The Help - Tate Taylor
- Creato Mercoledì, 18 Gennaio 2012 01:58
- Pubblicato Mercoledì, 18 Gennaio 2012 23:07
- Scritto da Serena Betti
Il vento soffia cambiamento

Un cast eccezionale che strega lo spettatore, una colonna sonora capace di ricreare l’atmosfera del sud, dialoghi ricchi di sostanza e scelte fotografiche in grado di perforare il velo dell’ipocrisia della classe bianca del sud degli Stati Uniti: questi sono solo alcuni degli ingredienti che rendono di “The Help” un film imperdibile. Tratto dall’omonimo romanzo di Kathryn Stockett, il film racconta l’improbabile alleanza di tre donne: Aibileen (Viola Davis), governante di colore che ha cresciuto diciassette bambini bianchi, ma ha visto morire il suo, Minny (Octavia Spencer), la sua migliore amica nonché miglior cuoca d’America dal brusco carattere, e infine Eugenia Skeeter Phelan (Emma Stone), proveniente da una buona famiglia di bianchi, appena tornata dall’università. A differenza delle sue coetanee, interessate solo a metter sù famiglia, Skeeter si ribella al binomio “donna uguale angelo del focolare” e decide di concentrarsi sulla sua carriera di scrittrice e giornalista. Avendo trovato lavoro solo come curatrice di una rubrica di consigli domestici per casalinghe, la ragazza chiede aiuto ad Aibileen, cameriera della sua migliore amica. Spinta ad inseguire la sua vera passione da un’ editrice di New York, decide di imbarcarsi in una situazione molto più delicata: scrivere un libro raccogliendo le esperienze di vita delle cameriere nere al servizio delle famiglie bianche. Skeeter, aiutata da Aibileen e successivamente da una reticente Minny, tenta di infrangere rigide ed obsolete regole sociali in un contesto storico ricco di fermento. Il film è infatti ambientato all’inizio degli anni ’60 vicino alla città di Jackson nel Mississippi, stato del profondo sud in cui gli abitanti sembrano come circondati da una patina che li rende esclusi dal resto del mondo. Il Mississippi, sia nel romanzo che nel film, diventa una presenza tangibile, un personaggio cocciuto che invece di adeguarsi alle correnti riformiste, si chiude in se stesso, continuando a guardare con ammirazione la tradizione. Hilly Holbrook, interpretata da Byrce Dallas Howard, è la personificazione di tutto questo. Antagonista del film, si batte per una “maggiore segregazione” proponendo nuove assurde norme, convinta di agire nel giusto seguendo una moralità ancorata a valori passati. Suo malgrado la Holbrook sarà la molla che permetterà al progetto segreto di Skeeter di continuare, rompendo le ultime indecisioni di alcune cameriere.
“The Help” celebra il cambiamento, mostrando il coraggio che c’è dietro anche ad un piccolo gesto. Per affrontare il difficile tema della razzismo e delle condizioni di vita delle donne di colore, Tate Taylor e Stockett non ci mettono davanti a grandi manifestazioni e atti di violenza, ma ci presentano quei piccoli drammi e soprusi quotidiani che queste persone sono costrette ad affrontare. “Il cambiamento nasce da un sussurro”, dirà la protagonista nel corso del film. Non un urlo, un sussurro: una flebile voce in grado di creare una breccia nell’assordante rumore del silenzio, dell’indifferenza e della quotidianità.
In un film, in cui è la forza travolgente dei personaggi a portare avanti la storia, è impossibile non commentare lo strano rapporto tra le tre donne protagoniste. “Non c’è argomento più delicato dell’affetto tra un nero e un buono nel mondo ingiusto della segregazione. Infatti, l’ipocrisia, su cui si basa la società, rende sospetta ogni emozione, per cui è impossibile capire se il sentimento che esisteva tra due persone era genuino, oppure dettato dalla compassione o dal pragmatismo” (Howell Raines). L’amicizia tra Skeeter, Aibileen e Minny non lascia dubbi a riguardo. Se forse la compassione e il bisogno delle testimonianze delle due cameriere è stata la spinta iniziale del rapporto, la relazione si è evoluta su tutt’altro piano, di pari passo con la maturazione di Skeeter e la sua consapevolezza non solo di non essere adatta allo stile di vita delle sue amiche più giovani, definite da Aibileen “delle bambine che decidono di fare bambine”, ma di volere condannare tale modo di vivere. La scrittura del libro diventa quindi un mezzo non solo per tentare di cambiare “il mondo”, ma per liberare anche le protagoniste dalle loro prigioni. In questo senso il film assume un carattere atemporale ed universale, indirizzando il suo messaggio sempre attuale a tutti gli spettatori. I momenti di riflessione sono però sempre seguiti da risate e sorrisi: “The Help” riesce infatti a mescolare bene dramma e commedia, grazie ad un’ottima sceneggiatura e a degli attori in grado di reggere con bravura sia i tempi comici che quelli tipici di un film drammatico. In questo cast quasi tutto al femminile spiccano soprattutto le performance di Octavia Spencer, che proprio per questa parte ha vinto un Golden Globe come migliore attrice non protagonista e di Viola Davis, definita dal regista come una vera forza, in grado di regalare autenticità al ruolo di Aibileen. Meritano una speciale menzione anche Jessica Chastain, nel ruolo della bella ma insicura Celia Foote, l'attrice premio Oscar Sissy Spacek, che ci ha regalato alcuni dei momenti più divertenti del film, Byrce Dallas Howard, la bigotta Hilly, e ovviamente la protagonista del film: Emma Stone.
In conclusione “The Help” è un film che, immergendo completamente lo spettatore in una realtà che sembra così lontana dalla nostra, ma allo stesso tempo così vicina, lascia un senso di amarezza per gli errori passati, ma trasmette un clima di generale ottimismo in vista di una futura rinascita.
Serena Betti






