Shrek Forever After - Mike Mitchell

E vissero felici e contenti

Dopo due settimane dall'uscita di Shrek Terzo la casa di produzione Dreamworks ha assegnato la regia del quarto ed ultimo capitolo della saga a Mike Mitchell, mentre i principali membri del cast (Mike Myers, Cameron Diaz, Eddie Murphy e Antonio Banderas) sono rientrati nei panni dei loro storici personaggi! Shrek e vissero felici e contenti è stato distribuito nelle sale americane il 21 maggio 2010 e il 25 agosto 2010 in Italia. Dopo aver sfidato un terribile drago, salvato Fiona e il regno dei suoceri, Shrek diventa il perfetto “orco di casa”. Ormai la sua popolarità è salita alle stelle e non fa più paura a nessuno, anzi, si ritrova ad autografare forconi. Ben presto la nostalgia si fa sentire, così Shrek stringe un patto con il perfido nano Tremotino e in un batter d'occhio si trova in una realtà parallela (stile Ritorno al futuro) in cui il Mondo di Molto Molto Lontano è totalmente diverso da quello conosciuto: Tremotino è Re e Shrek e Fiona non si sono mai incontrati.

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La storia di Shrek nasce come l'alternativa alla favola classica, si rivolge al pubblico adulto conquistandolo con un'animazione sfacciata che fa a pezzi le sue origini fiabesche. Da quel momento il “modello Shrek” ha spopolato nei successivi film della Dreamworks, Shrek 2 , Shrek Terzo, e questo quarto episodio; Shrek e vissero felici e contenti. A dieci anni di distanza dal primo film dell'orco (e dal successivo Monsters e Co. della Pixar) c'è stato il boom dei cartoni digitali “politicamente scorretti” (La Principessa e il ranocchio ne è un esempio) per questo motivo Shrek 4 non ha ottenuto una critica del tutto positiva, reo di aver peccato di originalità rispetto ai precedenti capitoli, nonostante l'ottimo utilizzo del 3D. Sono molte le sequenze che in questo film puntano ad esaltare la tecnologia 3D, come i voli sulle scope in soggettiva o le carrozze che vengono incontro allo spettatore, che dimostrano la bellezza di questo nuovo linguaggio, esaltano l'animazione e gli effetti speciali del film ma che non convincono comunque la critica nostrana.

Nonostante i pareri altalenanti, Shrek e vissero felici e contenti, offre dei momenti davvero esilaranti; innanzi tutto i personaggi di Tremotino e del Pifferaio Magico, presenti anche nel primo episodio, in questo quarto capitolo hanno fattezze del tutto differenti; il Pifferaio è più snello, Tremotino invece ha la testa sproporzionata al corpo (senza contare gli occhietti da pazzo), porta la barba, il cappello e ha il tatuaggio di un ciuccio (nella favola originale il nano, in cambio dei suoi servizi, chiedeva il primogenito della donna aiutata). Senza contare il castello del regno di Molto Molto Lontano che diventa la location di rave party infiniti e la Principessa Fiona che si trova a capo della Resistenza sotterranea. Inoltre, il personaggio del Gatto con gli stivali sembra aver amplificato quel lato adorabile (con qualche chilo di troppo) e carismatico per il quale si è contraddistinto negli altri film (e per il quale è stato fatto uno spin-off tutto dedicato a lui), che mantiene viva la comicità insieme al fedele e logorroico Ciuchino.

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Anche in questo ultimo Shrek le citazioni sono numerosissime; nella scena iniziale una delle streghe suona il motivo tratto da Un tranquillo weekend di paura, la strega che si scioglie nell'acqua è un chiaro riferimento a Il Mago di Oz, quando sta per scadere il patto con Tremotino, Shrek comincia a sparire come Martin McFly in Ritorno al Futuro, la scena del bacio tra Fiona e Shrek riprende il cartone della Walt Disney La bella e la bestia; la fuga di Shrek a bordo della scopa di una strega riprende il film Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban, le streghe usano delle zucche fumogene come Goblin in Spider-man, una delle streghe si chiama Baba come la strega Baba Jaga della tradizione russa. Per quanto riguarda la conclusione, sempre innovativo e controcorrente rispetto alle altre “fiabe”, Shrek e vissero felici e contenti offre un lieto fine da favola moderna dove, finalmente, è lei a salvare lui e non il contrario.

Alessia Tondi

 

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