Conferenza Stampa del film Immaturi
- Creato Mercoledì, 19 Gennaio 2011 17:03
- Pubblicato Mercoledì, 19 Gennaio 2011 17:00
Conferenza Stampa del film IMMATURI
Il 12 gennaio 2011 si è tenuta a Roma, presso il cinema Adriano, la Conferenza Stampa del nuovo film di Paolo Genovese. Era presente il regista, l’intero cast e i produttori.
- Lo spunto per il film è l’esame di maturità, cosa ci può dire al riguardo? (domanda al regista)
Paolo Genovese: L’esame di maturità è da sempre un incubo per tutti. Io mi sono portato avanti questa paura per molto tempo, questo passaggio dall’adolescenza alla maturità.
- L’attore Paolo Kessisoglu ha collaborato alla colonna sonora realizzando una cover di “Born to be alive”, come è nato questo contributo? (domanda al regista e a Paolo Kessisoglu)
P.G. : Volevamo usare un pezzo anni ’80 e mi sarebbe piaciuto arrangiare “Born to be alive”, così ne ho parlato con Paolo che è anche musicista e lui si è prestato a questa sfida.
Paolo Kessisoglu: Ho iniziato a casa con la chitarra e ho “ri-arrangiato” anche gli altri. Sono molto soddisfatto del lavoro svolto.
- Avete attinto dai vostri ricordi per interpretare i vostri personaggi? (domanda agli attori)
P.K.: Non mi piaceva studiare, mi sono diplomato in una scuola privata tedesca dove tutti gli altri alunni andavano bene. Io l’ho “sfangata” con un 41 strascicato. E’ stata un’esperienza tragica che ho rimosso.
Luca Bizzarri: Sogno spesso l’esame di maturità..
Ambra Angiolini: Io non ricordavo il mio l’esame di maturità così tragico, ma quando ho dovuto girare la scena nel film ero terrorizzata e ho iniziato a ridere senza riuscire a dire le mie battute. Alla fine il regista non ha voluto “tagliare” e la mia sequenza dell’esame è rimasta così.
Ricky Memphis: Io non ho fatto l’esame di maturità perché ho la licenza media.
Raoul Bova: Sogno spesso tutti gli esami che ho dovuto sostenere, in particolare quello della quinta elementare e della terza media. Alle superiori i professori mi giustificavano perché nuotavo a livello agonistico, ma io ero terrorizzato lo stesso perché sapevo che all’esame di maturità ci sarebbe stata una commissione esterna. E invece quell’anno ci ha esaminato la commissione interna. E’ stata una bella fortuna!
Barbora Bobulova: Durante l’esame di maturità ho approfittato del mestiere che già facevo all’epoca (l’attrice di teatro ) e ho recitato un pezzo del monologo di Romeo e Giulietta e me la sono cavata.
Anita Caprioli: Il vero incubo che avevo era il terrore del “vuoto” cioè di non ricordare più nulla. Ricordo una fortissima ansia da prestazione che ho rivissuto anche sul set, quando ho girato la scena del mio esame di maturità.
Luisa Ranieri: Io nel film non faccio l’esame e se penso alla mia prova di maturità, come tutti gli ansiosi, l’ho rimossa!
Maurizio Mattioli: Io posso dire solo che a 32 anni ho conseguito la maturità magistrale.
-C’è stato qualcuno che ha vissuto realmente l’invalidazione dell’esame di maturità? (domanda al regista)
P. G. : Mi sono documentato, non è mai accaduto ma l’idea è verosimile. Per esempio se ci fosse un professore non laureato che si dichiara tale, potrebbe accadere questa cosa.
- Quando si diventa maturi? (domanda agli attori)
Raoul Bova: Bisogna mantenere una piccola dose di immaturità perché altrimenti si prende tutto troppo sul serio e tutto diventa troppo monotono.
Ricky Memphis: Non è una cosa così netta, il fatto di diventare maturi. Piuttosto si fanno scelte da persone mature. Io sono diventato maturo quando è nato mio figlio.
Anita Caprioli: Io non credo che ci sia un’unica maturità.
Luisa Ranieri: Ho perso mio padre quando ero molto giovane, quindi tutto è andato più veloce da quel momento.
Luca Bizzarri: Io ancora non sono diventato maturo.
Paolo Kessisoglu: L’incontro con mia moglie e il fatto di diventare padre hanno consentito ciò. Bisogna comunque non perdere la “leggerezza” e la capacità di saper “giocare”.
- Come mai non ha voluto puntare sulla cosiddetta “risata e commozione facile”? (Domanda al regista)
P.G. : “Immaturi” è una storia molto sincera. Non volevo raccontare una generazione ma volevo raccontare dei personaggi. Sei personaggi che appartengono a quella generazione e volevo raccontare le loro differenti vite.
- Il film è molto verosimile.. .(domanda la regista)
P.G. : L’intento era proprio quello di fare un film che fosse il più possibile verosimile. Per costruire il personaggio di Francesca, interpretato da Ambra, mi sono confrontato con una sessuologa. Lo stesso ho fatto per il personaggio interpretato da Raoul, Mi sono documentato con leggerezza, senza presunzione.
- Ricky Memphis interpreta il cosiddetto “bamboccione” che a 40 anni vive ancora con i genitori, viziato e vezzeggiato, cosa potete dirci al riguardo? (Domanda al regista e a Ricky Memphis)
P.G. : Trovo che Ricky sia un attore straordinario e ho riscoperto un Memphis “intellettuale” grazie a questo film.
Ricky Memphis: Sono molto simile al ragazzo che interpreto. In realtà io sono un “secchione” nella vita, sono molto più serioso di quello che si possa pensare.
A cura di Sara Libutti






