Conferenza stampa INCEPTION
- Creato Mercoledì, 22 Settembre 2010 17:14
- Pubblicato Mercoledì, 22 Settembre 2010 16:38
- Scritto da Tommaso Di Giulio
Incontro con Cristopher Nolan

Un’eccitazione degna dei più sfegatati “fan-boys” serpeggia tra i giornalisti presenti nella sala conferenze dell’Hotel Hassler sito in piazza Trinità dei Monti a Roma: il “cavaliere oscuro” è tra noi.
Il “cavaliere” in questione non è ovviamente Bruce Wayne, ma bensì l’algido sir Christopher Nolan, regista di Inception, il film che ha l'onere di dover convincere pubblico e critica che The Dark Knight non rimarrà il punto più alto della sua carriera. La conferenza stampa si apre con una prevedibilissima gaffe perchè un kamikaze chiede a Nolan notizie del suo prossimo, attesissimo film sull’uomo pipistrello della DC comics.Il regista, com’è noto, è ormai subissato di domande sulle sorti di Batman e perciò risponde stizzito che non ama parlare dei suoi progetti futuri e preferisce concentrarsi su quelli attuali.I “Batmaniaci dovranno penare ancora un paio d’anni…
Dimenticato lo scivolone iniziale, si parla dunque di Inception. Nolan definisce la sua ultima fatica un film audace, perché riesce a coniugare, come nella maggior parte delle sue opere, una certa libertà autoriale ed artistica ( rara quando si parla di megaproduzioni Hollywoodiane) ed un elevato tasso di entertainment.Il regista e la produttrice Emma Thompson ci tengono a sottolineare quanto Inception sia un prodotto dedicato al grande pubblico ma anche qualcosa di diverso, e si sbilanciano accostando il film addirittura ad Avatar di James Cameron autocelebrando il proprio prodotto come meritevole di far parte del pantheon del cinema fantascientifico. Nolan mette nuovamente in evidenza il suo noto interesse per la rielaborazione dei topoi del noir e del thriller psicologico, contaminati e riletti nella modernità pur rispettandone le dinamiche tensive che hanno reso grande il genere negli anni trenta e quaranta.Il regista cita a questo proposito una serie di punti di riferimento e fonti di ispirazione che durante la stesura della sceneggiatura del film, durata ben dieci anni, hanno portato alla creazione del l’universo ipertestuale di Inception. Viene tirata in ballo la letteratura cyberpunk di William Gibson ed alcuni classici del cinema fantascientifico come “2001 Odissea nella spazio” di Kubrick, “Blade Runner” di Ridley Scott, “Dark City” di Alex Proyas e ovviamente “Matrix” dei fratelli Wachowsky, pellicola alla quale Inception sembra maggiormente debitore. In seguito Nolan ammette di aver ricevuto alcune delle più importanti suggestioni messe a frutto in Inception dalla lettura di alcuni libri di Borges, uno degli scrittori che, non a caso, ha maggiormente riflettuto sul senso della “finzione”, dell'aparenza e del paradosso, argomenti che sono alla base del film.
Verso la fine della conferenza, un paio di interessanti domande stimolano Nolan ad approfondire le tematiche psicanalitiche presenti in Inception ed in tutta la sua filmografia: il subconscio e la compenetrazione tra sogno e realtà sono infatti da sempre elementi ricorrenti nel suo cinema, tanto da spingerlo ad ammettere divertito che forse ogni personaggio della storia corrisponde ad un membro della crew che ha contribuito alla realizzazione del film. L’”architetto” (scoprirete chi è guardando il film ), dice sorridendo Nolan, è ovviamente il Production Designer e Dom Cobb ( il personaggio interpretato da Leonardo Di Caprio) forse non è altro che un inconscia "proiezione" di se stesso. Christopher Nolan, un ladro di sogni, che fa della nostra mente la scena del crimine, violando le nostre difese per riempirci gli occhi ed il cuore di immagini spettacolari e meravigliosi turbamenti, di cinema insomma.
Tommaso Di Giulio






