Il Sentiero - Jasmila Žbanić

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Quando la religione si sostituisce alla vita


ilsentiero

Luna e Amar si amano. Luna e Amar sono due reduci di guerra come ce ne sono tanti, quando la memoria diviene consuetudine collettiva e ogni gesto, anche il più normale, rischia di tremare sotto il ricordo di un passato atroce. Eppure, il presente è lì, davanti ai loro occhi: un buon impiego, gli amici, una relazione che funziona, le serate in discoteca. Ma Amar, a differenza di Luna, non riesce a controllare i propri demoni e affoga un'angoscia strisciante nell'alcool, fino a perdere il lavoro. Un incontro casuale con un vecchio compagno di leva apre le porte ad una nuova dimensione spirituale, che parrebbe riportare la serenità nell'animo smarrito dell'uomo. Sull'altro versante però c'è Luna, che si trova a fare i conti con un uomo si sobrio, e all'apparenza più soddisfatto, ma improvvisamente estraneo. 

Malgrado quel che potrebbe sembrare, il discorso religioso non è il tema fondamentale de Il Sentiero; forse sarebbe potuto esserlo in un altro film, con personaggi meno disperati e confusi. Qui l'Islam è solo una scusa per passare ad una dipendenza all'altra. Ci sarebbe anche da chiedersi quanto in fondo la religione non possa essere, per la maggior parte delle persone – o tutti –  che questo: un appiglio come un altro per dimenticare quanto c'è di incomprensibile nella vita. Certo è che qui la pace che affiora sul volto di Amar ricorda oblii facilmente raggiungibili altrove con determinate sostanze. A che punto si può arrivare, pur di zittire ogni dubbio? L'effetto, volontario o meno, è quello di una piece comica al limite del grottesco. La risposta ad ogni domanda diviene semplicissima: tutto deriva dal peccato. La guerra, il non riuscire ad avere un figlio, la perdita dei propri cari, ogni cosa funziona secondo una perversa legge di causa ed effetto. Solo seguendo i precetti religiosi si potrebbe mettersi al riparo dal castigo divino, peccato che le regole siano talmente complicate che non si può fare a meno di essere puniti, certo; ma almeno così si conosce il perché. Sarebbe divertente, se questo quadro non venisse quotidianamente realizzato su grande scala. Serpeggia un sospetto crudele, ovvero che Amar abbia scelto questa strada anche perché in questa dimensione acquista maggiore potere di Luna. Il corpo femminile va represso, coperto, ammansito, tenuto a bada. Una donna non può ambire a una stretta di mano maschile, a un bagno condiviso in mare. Anche se Amar non osa mai pretenderlo apertamente, niente nega che col suo sorriso gentile, con la sua ritrovata serenità, sta educatamente chiedendo a Luna la rinuncia a un ruolo paritario nella loro relazione amorosa. Questo è il vero tradimento del patto amoroso, aldilà di ogni inclinazione religiosa.

Ne Il Sentiero Luna è l'eroina: dolcissima, ferita e ribella, lotta per il proprio amore ma anche per la propria dignità, senza arrendersi. Al contrario Amar rimane nascosto all'ombra delle proprie inquietudini, una maschera pacifica e sorridente che sfugge allo scioglimento del proprio enigma. Forse le cose sono molto più complicate per ridurre un personaggio al ruolo, troppo facile, di individuo semplicemente rincretinito. O forse, come temiamo, la verità è che le cose stanno proprio così.

Veronica Vituzzi

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