La 'Casa' nel Cinema Horror: La casa degli Usher
- Creato Lunedì, 30 Gennaio 2012 18:06
- Pubblicato Lunedì, 30 Gennaio 2012 18:16
- Scritto da Aurelio Vindigni Ricca
Il sacrificio estremo della dimora Usher
La Caduta della Casa Usher (La Chute de la Maison UsherL, 1928) di Jean Epstein
Se l'espressionismo tedesco pone chiaramente le basi del cinema horror lungo tutti gli anni '20 del Novecento - con opere macabre quali Nosferatu e Il Gabinetto del Dottor Caligari - Jean Epstein, nel 1928, sposta oltre il confine narrativo donando al terrore poesia ed estetica. V'è infatti la migliore tradizione francese, ne La Caduta della Casa Usher; un'opera dai tempi dilatati - e non soltanto per l'uso smodato dei ralenti - che dona respiro a ogni singolo dettaglio, sia esso animato e non, naturale o artificiale. La macchina da presa scava a fondo negli occhi dei personaggi e ne prende l'anima, così come il dipinto di Lord Roderick Usher cattura l'essenza di Lady Madeleine - protagonista del ritratto - portandola alla morte.

La dimora degli Usher è un personaggio vivente, respira attraverso il vento con le stanze e i corridoi a fare da polmoni. Diventa custode inerme della sofferenza di chi muore e del dolore di chi resta, insieme alla tenerezza atroce del ricordo. Quando il signor Usher torna dalla cripta, dopo aver lasciato la bara bianca di Madeleine, il maniero interpreta il suo grande monologo: saloni enormi amplificano il vuoto, armature medioevali, poltrone e orologi a pendolo si fanno strada nel silenzio. Le tende lugubri toccano il pavimento e danzano con la tramontana, mentre una chitarra - che suonava in tempi felici - perde le sue corde abbandonata in terra. Un gatto si ferma a guardare il paesaggio da una finestra, mentre la tempesta sposta le candele accese sui drappi che oscurano i vetri. Legata a doppio filo con l'umano spirito, la casa trae da esso anche la fragilità, così in pochi minuti soccombe al fuoco feroce di un incendio. Il ritratto 'maledetto' diventa cenere e Lady Madeleine è di nuovo libera, esce dalla bara nel suo vestito bianco e strappa alle fiamme il suo Roderick. Ispirata a due racconti di Edgar Allan Poe - La Caduta della Casa degli Usher e Il Ritratto Ovale - e sceneggiata con Luis Bunuel, la casa degli Usher è impressa nella storia come una dimora viva, pulsante. Scrigno di momenti felici, ma anche di profondo dolore, dona letteralmente la sua esistenza purché ogni cosa torni al suo dovuto posto.
[Il film vanta d'essere una fra le prime opere della storia del cinema girate con pellicola pancromatica, ovvero sensibile all'intero spettro di colori RGB - Rosso, Verde e Blu - principio valido ancora oggi nei sensori digitali delle recenti macchine fotografiche e da presa, tanto per capirne l'importanza.]
Aurelio Vindigni Ricca






