Shrek - Mike Mitchell

 Il primo inimitabile Shrek

sfondi shrek 7Shrek è la classica storia di una bella principessa rinchiusa in una torre, di un principe che vuole diventare Re, di un orco verdastro e del suo fedele... ciuchino. Il progetto vincente della Dreamworks inizia esattamente 10 anni fa, nel “lontano” 2001, quando esce nelle sale il primo episodio di quella che sarà una mossa rivoluzionaria nell'ambito dell'animazione digitale del nuovo millennio. Con Shrek, infatti, la Dreamworks di Spielberg si distacca definitivamente dalla Pixar di Jobs ed inizia il proprio cammino indipendente nella strada dell'animazione “non solo per bambini”. Il botta e risposta tra le due case di produzione è ancora una delle sfide cinematografiche più interessanti del panorama contemporaneo con l'evoluzione di una delle forme d'intrattenimento più amate dagli spettatori di tutto il mondo che ci ha regalato una serie di film imperdibili.

Ciò che la Dreamworks ha voluto attuare con Shrek è stato aggiungere una dose massiva di sarcasmo alla realtà naive delle favole, creando così un nuovo archetipo dove la principessa è una rossa esperta di arti marziali, l'orco è il vero eroe della vicenda ed il principe non è colui che viene per salvare ma colui che pensa unicamente a se stesso. Possiamo considerare Shrek come la risposta estrema a Toy Story della Disney/Pixar. La fortuna di questo progetto, nel quale ci addentreremo in modo approfondito tra poco, è data fondamentalmente dalla capacità (frutto di casa Apple, se mi permettete il pessimo gioco di parole) di sapere cosa il pubblico vuole vedere e confezionare un prodotto con una grafica accattivante e con un taglio super moderno. Alla Dreamworks sanno benissimo che le favole tradizionali hanno smesso di interessare i bambini e gli adolescenti del nuovo millennio, Shrek è una rivoluzione che dona nuova vita alle favole, mischiando le carte in tavola e aggiungendo un ritmo veloce ed una comicità da stand up comedy. Non è un caso, infatti, che la voce del protagonista e della sua spalla siano Mike Myers e Eddie Murphy, due veterani del Saturday Night Live e dei comedy club statunitensi. Analizziamo la vicenda:

Nel mondo delle favole, il perfido Lord Farquaad (un dittatore bassetto e antipatico che ci ricorda più di una persona all'interno del panorama politico italiano ed internazionale) ha intenzione di epurare ogni forma di vita fantastica e magica, per colpa del suo ego e della sua voglia di dominio incontrastato. Per poter controllare il regno con legittimità ha però bisogno di sposare una principessa e diventare in questo modo il nuovo Re, si rivolge così allo specchio magico, il quale gli consiglia di chiedere la mano della “numero 3”: la rossa principessa Fiona, rinchiusa nel castello e protetta dal drago. Non sarà Farquaad, però, a svolgere l'epica impresa di liberazione della principessa, ma il verde orco Shrek che non vuole altro che vivere in pace nella sua palude, ignorando completamente le problematiche politiche che lo circondano.

Senza addentrarci troppo nella trama, vediamo subito come i personaggi siano tutti quantitativamente a loro posto, maShrek-and-Mike-Myers-shrek-561110 383 557 qualitativamente caratterizzati in maniera molto particolare. L'eroe, senza macchia e senza paura, così come se lo aspetta la stessa Fiona, non esiste. Shrek è l'eroe della vicenda, ma al di là del suo cambiamento verso l'epilogo della vicenda, non agisce seguendo una morale di virtù incondizionata. Shrek obbedisce al dittatore per riavere indietro il suo possedimento, porta a termine la missione consegnando Fiona a Farquaad e solamente dopo cambia idea, ma non per via della coscienza collettiva e del destino tragico del suo popolo, ma per via del suo innamoramento. Shrek è un protagonista egoista che agisce unicamente per il proprio bene: che poi si risolva tutto nel bene comune è una felice coincidenza. Il protagonista di queste “nuove favole” per nuovi spettatori è un personaggio borderline tra l'eroico e l'antieroico, è sarcastico, è brutto, ma è proprio per questo motivo che piace.

Con Shrek potremmo iniziare una riflessione interessante su come l'etica e la tradizione (compresa quella favolistica) siano oggi recepite dallo spettatore cinematografico, ma non credo che sia questa la sede più adatta. Ci basta puntualizzare come un'opera intelligente come Shrek non sia un prodotto per bambini che vogliono farsi raccontare una storia prima di andare a dormire, ma per ragazzi abituati ormai all'interattività della vicenda, grazie alle consolle ed i videogames, che hanno un'altissima attenzione per ciò che avviene sullo schermo. Non è giusto dire che Shrek è un film per i bambini che non credono più alle favole, ma piuttosto che Shrek è un film per bambini che non riescono più a credere nelle favole. Grazie ad un prodotto adatto a loro e alla loro età, la Dreamworks si pone l'obbiettivo di continuare la tradizione della favola al cinema, riportando Biancaneve, Pinocchio, la principessa ed il drago, ma in vesti completamente diverse.

Andrea Romano

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