APPROFONDIMENTO: Robert Downey Jr [parte 2°]

 FILMOGRAFIA: DAL DUEMILA IN POI

Nonostante i tanti film a cui ha preso parte, i ’90 non sono stati una decade rosea per Robert Downey Jr: ma dei suoi problemi con la droga e con la legge parleremo più avanti. Per ora ci basti sapere che, alle soglie del duemila, la sua immagine aveva subìto un vero smacco; serviva un’occasione per riscattarsi. E, proprio all’inizio del nuovo millennio, questa occasione arriva e si chiama Ally Mc Beal. La fortunatissima serie tv lo scrittura per la sua quarta stagione nel ruolo di Larry Paul, partner e anima gemella di Ally. È grazie a questo ruolo che Downey conquista il cuore di gran parte del pubblico femminile; è davvero interessante leggere le testimonianze delle fans della serie, che narrano di come, col tempo, si siano profondamente affezionate al divertente, dolce Larry Paul, fino a soffrire davvero dopo la sua dipartita dalla serie, alla fine della quarta stagione (dipartita, tra l’altro, causata dai soliti problemi di droga). Questo succede solo con i grandi personaggi di serie tv. In effetti, il nostro Robert è stato profumatamente premiato per questo ruolo, con un Golden globe e un SAG award. Per non parlare delle nomination agli Emmy, ai Tv guide awards, agli American comedy awards e ai Television critics awards.                    

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Dopo un altro, breve periodo di galera, Robert Downey jr è protagonista di The singing detective, film tratto da una famosissima (ma inedita in Italia) serie tv dallo stesso titolo. Su questo film bisogna spendere qualche parola in più, viste le impressionanti somiglianze tra il personaggio e l’attore. Lo scrittore Dan Dark è gravemente malato di psoriasi e costretto in un letto d’ospedale: da qui, per evadere dalla sua misera condizione, scrive un noir di cui è lui stesso il protagonista: un ispettore della Los Angeles anni ’50. Fantasia e realtà si fondono, in un film particolare e visionario. Downey, in versione “ispettore”, è fascinoso, carico di verve, sembra davvero uscito da un libro noir. Il Downey malato è struggente, miserabile e assolutamente convincente: non può che farci pensare ai veri trascorsi dell’attore, che spesso e volentieri ha fatto visita, inutilmente, a cliniche di disintossicazione. La vita vera, spesso, è la maggior fonte d’ispirazione per le prove d’attore riuscite.

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Dopo aver lavorato in Gothika nel 2003 (performance non esattamente memorabile, soprattutto per via di una sceneggiatura mal scritta) e nella commedia Game 6 sceneggiata dallo scrittore Don de Lillo, è il turno del divertente Kiss kiss bang bang: una spy comedy ritmata, leggera ma mai banale, che si avvale di una coppia di protagonisti (Downey e Val Kilmer) davvero affiatata e piena di alchimia, sebbene possa sulle prime sembrare mal assortita. Questo film si avvicina al genere che il nostro attore visiterà molto spesso nei suoi più recenti successi. Tanta azione, condita però sempre da umorismo e da un pizzico di autoironia. Dopo una piccola (ma ben riuscita) parte nel film di Clooney Good night and good luck, nel 2006 Downey partecipa ad un bel film, di cui è anche produttore insieme al cantante Sting: Guida per riconoscere i tuoi santi. Una commovente storia di crescita e di presa di coscienza, il film è stato premiato al Sundance film festival per la miglior regia e per il miglior cast (con un premio speciale a tutti i membri, come era successo con America oggi). Downey è amico di Dito Montiel, regista del film e scrittore dell’autobiografia da cui la pellicola è tratta. Ma il 2006 è un anno pieno di impegni per Robert: è infatti anche l’anno di A scanner darkly, film tratto da un’opera di Philip. K. Dick, girato con una particolare tecnica che, in post-produzione, “cartoonizza” gli attori in carne ed ossa.  Una prova d’attore, questa, che lo riporta ai suoi trascorsi di vita reale, visto che interpreta (in modo molto convincente e a tratti spassoso) un tossicodipendente.            

