La 'Casa' nel Cinema Horror: Case Infestate
- Creato Lunedì, 23 Gennaio 2012 18:37
- Pubblicato Lunedì, 23 Gennaio 2012 18:39
- Scritto da Andrea Romano

Da topos letterario a topos cinematografico, la casa infestata da diverse entità è diventata ormai un simbolo della dimensione orrorifica del cinema contemporaneo. In questo appuntamento con la rubrica Masters of Horror, ci si occuperà della differente caratterizzazione di questo interessante tema all'interno della produzione filmica occidentale (per quella orientale, infatti, sarebbe necessario uno spazio apposito) nella differenza tra l'infestazione da parte di uno spirito, che solitamente viene rappresentato come entità neutra, e l'infestazione da parte di un poltergeist, famoso per la sua carica distruttiva.
Tra le pellicole che si occupano di fantasmi e del destino di questi dopo essersi insediati all'interno di una casa, è facile ricordare The Others (2001) come uno dei prodotti più interessanti. La particolarità del film è, infatti, quello di proporre la trama dal punto di vista delle entità occupanti la casa. I protagonisti sono fantasmi che non sanno di essere fantasmi e pensano che la propria abitazione sia occupata da entità, a loro volta, malefiche e misteriose.
Questo capovolgimento del punto di vista viene operato in maniera eccellente dal regista Alejandro Amenabar e incarnato (seppur in forma spirituale) dalla maestria dell'attrice Nicole Kidman in uno dei suoi ruoli più coinvolgenti e drammatici.
Con The Others non parliamo esattamente di un film horror, quanto di una storia drammatica con risvolti soprannaturali. La morte di Grace e della sua famiglia, durante gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, e la caratterizzazione delle abitudini familiari in un clima di grande osservazione religiosa, al limite del fanatismo, è il fulcro tematico della storia. La rivelazione dell'elemento di mistero avviene con l'integrazione di “altri” (da qui il titolo del film) all'interno di queste stesse abitudini e regole di vita. Il fantasma non è un'entità spirituale quanto una forza in carne e ossa che mina l'equilibrio di una vita che si è ormai spenta da tempo, diventando invisibile ed incorporea, proprio come uno spettro. Amenabar, oltre a proporre un film dall'eccellente cinematografia, è riuscito a raccontare una vicenda complicata senza mai perdere di vista il suo obbiettivo, montando la tensione del film fino all'inevitabile twist finale.
Con Poltergeist (1982) ci addentriamo nel campo dell'orrore americano dei primi anni '80, il film è caratterizzato inizialmente da un tono leggero e da commedia per famiglie, proprio per sottolineare come l'orrore possa scaturire da una piccola scintilla e riesca a scuotere anche il più solido equilibrio familiare. Tobe Hooper, come da tradizione (lo ricordiamo infatti per film come The Texas Chainsaw Massacre e Salem's Lot che muovevano una forte critica sociale all'America a lui contemporanea), si diverte a ridicolizzare la spinta alla globalizzazione che il suo paese, come altri, ha attuato durante la ripresa economica degli anni '80.
Il termine poltergeist deriva dal tedesco e significa “spettro rumoroso” (da polter – rumore e geist – spettro) e rispetto alle entità silenzione e misteriose di The Others è riferito ad uno spirito malefico e distruttivo, proprio della tradizione continentale, che infesta le abitazioni per pochi mesi.
Nel film di Hooper la storia è incentrata sul destino di una piccola bambina bionda, Carol Anne Freeling (Heather O'Rourke), che viene “rapita” dal poltergeist e assorbita dalla casa stessa, che diviene la vera entità malefica da sconfiggere. Il motivo narrativo della televisione che rapisce le generazioni è uno dei punti di forza del film e del suo intento sociale. Altra interessante critica di Hooper è il motivo scatenante della furia del poltergeist, ossia il fatto di aver costruito un quartiere di villette a schiera sopra un antico cimitero indiano. Il contrasto tra lo sfruttamento moderno ed il mantenimento della tradizione culturale americana è parte dell'identità dei nuovi USA, colosso imprenditoriale ed economico.
Inquietante curiosità di Poltergeist è la maledizione che ha circondato l'intera saga (sono infatti 3 film). Quattro degli attori nel cast, tra cui le due sorelle del film diretto da Hooper, sono morti precocemente così da consacrare il film tra le pellicole maledette del cinema horror, così come The Crow e The Exorcist.
Il tema centralizzante della casa, all'interno di entrambe le pellicole, diviene importante quando l'ambiente familiare risente di un forte scossone al suo equilibrio interno. Rispetto a film come Shining o Psycho, dove la follia risiede all'interno delle mura, in questi due esempi di avvenimenti paranormali l'orrore è esterno all'ambiente domestico e viene vissuto dai protagonisti di entrambe le storie come una forte intrusione, tanto da causare la distruzione della casa stessa.
Andrea Romano






