La Cosa torna al Cinema

la-cosa-locandina

Che Hollywood sia a corto di idee è ormai cosa risaputa da qualche tempo e i film tratti da fumetti, romanzi, cartoni animati, videogiochi e, adesso, anche da giochi da tavolo come il nuovo “Battleship” (tratto in parte dal gioco “Battaglia Navale” della Hasbro), sono davvero all'ordine del giorno. Ma l'idea di realizzare un prequel de “La Cosa”, film di John Carpenter targato 1982, tratto a sua volta dal romanzo di John W. Campbell e già remake del film del 1951 “La cosa da un altro mondo”, di Howard Hawks, ha sicuramente un sapore diverso. Ma andiamo con ordine.

L'Antartide è un territorio freddo e pericoloso. Un elicottero che batte bandiera norvegese sta inseguendo un husky con la ferma intenzione di abbatterlo. Dopo vari tentativi da parte degli occupanti dell'elicottero, nel portare a termine la missione, finiscono per fare una tragica fine presso la base scientifica americana U.S. Outpost 31 (l'elicottero infatti esplode in mille pezzi). La vita tranquilla della base americana viene così interrotta, e sconvolta, dall'orrore degli accadimenti successivi, dove una creatura aliena “trasportata” dall'husky (ma che poi si scoprirà essere la stessa creatura nella forma dell'husky) porterà morte e distruzione nella base statunitense, imitando, forse per difesa, le altre forme di vita. Si scoprirà solo in seguito la provenienza della creatura: un'astronave aliena schiantatasi sui ghiacci chissà quanto tempo prima e scoperta proprio dalla non distante base norvegese (questo il film di Carpenter, considerato da più parti uno dei fanta-horror più spettacolari e convincenti degli ultimi decenni, grazie anche al make-up della creatura - ma rivalutato soltanto dopo la distribuzione in home video). Il prequel inizia quindi a raccontare cosa accadde alla base norvegese, molto prima che quell'elicottero, all'inizio del film di Carpenter, desse la caccia all'husky-alieno: il gruppo norvegese formato da diversi scienziati, tra cui la paleontologa Kate Lloyd (Mary Elizabeth Winstead), ha trovato una creatura aliena nei ghiacci e adesso deve fornire dati e informazioni sul suo ritrovamento. La creatura, però, dopo essersi svegliata dall'ibernazione, inizia a “fondersi” con gli abitanti della base scatenando la caccia all'alieno sanguinario. Ma non è cosa facile capire chi degli abitanti è la sua imitazione e chi è reale. Il regista Matthijs van Heijnengen Jr., esordiente e autore pubblicitario, crea un prodotto interessante che segue per molta parte la natura e le coordinate imposte dal primo film: il cattivo, i buoni, il massacro e l'ambiguità. C'è parecchia suspence (chi è il nemico visto che la creatura crea delle imitazioni perfette?) e un realismo degli effetti che potrebbe creare qualche problema a chi non ha lo stomaco forte. Ma il film si segue con gusto e regala diversi momenti da “salto sulla poltrona”. Il ritmo è veloce e alcuni momenti sono davvero azzeccati. Forse gli effetti speciali sono un po' troppo presenti nelle varie scene, ma tant'è che grazie ad essi, ci si collega anche così al primo film.

Perché l'operazione è interessante? Perchè è come guardare al dietro le quinte di uno spettacolo. È un po' come seguire la storia di Rose, prima che incontrasse Jack e affondasse il Titanic, oppure vedere Ritorno al Futuro dalla parte Biff o  Guerre Stellari solo dal punto di vista di Yoda. Forse ci sarebbe piaciuto uno stile più “ottantino” del film, quindi abbigliamento più vintage e tecnologia molto meno recente – e perché no? Anche una pellicola più sporca avrebbe favorito l'atmosfera retro dell'operazione – ma il risultato è comunque soddisfacente. La sceneggiatura è firmata da Eric Heisserer, responsabile del remake di Nightmare.

Giovanni Toro

Joomla Templates and Joomla Extensions by ZooTemplate.Com