Dev D FUORI CONCORSO
- Categoria: Venezia 2009
- Creato Giovedì, 10 Settembre 2009 02:00
- Pubblicato Giovedì, 10 Settembre 2009 02:00
- Scritto da Francesco Bonerba
- Visite: 447
Dev D ANURAG KASHYAP
SEZIONE: FUORI CONCORSO
Anime smarrite per le strade di Delhi
SINOSSI DEV. D è una moderna storia d’amore. Nel film Dev, Paro e Chanda rispecchiano le sensibilità, i conflitti, l’aggressività, l’indipendenza, la libertà di pensiero, l’esuberanza e l’irrequietezza dei giovani d’oggi: una generazione schiacciata tra le radici orientali e le sensibilità occidentali. DEV. D è ambientato nel rustico e variopinto Punjab ed esplora anche lo squallido, morboso e oscuro ventre molle di Delhi, portandoci dai brulicanti campi di senape al tumulto dei neon, dalle ballate del Punjab alla vivacità del rock.

Dev D, del regista indiano Anurag Kashyap, rappresenta assieme a Delhi – 6 un’autentica apertura della Mostra di quest’anno verso il fantasmagorico mondo di Bollywood e una boccata d’aria fresca all’interno dell’orientamento prevalentemente autoriale delle produzioni presentate a Venezia. La struttura narrativa ruota attorno all’incontro di due personaggi che, smarritisi a causa delle proprie scelte o di un destino avverso, si incontrano in modo del tutto casuale, al termine di due percorsi diversissimi che il regista ci dà modo di seguire. Nonostante la storia – una lucida riflessione sullo sbandamento di una gioventù benestante, incarnata dal protagonista, che tenta di colmare con alcool e droga la propria imperfezione e il vuoto affettivo provocato da famiglie sempre più distanti – abbia un impianto drammatico, la dinamicità della narrazione e l’abilità nel manipolare il materiale visivo rendono il film godibilissimo. Il tratto vivace, ironico e solo a tratti un po’ surreale con cui il regista dipinge le vicende dei due protagonisti, unito alla consueta presenza di momenti musicati e di un ritmo velocissimo, coinvolgono appieno lo spettatore. La qualità e la capacità d’intrattenimento del cinema indiano confermano appieno l’intuizione di molti autori americani che, già oggi, lo considerano la più valida e interessante alternativa ad Hollywood.
Francesco Bonerba






