Terminator 3 - Jonathan Mostow
- Categoria: Neuromante
- Creato Domenica, 25 Dicembre 2011 17:04
- Pubblicato Domenica, 25 Dicembre 2011 00:55
- Scritto da Emanuele Rauco
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Skynet
Nella fantascienza moderna, o perlomeno in quella considerata fantascienza adulta e matura, il ruolo dell'intelligenza artificiale, della macchina che prende corpo e consapevolezza di sé, è centrale. Basti pensare a HAL 9000 e a come ha dato un giro di vite al genere dopo 2011: odissea nello spazio. Ma Skynet è qualcosa di più e diverso, quando venne concepito da James Cameron, nel 1984 per il primo Terminator era il futuro che non sapevamo di vivere.
Skynet è un'immaginaria rete di super-computer basata su un innovativo processore a rete neuronica progettato da Myles Dyson, della Cyberdyne Systems Corporation. La sua genesi e il suo funzionamento è incisivamente descritto proprio nel primo film della serie: “Il sistema andò online il 4 agosto 1997. Skynet cominciò a imparare a ritmo esponenziale. Divenne autocosciente alle 2:14 del mattino, ora dell'Atlantico, del 29 agosto”. Da questo momento, i super-computer creati con questo processore cominciano a entrare in contatto tra di loro fino a costituire un vero e proprio network grazie all'equipe militare e civile del Generale Brewster, direttore del CSC, il Centro di Sviluppo Cibernetico.
Ma la vera svolta Skynet la dà nel 2004, quando non ha ancora il controllo delle strutture militari americane pur essendo ultimato come rete: un virus informatico diffuso dalla stessa rete che mette fuori uso ogni sistema elettronico della difesa. La quale, convinta che Skynet possa schiacciare il virus con grande facilità, gli ordina di allacciarsi a tutte le strutture strategiche della difesa forti del fatto che lo stesso Generale Brewster dovrebbe avere il pieno controllo su Skynet. In questo modo, il sistema prende il pieno possesso di tutte le armi statunitensi e lancia contro gli umani una guerra nucleare (eventi raccontati in Terminator 3 e meglio approfonditi dalla serie The Sarah Connor Chronicles).
La guerra che in un gioco di passato e futuro vede coinvolti Sarah Connor e il figlio John, Kyle Reese e Katherine Brewster, fino al 2029, quando Skynet invierà un T-800 45 anni indietro nel passato per uccidere colui che nel 2032 disattiverà tutto, John Connor (la conclusione della storia nel quarto film della saga). Una girandola di paradossi temporali che però non oscura la potenza del concetto del malevolo network: ossia cosa sarebbe Internet se potesse cibarsi e nutrirsi di se stessa, se potesse connettere ogni informazione, ogni ip, ogni microchip a esso connesso. E visto che oggi, telefonini, decoder e televisori sono connessi alla rete, Cameron aveva prefigurato un mondo più che mai unificato e dalle distanze infinitesimali ma proprio per questo facilmente assoggettabile e distruttibile. Una distopia a elastico, come la struttura temporale della saga: più si va avanti, più si deve tornare indietro per capire. E così più si raggiunge l'apice della capacità di Skynet di gestire se stessa e il mondo più lo porta alla distruzione e al medioevo post-apocalittico.
Un monito anti-militarista più che anti-tecnologico, anche perché il vero limite della tecnologia (come Cameron dice anche in The Abyss e Avatar) è l'uomo che non sa capirla, che non vuole capirla e vuole solo sfruttarla. Prima di Connor e dei suoi seguaci, sono stati i robot a ribellarsi agli umani, ai militari che hanno cercato di impossessarsi di una tecnologia che poteva cambiare il mondo. Forse Skynet rende possibile l'unica rivoluzione umana possibile, quella della tabula rasa dalla quale ripartire. E di cui John Connor è un inconsapevole profeta.
Emanuele Rauco






