Qualcosa è Cambiato
- Creato Lunedì, 30 Gennaio 2012 02:00
- Pubblicato Lunedì, 30 Gennaio 2012 02:00
- Scritto da Veronica Vituzzi

Categoria: FRASE
Qualcosa è Cambiato (tit. originale As Good as It Gets)
Regia: James L. Brooks /Anno: 1997 /Durata: 139' / Colore: colore / Paese: USA
Mel ne ha fatta un'altra delle sue: Carol minaccia di andarsene dal ristorante. Il problema di Melvin non è quando vuol essere pungente e inchioda l'interlocutore con una battuta cinica; il più delle volte invece, senza rendersene conto dice esattamente quello che pensa senza riflettere sulle conseguenze. Fin dall'inizio del film l'uomo perde e recupera a suon di gesti e parole la donna di cui non riesce più a fare a meno, ma qui sembra trovarsi in un punto critico. Carol, la cameriera che lo serve al tavolo del bar dove si reca quotidianamente, l'unica capace di sopportare le terribili manie ossessive-compulsive di cui Mel è affetto, finalmente si trova da sola con lui a cena. Non che sia stato facile: nel ristorante è richiesto l'abito elegante, giacca per l'uomo, e Melvin, che ne era sprovvisto, piuttosto che andarsene ha preferito correre a comprarne una, lasciando Carol in attesa, per poi lasciarsi sfuggire che non capiva come mai i padroni del posto fossero tanto severi quando lei in fondo stava indossando “una specie di vestaglia”. Stupisce che Carol si arrabbi?
Le belle battute non bastano, senza interpreti adeguati a pronunciarli. E forse, senza la meravigliosa recitazione di Helen Hunt e Jack Nicholson in Qualcosa è Cambiato – non a caso vinsero entrambi quell'anno l'Oscar come migliori attori – la bellissima frase con cui Melvin cerca di riparare alla propria gaffe non avrebbe la stessa intensità. Si, perché l'unico modo per non far andar via Carol è un complimento, e la donna ne pretende uno, vero, sentito, sincero. Allora Mel racconta di come, dopo averla conosciuta meglio, ha deciso di prendere delle pillole per migliorare i suoi disturbi psichici, medicinali che fino a quel momento si era sempre ostinato a ignorare.
“Non capisco come possa essere un complimento” dice Carol.
“Mi fai venir voglia di essere un uomo migliore”.
Ma cosa potrebbero fare frasi così belle senza volti che ne siano degni? Gli occhi di Helen Hunt si spalancano, e rimangono immobili, mentre le labbra sussultano. Jack Nicholson la scruta impaziente: si sta giocando tutto. Ma ce l'ha fatta. È il più complimento che Carol abbia mai ricevuto. E sullo schermo, in pochissime inquadrature, campo/controcampo, esplode la gioia di due persone che speravano fosse vero: possono amarsi. Mel nasconde il sorriso con le dita, non trattiene un gesto di trionfo col pugno. Lei gli sorride, trasognata. Le parole non provocano, confermano; per tutti il film Carol sarà sempre in attesa, pronta a tornare su i suoi passi, sperando che Mel la convinca di ciò che sente già. L'uomo rovinerà tutto un minuto dopo, con l'ennesima frase sbagliata, ma non importa, perché le parole possono tutto, ma anche nulla, quando c'è l'amore.
Veronica Vituzzi






