Underworld – Il Risveglio di Måns Mårlind e Björn Stein
- Creato Mercoledì, 18 Gennaio 2012 02:24
- Pubblicato Mercoledì, 18 Gennaio 2012 23:05
- Scritto da Tommaso Di Giulio
Questi si che sono vampiri e licantropi, altro che Twilight!

Dopo il deludente terzo film della saga Underworld dedicato alle origini della faida tra vampiri e Lycan ( l’irrisolto prequel Underworld – La ribellione dei Lycan diretto da Patrick Tatopoulos), non possiamo far altro che accogliere con gioia questo ritorno in grande stile della vampira Selene, interpretata da una Kate Beckinsale sempre più strettamente inguainata nella sua tuta in latex ( se possibile ).
Underworld – Il risveglio riparte esattamente da dove si concludeva il secondo, ottimo, capitolo della serie, quell’ Underworld : Evolution in cui le atmosfere horror-cyberpunk ammantate da un’aura di cospirazionismo del primo film erano già state ulteriormente intensificate. Questa volta però ci spostiamo dodici anni nel futuro, quando l’umanità ha ormai preso coscienza dell’esistenza di licantropi e vampiri ed ha pertanto deciso di dargli la caccia fino a cancellare completamente ogni loro traccia. Il genocidio delle creature mostruose ovviamente non riesce ma, al contrario, Selene scoprirà che i Lycan si sono addirittura organizzati talmente bene da essere riusciti ad infiltrarsi in maniera capillare nelle maglie della società, occupando posizioni prestigiose e di potere. In questo capitolo, in cui vengono accentuate quelle atmosfere cupe e una scrittura dell’azione squisitamente “matrixiana” già presenti negli altri tre film, Selene si ritroverà costretta a rivestire anche il ruolo di madre-guerriera – simile per certi versi alla feroce Ripley intenta a proteggere l’orfana Newt in Aliens di James Cameron – scoprendo che proprio sua figlia potrebbe rappresentare una speranza per il futuro della razza vampirica. Il film degli svedesi Måns Mårlind e Björn Stein scorre ad una velocità impressionante durante i suoi scarsi novanta minuti di durata, inanellando una rocambolesca scena d’azione dopo l’altra lasciando pochissimo spazio per i dialoghi ( fortunatamente! Vivaddio!) – che tra l’altro si svolgono quasi sempre in movimento - e costruendo il ritmo su un’alternanza sapiente di regia coreografica (si vedano i raffinati ma mai abusati ralenty) e di action sporca, dura e pura, connotata da efficacissime sfumature gore e splatter. Underwold – Il risveglio non ha quindi solo il pregio di regalarci un’esperienza cinematica pura, al limite del videoludico, ma riesce anche nell’intento di spazzare via, almeno durante tutta la durata del film, qualsiasi traccia dei glitter, delle smancerie o dei bicipiti patinati che abbondano nella saga Twilight, rea di aver fatto adorare delle versioni edulcorate di licantropi e vampiri a quelle stesse persone che magari hanno in camera il poster di Il mondo di Patty. Qui i succhiasangue non esitano a spaccare ossa, tranciare giugulari e sparare quintali di proiettili mentre i lupo mannari si danno da fare divorando teste e dilaniando corpi di uomini, donne e bambini. E, ovviamente, se i vampiri di Underworld prendono il sole si squagliano tra atroci agonie, non sbrilluccicano. Così è giusto, così dovrebbe sempre essere. Alla faccia di Bella e Edward.
Tommaso Di Giulio






