Sulla Strada di Casa - Emiliano Corapi
- Creato Venerdì, 03 Febbraio 2012 00:17
- Pubblicato Sabato, 04 Febbraio 2012 02:28
- Scritto da Serena Betti
Un thriller, ma non solo

Essere un esordiente, in qualunque campo, è sempre molto difficile, ma se parliamo di cinema, per giunta in Italia, la situazione diventa ancora più accidentata. Nonostante i vari imprevisti, però, Emiliano Corapi è riuscito a fare un ottimo lavoro con la sua opera prima, riuscendo ad includere attori come Claudia Pandolfi e Vinicio Marchioni in un progetto indipendente con un budget ristretto.
“Sulla Strada di Casa” è un film che, senza effetti speciali e grossi investimenti, coinvolge lo spettatore fin da subito soprattutto grazie alla sua trasversalità e attualità. La pellicola racconta della difficile situazione di Alberto, piccolo imprenditore ligure che, per salvare la sua azienda, comincia a fare il corriere per un organizzazione criminale. La situazione precipita quando il carico destinato ad Alberto, viene assegnato all’ultimo momento ad Sergio, un altro corriere. Costretto a portare il pacco illecito ad un altro gruppo di malviventi che gli hanno sequestrato la famiglia, Alberto si ritrova ad inseguire Sergio, nel tentativo di rubargli il carico.
L’universalità e l’attualità del film non stanno solo nel tema trattato, che ben si sposa con la crisi che stiamo vivendo, ma anche nella rappresentazione del dramma esistenziale ed umano che vivono i due uomini. Sergio ed Alberto non sono poi così diversi tra loro, anzi possono considerarsi due facce della stessa medaglia. Entrambi hanno scelto la via apparentemente più facile per trovare una soluzione ad i loro problemi, vivendo in bilico tra un’apparente integrità, testimoniata per esempio, dal fatto che Alberto non abbia raccontato alla moglie la verità sui propri loschi traffici per non infrangere l’immagine che lei si era fatta di lui, e la loro dimensione corrotta. Nel film la disperazione umana si sviluppa seguendo snodi narrativi da thriller, in un noir on the road che vuole raccontare non l’Italia degli eroi, ma quella degli uomini comuni alle prese, a volte, con situazioni più grandi di loro. La doppia anima della pellicola privilegia, con un impietoso realismo, l’aspetto umano rispetto alla dimensione da “giallo”, ricorrendo spesso alla camera a mano e puntando sui primi piani per mostrare la confusione e le emozioni dei protagonisti. L’unica pecca del film, forse, è proprio questa: il forte accento sull’aspetto drammatico, se da una parte dà forza alla tensione che permea tutta la pellicola, dall’altra ha comportato alcune forzature nell’intreccio della storia, mostrando i punti deboli dell’aspetto ‘giallo’ del film. Questo mix tra due 'generi' differenti è stato apprezzato dalla critica, vincendo premi in vari festival, e potrebbe rispondere ad una nuova esigenza del pubblico italiano, che ha ben ricevuto "ACAB- All Cops Are Bastard", pellicola che va oltre il semplice poliziesco, per scavare nell'animo dei personaggi.
Nel complesso “Sulla strada di casa” è un buon film dal ritmo serrato che, privo dai fronzoli tipici dei thriller americani, strega completamente il pubblico, grazie ad attori ineccepibili e ad una sceneggiatura ben strutturata.
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Serena Betti






