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Dario Argento intervistato da Germano Boldorini della redazione di SupergaCinema.it, in occasione della presentazione del suo ultimo film,"La terza madre", alla seconda edizione della Festa del Cinema di Roma.
1) "La Terza Madre" è il film che chiude una trilogia iniziata con SUSPIRIA (1977) e proseguita con INFERNO (1980): come mai il progetto all’epoca venne accantonato e cosa Le ha fatto decidere di realizzarlo adesso?
Con SUSPIRIA E INFERNO avevo iniziato un percorso il cui naturale sbocco sarebbe stato il terzo capitolo. Io però sono uno che ama le sfide, le nuove avventure e non mi andava molto di passare altri due anni a lavorare sulla stessa tematica. Così ho rimandato il film e mi sono dedicato ad altri progetti. La mia curiosità mi ha portato in giro per il mondo, ho esplorato contesti diversi ed ho ricevuto anche molte soddisfazioni. Recentemente avevo fatto soprattutto film polizieschi anche perché i miei distributori e finanziatori erano sempre molto preoccupati dal fatto che i miei film fossero troppo duri e che poi non sarebbero potuti passare in tv: mi avevano fatto davvero avvilire. E’ stata una grande liberazione andare negli Stati Uniti a girare i Masters Of Horror: lavorare in totale libertà su tematiche così forti mi ha fatto capire che forse era ora di tornare a girare horror come piacciono a me e di realizzare quindi LA TERZA MADRE.
2) SUSPIRIA E INFERNO sono due film che potremmo definire gemelli, entrambi figli di un medesimo contesto culturale e produttivo. Dopo ventisette anni, quanto è cambiato il Suo modo di vedere il cinema dell’orrore? In pratica quanto LA TERZA MADRE assomiglierà ai due precedenti capitoli della trilogia?
I due capitoli precedenti non si assomigliano tra loro. Sono film molto diversi, sotto l’aspetto del racconto, dello stile, dei colori. Dato che ogni capitolo della trilogia racconta di una madre differente, ed essendo le Tre Madri assai diverse tra loro, è normale che i film rispecchino queste differenze. Non sono film legati tra loro, possono essere visti singolarmente senza problemi.
3) Una caratteristica da sempre fondamentale nel Suo cinema è la capacità di creare atmosfere particolari sfruttando gli ambienti e le architetture metropolitane. Cosa ricercava e di cosa aveva bisogno, a livello urbanistico, per raccontare LA TERZA MADRE?
Di Roma. Una Roma assolata, molto particolare. Torino invece l’ho usata come un teatro di posa: adoro certi interni di Torino, le scale, i portoni, i palazzi, alcuni giardini. Ho usato questi elementi facendone un misto di stili. Gli esterni però sono tutti girati a Roma.
4) Così come per SUSPIRIA e INFERNO, è stato influenzato da modelli letterari anche per LA TERZA MADRE? Se sì, quali?
Più che ad influenze letterarie mi sono rifatto a modelli iconografici. All’inizio e alla fine del film infatti, mostro tutti i quadri a cui mi sono ispirato. Con i miei collaboratori ho fatto molte ricerche nella biblioteca Angelica a Roma che è specializzata nello studio delle religioni, della stregoneria, della magia. Così come feci per SUSPIRIA, anche qui ho fatto un lungo lavoro di documentazione per il film.
5) L’idea di realizzare la trilogia delle Madri è contemporanea al concepimento di SUSPIRIA o è una conseguenza del grandissimo successo riscosso dal film in tutto il mondo?
L’idea delle Tre Madri era già presente quando feci SUSPIRIA. Una volta finito il film ho scoperto però che mi sarebbe piaciuto molto raccontare le storie delle altre due madri. Così ho fatto INFERNO ed ora, dopo molto tempo, LA TERZA MADRE.
6) Per questo film lei ha chiamato ancora una volta ad occuparsi della colonna sonora Claudio Simonetti. Volevamo sapere come si trova a lavorare con lui e come si è evoluto il vostro rapporto dai tempi in cui, con i Goblin, realizzò PROFONDO ROSSO.
Oggi la musica si fa in modo diverso rispetto all’epoca. Un tempo si poteva usare un'orchestra a Roma, adesso si dovrebbe andare a Praga o a Belgrado perché in Italia costano tutte tantissimo. Oggi poi ci sono apparecchiature elettroniche molto più sofisticate, in grado di modificare i suoni: è un mondo molto interessante. Claudio Simonetti è molto bravo a lavorare con queste nuove tecnologie. Abbiamo discusso a lungo sulla colonna sonore del film ed alla fine è venuto fuori un lavoro molto diverso da SUSPIRIA o da INFERNO: è qualcosa di classico, molto serio ed importante, con cori, orchestra.