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Sempre nel 2006 è il turno di Fur, biopic sulla leggendaria e anticonvenzionale fotografa Diane Arbus, interpretata in modo eccellente da Nicole Kidman. Downey interpreta il suo partner, un uomo completamente ricoperto di pelo. Una struggente e ben recitata storia d’amore e di accettazione della diversità, in cui Downey, per gran parte del film, è irriconoscibile: dapprima totalmente coperto da una maschera di stoffa per nascondere la sua vera natura, poi completamente ricoperto di pelo, come un umano Chewbacca. Questa condizione mette in risalto la sua bravura d’attore e l’espressività del suo sguardo, grazie alla quale il personaggio di Diane si innamora di lui.

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Nel 2007 arriva Zodiac, di David Fincher, regista che già di per sé è una garanzia. Il film si avvale di un cast ottimo e in piena forma, Downey compreso: peccato che, come troppo spesso accade, venga relegato nel ruolo dell’alcolista-drogato. Altro film dello stesso anno è Charlie Bartlett, che sembra un tuffo nel passato, un ricordo degli esordi del nostro attore: il film è ambientato in un liceo americano, con tanto di bulletti, ragazzi problematici e batticuori; ma stavolta Downey, cresciuto, ha il ruolo del preside.

Nel 2008 arriva Tropic Thunder, geniale commedia targata Ben Stiller, che prende di mira Hollywood, i suoi stereotipi e le sue star viziate. Qui Downey lavora con un ricco ed esilarante cast comico (Ben Stiller e Jack Black in primis) e interpreta un attore talmente dedito al metodo di immedesimazione, che è disposto proprio a tutto per entrare nel personaggio. Lo vediamo qui, tra l’altro, in un’inedita e molto realistica versione afroamericana di se stesso (con tanto di accento e tono di voce adeguati al personaggio). Per il ruolo da lui interpretato, Downey viene candidato all’Oscar per la seconda volta nella sua carriera. Umorismo tipico del Frat Pack Stilleriano, gags a non finire, una recitazione ottima per tutti gli attori fanno di Tropic Thunder un prodotto davvero divertente, nonché il film che dà inizio all’inesorabile ascesa di Downey negli ultimi anni.

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Non a caso, infatti, nello stesso 2008 arriva Iron Man: il nostro attore porta sullo schermo un Tony Stark davvero ben riuscito. Con il suo naturale savoir faire e l’attitudine da playboy di cui tanto abbiamo parlato, Downey sembra davvero nato per impersonare il magnate della Marvel. Non è un caso se Iron Man ha avuto un seguito (anch’esso un buon prodotto, che non perde la verve del precedente) ed avrà anche un terzo capitolo. Per non parlare de I Vendicatori, ad Aprile nelle sale, in cui Iron Man si unirà a Thor, Hulk, la Vedova nera, Hawkeye e Nick Fury. Un film attesissimo e dal cast stellare.

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Siamo alle soglie del 2009. Dopo questa manciata di terni al lotto, Robert Downey Jr è ammirato dagli uomini e adorato dalle donne. E se per qualcuno fosse passato ancora inosservato, qual è il problema? Ci pensa lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie. La rivisitazione in chiave cool ed action del famoso investigatore inglese porta a Downey una fortuna stratosferica e il plauso di pubblico e critica. Per il ruolo l’attore vince un Golden Globe. Nonostante lo stravolgimento dell’ Holmes a cui tutti eravamo abituati, Downey fa centro creando un personaggio divertente, affascinante, furbo e piuttosto spericolato. L’alchimia sul set con l’amico Jude Law, che interpreta Watson, è evidente e costituisce un altro motivo del successo del film. Poteva forse mancare un seguito? Chiaramente no: Sherlock Holmes-gioco di ombre, sempre firmato Ritchie, esce nel 2011 e tiene testa (forse addirittura supera) l’originale.                 

