Men In Black II - Barry Sonnenfeld
- Categoria: Epopee in celluloide
- Creato Venerdì, 03 Febbraio 2012 00:53
- Pubblicato Sabato, 04 Febbraio 2012 02:31
- Scritto da Rita Guitto
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“K è tornato, donatore di luce! Evviva K! Evviva K!”
Dopo cinque anni dal primo “Men in Black”, ecco che nel 2002 il suo atteso e fortunatissimo sequel fa la sua sfavillante comparsa nei cinema. Ma “MIIB” – acronimo, appunto, di “Men in Black II” – non è semplicemente un sequel ma un vero e proprio prodotto indipendente. Infatti anche la scena iniziale si apre con un documentario introduttivo, riproposto anche una seconda volta nel corso del film per aiutare K a ritrovare i suoi ricordi, che ci spiega cosa sono i Men in Black come se non ne avessimo mai sentito parlare, descrivendoli come una sorta di agenti segreti intergalattici che controllano le attività aliene sulla Terra stando ben attenti a rimanere invisibili per il resto dell’umanità.
Anche in questa pellicola, come nella prima, comicità, ironia, azione, citazionismo e fantascienza si amalgamano tranquillamente e il risultato è anche migliore di quanto ci si aspettava, riuscendo a soddisfare senza difficoltà tutti gli amanti del genere: possiamo azzardare a dire che probabilmente il secondo film dei tanto amati uomini in nero è qualitativamente migliore del primo, nonostante si sia perso l’effetto novità! La trama è quasi speculare al primo: se nella pellicola precedente l’Agente K (Tommy Lee Jones) tentava di arruolare, con esiti più che positivi, il giovane Agente J (Will Smith) tra i Men in Black, adesso è quest’ultimo che tenta di strappare via K dalla vita noiosa di tutti i giorni dove si era rifugiato, ormai stanco del suo lavoro, dopo essersi accuratamente “sparaflashato” per cancellarsi la memoria.
Tra le novità del secondo film, c’è poi la componente sentimentale. L’Agente J, infatti, si rende conto di quanto sia solo nell’Universo e di quanto sia triste la sua condizione “d’invisibile” che gli procura quel sentimento di frustrazione ogni qual volta riesce a salvare le vite di centinaia di persone senza che queste sappiano nulla di lui. Inoltre il personaggio femminile dl film, interpretato dalla bellissima Rosario Dawson, è l’unica che riesce a vedere l’Agente J per quello che è realmente e se ne innamora, ma purtroppo gli eventi li divideranno in maniera definitiva, proprio come successe molti anni prima all’Agente K con la donna della sua vita.
Il successo del film è senza dubbio da riconoscere quasi esclusivamente ai due protagonisti, ancora una volta, e al loro versatile talento. Compongono una coppia del tutto incompatibile, eppure i fantastici effetti speciali e i simpaticissimi alieni non servirebbero a nulla senza la presenza dei due eroi che tanto fanno riferimento ai grandi miti americani ricalcando le figure dei pistoleri dei film d’azione e degli agenti segreti alla 007, con i loro eleganti abiti scuri e che maneggiano gadget tecnologici di tutto rispetto a partire dalle armi per poi finire con le auto! Inoltre l’autoreferenzialità che percorre tutta la sceneggiatura dà quel tocco in più che ci fa apprezzare al meglio il lavoro del regista, Barry Sonnenfeld, e di tutto il cast. C’è da dire in conclusione che “Men in Black II” è la prova che i sequel, se fatti bene, possono anche risultare più che piacevoli e apprezzati. Con “Men in Black III” , che uscirà a breve nelle sale, speriamo di non cambiare idea. Qui di seguito una scena tra le più divertenti del film: l’Agente J e il vermone nella metropolitana di New York:






