Chengdou, I love you IN CONCORSO

Chengdou, I love you FRUIT CHAN, CUI JIAN
SEZIONE: FUORI CONCORSO

Sentimenti dal futuro

SINOSSI
Chengdu wo ai ni
racconta di due storie d’amore ambientate nella città di Chengdu. Nel 1976, periodo della rivoluzione culturale, il giovane e spiantato maestro del tè si innamora della cameriera, una ragazza giovane e bella. Attraverso la teiera dal lungo beccuccio si trasmette sia l’arte del tè sia il loro amore, che è tuttavia destinato a cadere nel vuoto. Nel 2029 la ballerina Lin Miao ha due desideri: trovare il ragazzo che l’ha salvata da bambina durante il terremoto e scovare l’uomo che ha ferito suo cugino. Durante uno spettacolo Lin Miao conosce il giovane Li Hai, ma non immagina che il ragazzo che le ha salvato la vita sia anche l’uomo che ha fatto del male a suo cugino. Come affrontare l'amore-odio nei suoi confronti?

Fruit Chan è sempre stato un regista altalenante. Uno che è riuscito a dirigere sia opere intelligenti come “The longest summer” che pellicole mediocri come “Hollywood, Hong Kong”.
“Chengdu, i love you” si colloca, purtroppo, nella seconda fascia.
Negli ultimi anni si è sentito parlare di questo autore solo in occasione di progetti collettivi, come l’ultimo deludente “Three… Extremes” e come quest’ultimo lavoro, considerando che in Chengdu condivide la regia niente meno che con la rockstar cinese Cui Jian. La cosa sembra ormai essere diventata una costante nella produzione di Chan che anche nel suo prossimo film “Don’t look up”, un compendio horror cino-americano, assumerà la direzione solo di un singolo episodio piuttosto che di un intero film.
Su Chengdu si possono dire poche cose: narra due storie abbastanza noiose ed incoerenti, mette in scena degli attori decisamente poco convincenti e presenta degli effetti digitali talmente grossolani da far rimpiangere i tempi della sovrimpressione.
In attesa del prossimo lavoro Fruit Chan può considerarsi rimandato.

Pasquale Russo
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