Aspettando "Tutti al mare" di Matteo Cerami

"Tutti al mare" di Matteo Cerami

Gianfranco Piccioli, produttore del film con Gianluca DeMarchi per FilmVision, saluta i giornalisti, scusandosi per il ritardo dovuto ai problemi organizzativi ed all'assenza di alcuni attori. Spiega che il film si trova alla quarta settimana di riprese, delle sette previste, e che tutto procede per il meglio. L'atmosfera che si respira è quella goliardica che caratterizzò il set del film "Casotto" del 1977 a cui "Tutti al mare" è ispirato.

Il film ne riprende infatti la tematica,offrendo uno spaccato dell'Italia mediante una carrellata di personaggi al limite del grottesco che passano un'intera giornata al mare.

Prende quindi la parola il regista mentre si presenta in conferenza stampa il protagonista Marco Giallini.

Matteo Cerami spiega che lo stesso Piccioli si era rivolto al padre Vincenzo con la proposta di scrivere un film che riproponesse le atmosfere di "Casotto", soprattutto riprendendo l'idea di un soggetto che avesse un'unica ambientazione nella quale agissero diversi personaggi.

Vincenzo Cerami ha subito accettato la proposta e, a quattro mani con il figlio Matteo, ha impiegato circa un mese e mezzo per arrivare ad una prima stesura, che si differenzia dal film del '77 soprattutto per il numero dei personaggi: 35 ora contro i 12 dell'epoca.

Rimangono però le caratteristiche che hanno fatto di "Casotto" un cult: lo stile tipico della commedia all'italiana, nella sua coralità e amarezza. In fase di scrittura è prevalsa una sorta di "non struttura", ovvero non ci si è affidato alle regole ferree della sceneggiatura ma è prevalsa una situazione d'improvvisazione e dialoghi definiti dal regista "sporchi".

L'ambientazione è prevalentemente collocata in un chiosco balneare gestito da Maurizio (Marco Giallini), definito un "luogo sospeso,onirico e surreale".

Il taglio del Fus ha fermato il progetto per circa un anno.

Con "Casotto" Citti racconta l'Italia piccolo borghese da poco uscita dalla fase rurale e ora al limite dell'epoca globalizzata. In questo spogliatoio pubblico (casotto in gergo) i personaggi si svestivano delle loro maschere sociali e si mischiavano al popolino.

L'azione si svolge ora in un chiosco, luogo più aperto e non così claustrofobico, una sorta di barcone in cui i personaggi esistono nella loro falsità grottesca.  Il mare è ora molto più presente, lambisce il chiosco in maniera inquietante, non lasciando intravedere cosa vi potrebbe emergere (extracomunitari, clandestini...).

L'intento rimane quello di dissacrare la piccola borghesia, con un occhio di pietas verso i personaggi più popolani. Ognuno di essi ha la sua piccola tragedia personale: Maurizio è vessato da una madre tiranna invalida, Anna Bonaiuto è una presentatrice televisiva di programmi pomeridiani che cerca di darsi un  tono pur frequentando un chioschetto popolare, Ambra Angiolini e Claudia Zanella sono due hostess che interagiscono in questo microcosmo, Sergio Fiorentini è un nonno fanfarone che racconta al nipote imprese da veterano di guerra non sempre veritiere. Vincenzo Cerami appare in un cameo come l'uomo del pappagallo, animale parlante che fa da "cronista" alle vicende che si susseguono. È presente un'interazione tra uomini e animali (un gatto, uno scarafaggio e il pappagallo), non stabilendo mai in maniera marcata quale sia il limite tra gli uni e glia altri. Proietti (che arriva in conferenza durante la spiegazione di Matteo Cerami) è il cognato di Maurizio, esilarante figura con problemi di memoria e cleptomania. Franco Pistoni interpreta un frequentatore abituale del chiosco, portatore inconsapevole di immani sventure. Ninetto Davoli appare come un truffaldino pescatore che porta ogni mattina pesce "fresco" a Maurizio ma che in realtà è surgelato.

Matteo Cerami parla dell'impegno col quale ha voluto dirigere il progetto. Ci tiene ad evidenziare che il confronto primario con il padre, in fase di scrittura e di messa in scena, è  stato d'obbligo. Il suo scopo primario è sempre stato quello di rispettare i tempi di produzione ed, ovviamente, di affidarsi molto alla recitazione dei grandi attori a sua disposizione.

Alla domanda su quanto somigli al proprio personaggio, Giallini risponde con tono scherzoso "Maurizio è un coattone proprio come me", mentre Anna Bonaiuto  ha spiegato quanto sia stato difficile non riproporre la solita imitazione della conduttrice televisiva, troppo farsesca per il contesto, e cercare di interpretare l'ipocrisia del suo personaggio in una maniera più sottile, anche grazie ad un trucco molto particolare.

In conferenza Piccioli rivela che il budget complessivo del film si aggira intorno ai due milioni e mezzo di euro, ottenuti mediante un accordo di coproduzione FilmVision- Rai 80/20 ed un intervento del MIBAC di 500.000 euro. Il produttore fa quindi un ennesimo confronto con Casotto, specificando che all'epoca, all'insaputa degli altri, l'unica attrice pagata del film fu Jodie Foster. A questo punto interviene Gigi Proietti, anch'egli nel cast di Casotto, per redarguire scherzosamente Piccioli, che specifica come in questo caso gli attori siano stati tutti pagati, pur se in misura molto ridotta rispetto ai loro abituali caché.

Fantastichini  prende la parola per spiegare il suo personaggio: un uomo dolente con l'intento di suicidarsi che, ogni giorno, si presenta all'alba e farnetica parole senza senso. Al che, Sergio Fiorentini interviene ricordando che i personaggi del film sono in realtà accomunabili ad insetti e il chiosco è simile ad un formicaio.

Alla domanda sul perché fu fatto "Casotto" anni fa, Piccioli risponde che all'epoca egli era regista e conobbe Citti, il quale fu il tramite con Cerami che pensava ad una commedia claustrofobica. All'epoca nessuno credeva nel progetto, Mastroianni declinò lasciando il posto a Tognazzi. Medusa s'incaricò in seguito della distribuzione del film.

Gigi Proietti ricorda il clima di goliardia e comicità che si respirava sul set di Casotto.  Jodie Foster veniva diretta in dialetto romanesco da Citti ("Jodie, sorta!..."Jodie, arisorta!) e allo stesso Proietti fu fatto uno scherzo esilarante, in quanto fu lasciato solo dalla troupe mentre recitava una scena in cui dormiva. Accortosi dell'inganno, l'attore apostrofò con "li mortacci vostri" l'intera troupe.

Vincenzo Cerami chiude specificando che la sua non vuol tanto essere un'analisi sociologica, quanto invece un apologo metafisico e surreale della società contemporanea, spiegando che i personaggi del film non sono poi così lontani da tutti quelli che affollano le vere spiagge ogni estate.

Tutti al mare non ha ancora una data d'uscita ufficiale.

Pasquale Russo

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