Hesher è stato qui - Spencer Susser

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Fuck the System e tutto ciò che esso contiene

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Sappiamo bene che le regole esistono per essere infrante, ma per Hesher - un giovane metallaro dai capelli lunghi e il corpo tatuato - le regole non esistono affatto. Il mondo contemporaneo (almeno quel che si dice 'occidentale') somiglia ad una giungla disseminata di bollette da pagare, canoni d'affitto, lavori mal pagati; bisogna inoltre fare i conti, giorno per giorno, con la maestosa Morte e la sua falce che colpisce ad occhi chiusi - per non guardare in faccia nessuno. Ancora una volta ha ragione Tolstoj a dire che "Tutte le famiglie felici sono simili, ma ogni famiglia infelice è infelice a suo modo", nell'incipit di Anna Karenina; il piccolo T.J. e il padre Paul hanno subìto un grave lutto, passano le loro giornate facendo a botte nei bagni della scuola - il primo - e a dormire sul divano - il secondo - lasciando che la barba cresca sul volto senza controllo. Solo una graziosa e stanca nonna (una splendida Piper Laurie) ha cura di loro, finché una presenza irrompe dal nulla; Hesher piomba in casa dei tre - con furgone malandato e chitarra elettrica al seguito - e la occupa, proponendo la sua personalissima soluzione alle ansie quotidiane. A suon di musica metal (e anche della più colta, poiché si incontra anche un assolo di Cliff Burton, storico bassista dei Metallica a cui il personaggio di Hesher è vagamente ispirato) e violenza surreale, fa scoprire a T.J. quella vita feroce in cui il più forte ha sempre la meglio, e fa in modo che Paul riapra gli occhi e torni a vivere dopo la tragica morte della moglie.

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Spencer Susser scrive e dirige un'opera indipendente a più strati, come una torta Mont Blanc; il tema della morte è affrontato a più riprese - con discreta poesia e passione - così come l'amore attaverso il personaggio di Nicole, una Natalie Portman con occhialoni da segretaria anni '90. In entrambi i casi, è la sofferenza che prende tutta la scena, spetta poi ad ognuno lasciarsi sopraffare o cercare una soluzione (e battersi per essa). Minimo comun denominatore - nella storia - un giovane e folle chitarrista il cui unico credo è il Fuck Off, che in chiave surrealista incarna la medicina per tutti i mali. Simbolo della libertà spensierata opposta alle regole accademiche 'del sistema', il personaggio di Hesher non fa altro che cogliere l'essenza delle cose, mirando confini e aspetti sconosciuti all'ipocrisia. Se la regia risulta piuttosto lineare, e la sceneggiatura tende a perdersi nei minuti che precedono il finale (ma solo allora), la sola interpretazione di Joseph Gordon-Levitt vale l'intero prezzo di un biglietto. A torso nudo, e con un dito medio tatuato sulla schiena, riempie ogni sua scena di una sacra ironia (o di una normalità dissacrata, se preferite). Tutto scorre sotto la grana spessa di Morgan Pierre Susser, che firma la fotografia e una dozzina di splendidi controluce naturali. Che il rock sia con voi e con il vostro spirito. [Fortemente consigliata la visione in lingua originale]

 

 

Aurelio Vindigni Ricca
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