7) LA TERZA MADRE è forse il film più atteso di tutta la Sua carriera. Volevamo sapere se durante la realizzazione ha sentito la pressione delle grandi aspettative che il pubblico ha nei confronti di questo film.
No, mi sono isolato quando ho fatto il film. Altrimenti avrei dovuto subire le pressioni da parte del pubblico, degli amici: invece l’ho fatto in totale libertà, tranquillo, solo. Soltanto in seguito mi sono reso conto di quanto effettivamente il film fosse atteso in tutto il mondo.
Questa volta ho poi voluto fare un esperimento: ad esclusione delle sequenze con gli effetti speciali, per la prima volta nella mia carriera non ho usato lo storyboard in modo da essere più libero di seguire l’ispirazione giorno per giorno. All’inizio ero un po’ spaventato da questo, visto che non ci sono abituato, poi però mi sono trovato molto bene.
8) I suoi ultimi due lavori, JENNIFER e PELTS, sono stati realizzati in America. Come si trova a lavorare negli Stati Uniti e quali sono le principali differenze che ha notato rispetto all’Italia?
Negli Stati Uniti c’è una grandissima professionalità sotto molti punti di vista: i tecnici, gli attori, i truccatori, tutti si impegnano fino allo spasimo. Mi piace veramente molto girare negli Stati Uniti. Le produzioni mi piacciono meno perché di solito mettono bocca, anche se in questa occasione mi hanno lasciato libero e anzi mi hanno quasi spinto ad essere molto forte. JENNIFER e PELTS sono veramente duri. Sono cose impensabili da realizzare in Italia: basta guardare cosa hanno fatto con TI PIACE HITCHCOCK? tenuto bloccato due anni per paura di mandarlo in onda.
9) Volevamo sapere invece cosa pensa dell’horror contemporaneo: se lo segue, se Le piace, se c’è qualche regista o film che trova particolarmente interessante.
Qualche anno fa c’è stata l’esplosione del cinema coreano e giapponese che conteneva molte novità rispetto al cinema horror attuale. Questa carica di novità è però diventata presto ripetitiva, perché i film riproponevano sempre gli stessi elementi. Così alla fine il pubblico si è stufato.
Anche il cinema americano ha ripreso vita, dove però i produttori hanno chiesto ai registi di ispirarsi ad un cinema che facesse i soldi, di fare film senza spessore ma con molto sadismo perché hanno visto che piaceva molto; penso per esempio ai vari HOSTEL. Poi hanno iniziato a fare remake di vecchi film, anche questi in maggior parte brutti.
10) Uno dei grandi problemi che affligge registi come Lei è la censura. Volevamo sapere quanto è stato costretto a sacrificare in fase di montaggio o addirittura in fase di scrittura nel corso della sua carriera e se ha avuto problemi di questo tipo per LA TERZA MADRE.
Mi è successo moltissime volte, sia in fase di scrittura, sia di montaggio, sia quando poi dovevo presentare i film alla Commissione Censura. Pensate al massacro subito da OPERA: dopo la prima settimana lo ritirarono e lo tagliarono tantissimo; lo fecero diventare un film per educande. E’ stata la peggior censura della mia vita. Sono stato sempre molto perseguitato dalla censura, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo.
11) Lei è rimasto praticamente l’unico regista di genere in Italia, in un'epoca in cui tutto il sistema produttivo ed artistico italiano rema verso un’idea di cinema che potremmo tranquillamente definire opposta alla Sua. Volevamo sapere come vive all’interno del panorama cinematografico italiano e cosa pensa, in generale, del cinema italiano odierno.
Anche molti altri registi italiani, con cui parlo, si sentono estranei al cinema italiano: non ci si ritrovano, lo vivono come una cosa aliena. Del resto come si fa a ritrovarsi in film come NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI che diventano una specie di capisaldi del cinema italiano. E’ pazzesco.
12) La Festa del Cinema di Roma Le dedicherà una Notte d’Argento con le proiezioni restaurate di SUSPIRIA e INFERNO. Non vorremmo sbagliarci ma ci sembra uno dei pochi grandi eventi con cui il Suo cinema è stato omaggiato nel nostro paese. Cosa pensa di questa iniziativa?
Sono contento, mi piace molto che il pubblico possa vedere insieme i tre capitoli della trilogia delle Madri, le differenze, i cambiamenti nello stile, nel modo di raccontare: INFERNO è più austero, alchemico; SUSPIRIA è più libero, ha la struttura del viaggio, un elemento presente anche ne LA TERZA MADRE. Vedere i tre film assieme sarà un’esperienza molto interessante.
Germano Boldorini (con la collaborazione di Emiliano Belmonte)
The Hunter