Lo Squalo 2 - Jeannot Szwarc

La ripetizione della Paura

j2Il “film definitivo su uno squalo”, com'è stato definito dal regista Steven Spielberg, è stato realizzato nel 1975 ed ha sconvolto il mondo intero, guadagnando la bellezza di tre statuette agli Oscar. Nel 1978, com'era prevedibile, la casa di produzione Universal Pictures ne richiede un sequel. Nessuno degli interpreti principali è contento di dover lavorare nuovamente sulla trama di Jaws, per questo motivo anche Spielberg rifiuta l'offerta di dirigere il film e la direzione viene affidata a Jeannot Szwarc, dopo che John D. Hancock rifiuta a sua volta per contrasti con la produzione.

La domanda fondamentale che si dovrebbe porre pensando al seguito di un capolavoro del cinema come Jaws è questa: sarà possibile sconvolgere il mondo intero una seconda volta, usando lo stesso stratagemma? L'intento di Jaws 2 è proprio questo. Non si tratta di un sequel ridicolo (come saranno quelli successivi), commissionato per riproporre la stessa storia in una salsa diversa, ma è una vera e propria riflessione sulla paura e sulla “paura della paura”, intesa ormai come vera e propria paranoia. Per mettere in scena questa riflessione è necessario rielaborare interamente il concetto di suspence e la veste grafica della creatura, lo squalo.

Ancora una volta si riprendono le vicende dello sceriffo Martin Brody (l'indimenticabile Roy Scheider), il quale si trova ad affrontare per la seconda volta la minaccia dagli abissi, questa volta ancora più affamata. Dopo aver scoperto i relitti dell'Orca, il battello che nel primo film ha permesso ai protagonisti di sopravvivere al mare aperto, vengono segnalati altri attacchi da parte di squali a largo della costa. Tra corpi mutilati, sommozzatori scomparsi ed un cadavere di orca rinvenuto sulla spiaggia con evidenti morsi di squalo, lo sceriffo Brody teme che la storia si possa ripetere.

Esattamente il tema della ripetizione, e della paura che un evento traumatico possa ripetersi, sono alla base della meccanica di questo horror movie. Lo spettatore, che conosce gli eventi del primo film, si immedesima completamente in Brody e nelle sue paure, colmando le evidenti mancanze di originalità della trama. Dal punto di vista della “rivelazione” della creatura, evento che nel primo film era stato relegato quasi completamente alla fine, in una delle più inquietanti sequenze che il cinema abbia mai prodotto, in Jaws 2 il lavoro è differente. Proprio perché lo spettatore conosce bene i pericoli del mare, così come Brody, si è deciso di rivelare subito l'identità dello squalo tendendo, però, a caricare questa rivelazione di orrore per rendere la creatura ancor più spaventosa. Lo squalo, infatti, ha il muso sfigurato per via di una grave ustione. Dal terrore psicologico e abissale si passa ad una forma, seppur leggera, di gore e di orrore fisico e viscerale.

La concezione di paura che viene approfondita in Jaws 2, come è stato più volte ripetuto, è simile a quella del primo film, ma allo stesso tempo si permette di aggiungere qualcosa. Perde l'elemento sorpresa ma è la riflessione stessa sulla paura che coglie lo spettatore, facendo insorgere in lui una suspence più vicina a quella teorizzata da Hitchcock in molte (ma non tutte) delle sue pellicole.

Andrea Romano

 

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