Dowaha ORIZZONTI
- Categoria: Venezia 2009
- Creato Giovedì, 10 Settembre 2009 02:00
- Pubblicato Giovedì, 10 Settembre 2009 02:00
- Scritto da Francesco Bonerba
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Dowaha (Buried secrets) RAJA AMARI
SEZIONE: ORIZZONTI
Pericolosi legami di sangue
SINOSSI Aicha, Radia e la loro madre vivono, segregate dal mondo, nell’alloggio per domestici di una casa abbandonata. Il precario equilibrio delle loro vite quotidiane è scosso dall’arrivo di una giovane coppia trasferitasi nell’alloggio principale. Si crea una bizzarra coabitazione tra la coppia e le tre donne che decidono di non rivelare la loro presenza a questi indesiderati vicini. Tuttavia non possono andarsene dopo aver vissuto così a lungo nascoste in un eremo che custodisce segreti sepolti nel profondo del cuore. Ma Aicha, la sorella minore, è attratta dai nuovi arrivati...

Dowaha, della regista tunisina Raja Amari, è una piccola pellicola dal carattere intimista estremamente interessante. L’intera vicenda ruota attorno allo scontro tra due forze contrapposte: da una parte quella retrograda e chiusa di una madre e una figlia, che hanno volontariamente scelto di ritirarsi dalla società, vivendo negli appartamenti della servitù di una villa abbandonata dove avevano per lungo tempo prestato servizio come donne di servizio; dall’altra quella fresca e vitale della seconda figlia, Aicha, a cui madre e sorella tentano di imporre il proprio stile e di vita, e di una giovane e bella donna che, imbattutasi per caso nelle tre figure femminili, viene da loro fatta prigioniera e segregata nella casa. Per tutta la durata del film i confini tra queste due parti contrapposte restano estremamente labili; Aicha, che sogna la fuga dalla casa, è profondamente influenzata dagli usi e costumi moderni della donna che tengono prigioniera, mentre quest’ultima, non potendo far altro che condividere tempo e spazio con le sue insolite coinquiline, a poco a poco acquisisce sempre più libertà all’interno del nucleo familiare, lasciandosi leggermente influenzare dalla vita spartana e ritirata delle due donne. Quando, imprevedibilmente, il precario equilibrio tra queste forze si rompe, una devastante esplosione di rabbia colpisce Aicha che riuscirà a liberarsi in modo definitivo dal giogo di madre e sorella. Le sfumature psicologiche di questo contorto e mai statico balletto tra donne rendono il film godibile trascinando lo spettatore nella vicenda. Il commento sonoro, costituito da elementi volutamente infantili e perturbanti, rende benissimo l’atmosfera pesante che circonda le protagoniste, interpretate con grande bravura dalle attrici. La storia, tutta al femminile, è continuamente in bilico tra emancipazione, passati torbidi, desiderio di rivalsa, abbandono; ogni cosa è svelata con moderazione, creando una tensione narrativa che, nonostante la drammaticità di fondo della vicenda, conferisce grande carica e energia al film.
Francesco Bonerba






