Shrek 2 - Andrew Adamson
- Categoria: Epopee in celluloide
- Creato Venerdì, 13 Gennaio 2012 16:45
- Pubblicato Mercoledì, 30 Novembre -0001 01:00
- Scritto da Caterina Mirijello
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L'avventura non ha fine
Il Regno di Molto Molto Lontano finalmente si materializza. Aveva tutte le fattezze di un viaggio epico, di un’odissea, quasi a voler raggiungere l’isola che non c’è. Ma gli autori di Shrek 2 hanno saputo sconvolgere ancora, e di Peter Pan rimane traccia solo grazie a una miriade di Campanellini rinchiusi in bocce, Per Fortuna!, e a un Hook che suona il piano nel pub “La mela avvelenata”, un bassofondo del regno, gracchiando parole e riproponendo un Tom Waits firmato Dreamworks. Eh si, se il capolavoro degno da Oscar, che ha tracciato il “C’era un volta” a tutti i personaggi, ha attratto e divertito, questa seconda parte sembra seguire la legge di “Ad Maiora!”.Non è solo un’avventura quella narrataci, ma è l’antologia di tutte le storie per bambini mai narrate.La sua caratteristica non è solo quella di far ridere: in questa puntata, gli autori hanno arricchito i riferimenti extra, e proprio come in una Divina Commedia visiva, ci si diverte a ricercare le fonti e a sciogliere le allegorie.
La coppia Shrek e Fiona, felicemente innamorati e sposati, si scontrano con l’ostilità dei giudizi facili, espressi dalla gente, e dal Re e dalla Regina, a causa del terribile aspetto estetico della coppia. Fiona desidera l’approvazione della sua famiglia, Shrek desidera ritornare nella sua palude, Ciuchino desidera la compagnia del suo vecchio amico e… non finisce qui! Le new entry sono molte. Andiamo con calma.Il primo personaggio a intenerire, divertire e innervosire il nostro simpatico Ciuchino è Il Gatto con gli stivali. Un feroce felino la cui arma principale non è la sua destrezza con la spada, ma la sua pungente tenerezza scatenata da due occhioni languidi. Accanto a lui c’è un’intera squadra di ricordi infantili. La cosa sorprendente è che i personaggi riproducono scene cinematografiche, ben inserite nel contesto.
Cosa dire della banda Lupo travestito da nonna con Pinocchio, i tre porcellini e Omino pan di Zenzero che con l’agilità stile Ocean 11, si calano nella torre per salvare gli impavidi personaggi? E che dire dell’accattivante Fata Madrina, i cui tratti ricordano vagamente Meryl Streep, che si esibisce in una dimostrazione canora riproponendo mobili che si muovono e cantano sullo scia di La Bella e la Bestia? Il suo caro figlio, ovviamente Azzurro, sfoggia la bellezza di un Kevin giocattolo, con tutti gli attributi di una Barbie.Il reame, la terra di Molto Molto Lontano, su cui si erge un castello fiabesco alla Disney, sovrastato da lettere cubitali (con il nome del regno)stile Hollywood, ha i tratti di una città della California, abbellita da palme enormi e da boutique prestigiose e fast food, per la gioia dei più ghiotti. Attenti, non manca neanche Starbucks, ovviamente Far-bucks!
Senza dubbio si tratta di un’opera d’arte. La storia, semplice e scorrevole, incalza in momenti di adrenalina che conducono, ovviamente ad un vissero felici e contenti.Il film, prodotto dalla Dreamworks, di eccelsa qualità, è stato dedicato a William Steig, autore della fiaba da cui è stata tratta l’opera, morto durante le riprese.
Caterina Mirijello