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Nel 2011 è anche  protagonista, insieme ad un Galifianakis fresco del successo di Una notte da leoni, della commedia Parto col folle: una sorta di mirabolante road-movie in cui le tanto diverse comicità dei due attori si amalgamano bene, creando effetti inaspettati e provocando più di una risata. Un film del 2009 che è passato piuttosto inosservato è stato Il solista, storia dell’amicizia tra un giornalista (Downey) e un barbone schizofrenico, talentuoso suonatore di violoncello (Jamie Foxx). Vista la popolarità raggiunta da Robert in questo periodo, può risultare strano che questa opera esca quasi in sordina. Questo può essere spiegato dalla riuscita non brillante nel film, in cui i due protagonisti sembrano non trovare l’alchimia che invece Downey aveva di certo trovato con altri partner, in altre pellicole (con Val kilmer in Kiss kiss bang bang, con Jude Law in Sherlock Holmes, Con Galifianakis in Parto col folle). Anche la critica è stata abbastanza tiepida al riguardo.


  SESSO, DROGA E ROCK’N’ROLL

Sesso: sapevate che il nostro attore-playboy è stato anche con Sarah “Sex and the city” Jessica Parker? La loro relazione è durata ben sette anni: galeotto fu, nel 1984, il film Firstborn.  Nel 1992 si sposa con l’attrice Deborah Falconer, dalla quale avrà suo figlio Indio, nato nel ’93. Ma è sul set di Gothika, nel 2003, che Downey fa l’incontro che, come lui stesso non ha paura tuttora di ammettere, gli ha salvato la vita: con Susan Levine, produttrice, che sposa nel 2005 e che nel Febbraio 2012 partorirà il suo bambino. La relazione con Susan ha spinto l’attore ad uscire una volta per tutte dall’incubo della droga (risulta “pulito”, non a caso, dal 2003) e gli ha portato il successo che ha ora. È proprio lei, infatti, la produttrice di film quali Sherlock Holmes 1 e 2, Parto col folle, Iron man 2. Oggi, i due formano una delle coppie più belle, innamorate, sincere e, diciamolo, invidiate di Hollywood.

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Droga: il nostro Robert ne ha passate proprio di cotte e di crude. Benché facesse uso di droghe già dagli anni ’80, è dal ’96 che iniziano i veri problemi: fino al 2001 non fa altro che entrare ed uscire dalla prigione e dai centri di disintossicazione (che ben poco lo hanno aiutato). Il suo primo arresto, nel ’96, è per possesso di cocaina, eroina, una pistola e per guida in stato di ebbrezza e sotto stupefacenti. Obbligato a sostenere test anti droga periodicamente, nel ’97 viene arrestato di nuovo per non averne sostenuto uno. I film che aveva in programma dal ’99 vengono cancellati per via della sua reclusione, ad eccezione di In dreams, che viene portato a termine. In questo tetro panorama, Ally McBeal sembra una vera possibilità di riscatto, nel 2000. Ed in effetti lo è, ma il riscatto è effimero, visto che tra il 2000 e il 2001 viene denunciato per possesso di cocaina e poi di nuovo arrestato: questo porta i produttori a licenziarlo dalla serie, per paura che il suo comportamento possa danneggiare l’immagine del prodotto. Un vero e proprio inferno, insomma, che ha fine con l’incontro con Susan Levine- oggi Susan Downey. Dal 2003 Downey ha collezionato un successo dietro l’altro, sembra condurre una vita serena e si è dato al Kung Fu, che pratica con costanza e grazie al quale trova giovamento non solo per eseguire senza stunt le scene d’azione nei film, ma soprattutto per non perdere quell’equilibrio interiore tanto faticosamente conquistato.                                                      

robertjailRock’n’roll: da bravo artista a tutto tondo, Robert Downey Jr è anche un musicista. In svariati film lo abbiamo sentito cantare (in The singing detective o in Quattro fantasmi per un sogno, per citarne solo due), ma è nel 2004 che esce il suo primo album, dal titolo The Futurist, per il quale l’attore cura i testi, canta e suona il pianoforte. Negli anni successivi ha collaborato con altri artisti per la realizzazione di alcuni dischi a scopo benefico ed umanitario. Tra l’altro, nel 2001 è protagonista del video musicale della canzone I want love di Elton John:

Accecato dai fuochi d’artificio degli ultimi anni, spesso il pubblico si dimentica della corposa carriera di Robert Downey Jr, che è iniziata ben prima del 2008. È nostra intenzione, con questo approfondimento, invitarvi a riscoprire i lavori passati di un attore che si è sempre messo in gioco con coraggio, tentando di mostrare ogni sfaccettatura della sua poliedrica personalità.


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Tiziana De Amicis

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