Jack e Jill - Dennis Dugan
- Creato Giovedì, 16 Febbraio 2012 18:27
- Pubblicato Venerdì, 17 Febbraio 2012 01:07
- Scritto da Serena Betti
Quando a far ridere è Al Pacino

Dopo Eddie Murphy in “Norbit”, anche Adam Sandler decide di interpretare un doppio ruolo nel suo nuovo film “Jack and Jill”, che segna l’ottava collaborazione tra l’attore comico e il regista Dennis Dugan, risalente al 1996 per le riprese di “Un tipo imprevedibile”. Nella pellicola Sandler, oltre a vestire i panni del pubblicitario di successo Jack, sarà anche Jill, la sua ingenua gemella dal cuore grande. I due, sebbene molto legati da piccoli, hanno preso strade totalmente diverse, riducendosi a vedersi solo durante il weekend del Ringraziamento, festività mal sopportata da Jack proprio a causa dell’opprimente presenza della sorella. A seguito di uno dei loro innumerevoli litigi, Jack si vede costretto dalla moglie (Katie Holme) ad accettare la prolungata permanenza di Jill, decisa a risaldare il loro rapporto. Tra appuntamenti al buio, pappagalli parlanti e show televisivi, la vita di Jack viene stravolta dalla forza prorompente di Jill, dando luogo ad una serie di situazioni tragicomiche piuttosto prevedibili che riescono ad diventare leggermente più accattivanti solo con la comparsa di Al Pacino. L’attore, in pieno esaurimento nervoso, è considerato dalla Dunkin Donuts, il maggior cliente dell’agenzia pubblicitaria per la quale lavora Jack, il testimonial ideale per il lancio di un nuovo prodotto: l’ “Inzuppaccino”. L’attore de “Il Padrino”, avvicinato da Jack durante una partita di basket, rimane profondamente colpito da Jill, che considera la sua “Dulcinea”, l’unica in grado di riportarlo alla realtà. La permanenza della sorella a Los Angeles diventerà allora necessaria per Jack ai fini di stipulare un contratto con Pacino.
Tra doppi sensi degni di certi cinepanettoni nostrani, situazioni al limite del ridicolo condite da una serie di luoghi comuni che ormai non riescono a far ridere come una volta, la commedia si salva, forse, grazie alla presenza di personaggi “corollario” ed all’effetto sorpresa scaturito dall’apparizione di alcune figure dello show business. È difficile non sorridere di fronte ad un John McEnroe che inveisce contro un ateo o davanti al cameo di Johnny Depp che per l’occasione indossa una maglietta piuttosto ironica di Justin Bieber. La figura che più di tutte dà un po’ di verve alla trama è quella di Al Pacino che, pur impersonando ufficialmente ‘se stesso’, veste i panni di un altro, di un attore ossessivo e confuso, desideroso di ritrovare le sue radici. Ma forse è proprio questo il problema di “Jack e Jill”, una commedia che invece di reggersi sulla doppia interpretazione di Sandler, riesce a mantenersi a galla appoggiandosi ad altri personaggi. "È piuttosto triste quando sei un comico e Al Pacino è la cosa più divertente del tuo film” ha detto il critico Lou Lumenick del New York Times e noi non possiamo che dargli ragione. L’autoironia tipica dello stile di Sandler, fattore vincente dei suoi precedenti film, qui non basta a far sorridere e induce gli spettatori ad apprezzare di più l’interpretazione di Eugenio Derbaz, anche lui alle prese con una doppio ruolo: quello di Felipe, giardiniere messicano di Jack invaghito di Jill, e quello della nonna sdentata, ‘drogata’ di chilli.
Nel complesso “Jack e Jill” è una commedia da consigliare a coloro che non hanno paura di affrontare happy endings buonisti ed hanno voglia di passare qualche ora del proprio tempo senza troppi pensieri.






