Ma come parlano gli E-Gamers?

linguaggio egamers

Il mondo del gioco è innovazione, il mondo del gioco è divertimento e, senza dubbio, novità. Dopo che i frequentatori del gioco d’azzardo e coloro che vogliono giocare al casino online hanno imparato il “pokerese”, ora ci si trova a dover imparare anche il linguaggio dei giovani che si cimentano con i videogiochi: il mondo degli e-gamers. Sarà divertente entrare nello sviluppo degli eSports ed abituarci ad “altri linguaggi”: potrebbe essere anche un modo per stare più vicino ai nostri figli che sono “tenuti in ostaggio” dai videogiochi in quasi tutto il loro tempo libero: non rimane che adeguarsi a questo e lo si fa con grande gioia per avvicinarsi, qualora ne saremo capaci “ed all’altezza”, ad un mondo così diverso da quello dei “grandi”.

A questo punto scopriamo, anche con un sorriso (finalmente), qualche termine oscuro, caro ai videogiocatori. Hype. “L’attesa del piacere è essa stessa piacere” diceva un grande filosofo, frase che è stata ripresa recentemente da una nota pubblicità. Hype è un termine che significa l’annuncio di un gioco particolarmente atteso che produce una serie di reazioni chimico/fisiche molto probabilmente localizzate nel cervello. Lo sanno bene anche gli sviluppatori che sono capaci di “fomentare” questa tendenza con annunci criptici di videogiochi che usciranno a distanza. Per esempio Death Stranding di Hideo Kojima o Cyberpunk 2077 della CD Projekt Red, previsti rispettivamente “prima delle Olimpiadi di Tokyo” e “tra il 2017 ed il 2021”!!
Day One. La gente “normale” regola la propria vita su scadenze di calendario: Natale, Pasqua, Pasquetta, il giorno del compleanno, Capodanno. Invece, il gamer ha un proprio ed unico calendario, variabile di anno in anno, costituito appunto dal “day one”, o giorno dell’uscita, dei videogiochi. L’attesa di questa data determina un vero e proprio sistema di riferimento di tempo alternativo a quello “normale od ufficiale”.

Frame rate (FPS). “Frame per second” da non confondere con “First person shooter” oppure con FPS (fai proprio schifo”): significa il numero dei fotogrammi al secondo riprodotti da un video o da un gioco. È un argomento attuale e riveste un ruolo sempre crescente tra i gamer particolarmente esigenti che si può riassumere e spiegare i due parole: un gioco che gira a 60fps ed oltre, è meglio di un gioco che gira a 30 fps posto che la fluidità delle immagini aumenta in modo sensibile.
Lag. Questo termine si riferisce agli amanti del gioco multiplayer online anche all’interno dei casino online: indica “il ritado nel tempo di comunicazione tra due computer, calcolato in millesecondi”. In pratica, il lag è una sorta di capro espiatorio per giustificare la scarsa abilità di un giocatore nelle sue sfide. Senza negare che, in molte occasioni, il fenomeno di ritardo nella connessione è reale, è altrettanto vero che può essere una scusa, oppure una semplice scorciatoia.

Console war. É una “baggianata”, la console war è la declinazione ludica della perenne lotta dei sentimenti opposti: Guelfi e Ghibellini, Centrodestra e Centrosinistra, Vegani ed Onnivori. Ma, nello specifico dei videogiochi, si riferisce alla contrapposizione tra PlayStation e Xbox con una partecipazione minima di quelli Nintendo che assumono parole di entrambi, ma spesso se ne stanno buoni buoni. La consol war e PC/console war si gioca tutta nei commenti su social e siti specializzati dove le diverse fazioni si attaccano con frecciatine varie e video comparativi.
Siamo stati utili o siamo più acculturati? Mah, nuovo linguaggio, nuovi giovani, ma “vecchi genitori” attenti a cosa fa il “loro patrimonio filiale”.

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