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Mickey Mouse

Categoria: Personaggio

Può sembrare strano, ma anche una superstar mondiale come Mickey Mouse ha dovuto fare la sua gavetta! Prima di diventare il simbolo della più importante casa d'animazione al mondo e responsabile del successo marketing dei parchi divertimenti Walt Disney World, Mickey apparve in una serie di cortometraggi animati dal 1928 in poi, fino a fare il suo debutto nel lungometraggio a colori Fantasia, un kolossal sperimentale in stereofonia del 1940 che coniuga immagine e suono con una forza straordinaria.

In Steamboat Willie (1928) vediamo per la prima volta l'amato topolino su un battello mercantile, destreggiarsi tra mucche troppo magre, pappagalli antipatici ed una divertente scenetta musicale sul tema, ormai famosissimo, composto da Wilfred Jackson e Bert Lewis, con una partner che ci ricorda il personaggio che verrà introdotto poco dopo con il nome di Minnie. La “carriera” di Mickey prosegue a gonfie vele, specialmente con la sua apparizione nel segmento di FantasiaL'apprendista stregone, l'unico dialogato, del quale diventa il simbolo assoluto.

La prima identità di Mickey, durante la sua esperienza in bianco e nero, è quella dello showman in stile Gene Kelly, l'eroe del cinema che esprime il proprio talento con canto e ballo. Con il tempo e l'evolversi dell'universo Disney, Mickey diverrà un grande investigatore e si occuperà di combattere il crimine nella sua città, Mouseton (Topolinia). Da molti anni ormai Mickey è il gran mattatore di Disney Channel e del Mickey Mouse Club, divenendo una figura virtuale che dirige la programmazione televisiva e presenta i programmi, dando il suo assenso e la sua fiducia al network. A riguardo vorrei citare una divertente, quanto irriverente, parodia da parte dello show South Park nel primo episodio della tredicesima stagione (The Ring) che ironizza sul potere di controllo delle masse che la Disney ha guadagnato negli anni.

Con strisce a fumetti, apparizioni televisive, merchandise ed una rivista settimanale con il suo nome, appunto, Topolino, il topo della WaltDisneyAndMickeyMouseDisney non perde mai il suo smalto e, seguendo le mode del momento e il desiderio del pubblico, muta con il passare degli anni rimanendo sempre lo stesso. Il punto di forza del personaggio di Mickey è quello di rimanere, infatti, una sicurezza per grandi e bambini, così come la Disney in generale punta di fare da sempre. La produzione di lungometraggi animati, o “cartoni” per il linguaggio comune, è una garanzia che non ci delude. Un “film della Disney” è pur sempre un “film della Disney”, da vedere al cinema con i genitori ed il pop-corn, da regalare ai nipotini in DVD e da rivedere tutti insieme sul divano di casa.

La Disney, attraverso il personaggio di Mickey Mouse, vuole far trasparire una serie di valori educativi che formano lo spettatore da quando è bambino e lo accompagnano nell'età adulta. In questo modo, il bambino cresciuto, a sua volta, si fiderà della Disney e permetterà a suo figlio di seguirne la programmazione, continuando così la legacy della casa di produzione americana.

É innegabile che Mickey, per quanto personaggio animato, sia una delle personalità più potenti del mondo. Nato come alter ego del suo creatore Walt Disney ora si è evoluto in alter ego della sua compagnia, la Walt Disney Company e la rappresenta in tutto e per tutto, nel bene e nel male. Questa puntualizzazione non serve a puntare il dito contro il povero topolino che, come recitava la sua “collega” Jessica Rabbit: “è stato disegnato così”, ma a sottolineare l'importanza mediatica che ha raggiunto Mickey Mouse nel corso degli anni.
Chissà cosa offrirà il futuro per Mickey? Oggi è il protagonista di Mickey Mouse Clubhouse, un programma animato in digitale per un target prettamente di bambini tra i 2 ed i 5 anni. Allo stesso tempo è il protagonista della rivista Topolino (per dirne solo una) e personaggio principale di un videogioco per la console Wii, Epic Mickey, coprendo, con la sua immagine virtuale, un target sempre più ampio.

La forza di Mickey, come un virtuale Charles Foster Kane, è potenzialmente illimitata perché si evolve insieme ad i mezzi di comunicazione e, seguendo le mode dei giovani e non invecchiando mai, potrà essere sempre un simbolo di longevità per i bambini e ragazzi di tutto il mondo: dall'Italia al Giappone, passando per gli States.

approf

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