budapest

lineaconfine2

prossimamente

registi

attori

trailer

poster

backstage

bannerrecensionihome2

Prev Next Page:
In Nomine Satan | Emanuele Cerman
La sedia della felicità | Carlo Mazzacurati
Onirica: Field of Dogs | Lech Majewski
Misterioso omicidio a Manhattan | La recensione del film di Woody Allen
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve | Felix Herngren
Moulin Rouge | La recensione del film di Baz Luhrmann
Nut Job: Operazione noccioline | Peter Lepeniotis
Transcendence | Wally Pfister
Ti sposo ma non troppo | Gabriele Pignotta
Rio 2: Missione Amazzonia | Carlos Saldanha
Song 'e Napule | Manetti Bros.
The Amazing Spider Man 2: Il potere di Electro | Marc Webb
Stand by Me: Ricordo di un'estate | La recensione del film di Rob Reiner
Donnie Brasco | La recensione del film di Mike Newell
Nessuno mi pettina bene come il vento | Peter Del Monte
Mr. Morgan | Sandra Nettelbeck

lineaconfine2

Guardare al passato per trovare un senso nel presente

IlPrimoUomolocandina

Gianni Amelio torna dopo sei anni alla regia con “Il Primo Uomo”, un film che riesce a conquistare da subito il pubblico e la critica, anche quella d’oltreoceano che lo premia al Festival di Toronto. Dopo le sconfitte a Venezia per “Le Chiavi di Casa” e “La Stella che non c’è”, Amelio ci presenta quello che può essere considerato il suo miglior film, subito dopo “Il ladro di bambini”.
Intima e toccante, ma allo stesso tempo leggera, le pellicola racconta la storia di Jean Cormery, un famoso scrittore algerino che, con la scusa di una conferenza universitaria, torna nel suo Paese natio alla ricerca di un collegamento col padre morto mai conosciuto e con gli affetti passati. Dietro al personaggio di Cormery, interpretato da Jacques Gablin, si nasconde la figura altrettanto complessa di Albert Camus, premio Nobel per la letteratura nel 1957, e quella dello stesso regista la cui vita, nonostante i diversi contesti, ha molto in comune con quella dello scrittore algerino. “Ho il sospetto che io sia stato scelto per girare questo film proprio per la coincidenza tra la mia vita e quella di Camus, per le nostre infanzie. Prendere spunto dallo scrittore algerino mi ha dato forza per intraprendere questa autobiografia. Infatti, ho scritto io i dialoghi che sono ispirati alle vicende della mia famiglia.” ha detto Amelio, ma questo parallelismo non dovrebbe stupire più di tanto, perché in realtà quel primo uomo a cui fa riferimento il titolo comprende tutti noi. Il percorso esistenziale che il protagonista intraprende volgendo lo sguardo al suo passato per dare senso alla propria identità presente è un’indagine necessaria e riscontrabile in ognuno di noi.

Alternando continuamente i piani temporali della narrazione, nel film il presente funge da ponte di collegamento per affondare la mente tra le varie memorie, pescando tra quelle che più hanno segnato la vita di Cormery. Tra liberazioni di cani, feste in spiaggia e lezioni in classe, sono i ricordi  della madre e della nonna, due figure quasi contrapposte tra loro, a dominare. All’austerità della seconda, dura matriarca della famiglia con l’inclinazione al rimprovero, troviamo la presenza silenziosa della madre, che ammira con discrezione i successi del figlio ed è vista più come una complice del ragazzo che come un genitore.
Un altro personaggio che incide nella vita di Cormery è sicuramente Bernard, il maestro, grazie al quale il ragazzo può continuare gli studi, nonostante la resistenza della nonna. Seguendo il principio di Bernard secondo il quale “Ogni bambino contiene in sé i germi dell’uomo che sarà”, Cormery ricerca nel proprio passato gli episodi che l’hanno portato ad essere ciò che è nel presente, motivandone le decisioni, anche quelle politiche che intrecciano la sua infanzia con il difficile contesto storico. La vicenda prosegue infatti sullo sfondo della guerra d’indipendenza algerina che oppose per quasi otto anni l’esercito francese agli indipendentisti del Fronte di Liberazione Nazionale.

Supportato da un’accurata fotografia, il film prosegue con il tipico stile asciutto ed elegante del regista, che ci immerge in un’atmosfera calda e luminosa anche quando parla dei periodi più bui della vita dello scrittore.  “Il primo uomo” è un film che, raccontando la storia di un singolo uomo, riesce a parlare a tutti, consentendo allo spettatore di sentirsi partecipe delle emozioni profonde dei personaggi senza ricorrere ad un eccessivo sentimentalismo, ma puntando sulle capacità interpretative degli attori, sottolineate da diversi primi piani, e appoggiandosi su una solida sceneggiatura.

 Serena Betti

Seguiteci su Facebook e su Twitter

approf

The Amazing Spider Man 2 | Il cast presenta il film a Roma

The Amazing Spider Man 2 | Il cast presenta il film a Roma

The Amazing Spider Man 2 arriva finalmente in Italia. È stato presentato oggi alla stampa italiana, presso il Grand Hotel St. Regis di Roma, il seco...

Read more
Il cinema surreale di Wes Anderson

Il cinema surreale di Wes Anderson

Eccentrico, surreale e color pastello. È il cinema di Wes Anderson, giovane texano dall’occhio sensibile che dagli anni ’90 influenza senza sos...

Read more
Top 10 | Le dieci migliori web series italiane

Top 10 | Le dieci migliori web series italiane

Sembra che la nuova sfida per i giovani amanti dell’audiovisivo, già da un po’ di tempo, sia il web… In particolare le tanto amate Web Series. Il be...

Read more
Top 10 | I migliori film sulla moda

Top 10 | I migliori film sulla moda

Essere o apparire? È da secoli ormai che l'umanità dibatte sull'importanza dell'affermazione dell'individuo in quanto persona unica ed inimita...

Read more