo tumulto, tornare alla natura

Entrare in un’altra storia

Quella della leggenda del principe

Con la speranza di un amore

Nascondersi nelle cavità dell’albero

Nulla di ciò che è magico è inverosimile

Ciò che ha avuto luogo ieri può riprodursi domani.

 

Between two worlds appartiene a quella categoria di film dalla natura ineffabile, così sospesa tra orizzonti di comprensione che non se ne riesce mai a cogliere pienamente il senso. Potrebbe essere considerata una parabola moderna in cui l’uomo, in fuga dalla città dove alcuni ribelli stanno distruggendo televisori e antenne, ritorna alla natura primordiale, dove presente e passato, mito e verità, sogno e realtà perdono i propri confini fondendosi e mescolandosi senza logica apparente. Il film, tuttavia, appare meno suggestivo di quanto si potrebbe pensare e i suoi significati occulti restano, per la maggior parte, chiusi in una bolla ermetica. Un ramoscello che prende fuoco all’improvviso, una donna che fa uscire del latte dal proprio seno per medicare l’occhio di un ferito, il balletto imprevedibile di un gruppo di uomini sul ciglio di un lago, un omicidio mai commesso; questi ed altri elementi, surreali e un po’ onirici, risultano in bilico tra le maglie di una struttura narrativa che compare e scompare a seconda dei momenti. Una fotografia non particolarmente suggestiva e un pesante commento sonoro di viole non aiutano il film a decollare; nonostante la sorpresa finale che funge da anello di congiunzione con l’inizio del film, si esce dalla sala con una profonda sensazione di incompiutezza e vuoto.

Francesco Bonerba

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