Dicono che quando uno incontra l'amore della sua vita il tempo si ferma. Ed è vero. Quello che non dicono è che quando il tempo si rimette in moto va a doppia velocità per recuperare.
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![]() Rubrica a cura di Alessandra Cavisi
1) WESTERN: UN GENERE ORMAI MORTO? Dai deserti ai saloon, passando per ranch e prigioni, i cavalieri erranti da sempre protagonisti dei film western, armati di postole e cappelli e accompagnati da un fidato cavallo, si muovono quasi sempre solitari tra la polvere e il calore del sole, per mostrare la loro superiorità in duelli, per conquistare il cuore di qualche donna, per cimentarsi in qualche avventura dal sapore esotico, per vivere alla macchia o seguendo la legge, nel ruolo di assaltatori e rapitori di treni o in quello di sceriffi dal sangue freddo. Che lottino contro gli indiani per appropriarsi delle frontiere o che tentino di spodestare qualche terribile criminale giunto a sconquassare la pace dei villaggi, gli eroi western seguono sempre un proprio codice d’onore che il più delle volte va al di là della legge stessa. La stessa legge che arriva inesorabilmente a regolare qualsiasi conto in sospeso, con la storia, col progresso, con le morali. Grandi protagonisti dei western sono anche i paesaggi che non fanno dunque solo da sfondo alle vicende avventurose dei protagonisti ma si fanno simbolo degli stati d’animo degli stessi, oltre che del rapporto dicotomico e spesso contrastante tra uomo e natura. Contenitore di numerosi sottogeneri (western epici, spaghetti western, western sparatutto, commedie western, parodie western), da tempo era stato dimenticato dagli addetti ai lavori, forse considerato un po’ troppo desueto e fuori moda, oltre che anacronistico con la società odierna. In realtà, però, negli ultimi anni ci si è prodigati in una riscoperta del filone cominciata con registi che li hanno letteralmente omaggiati come Kevin Costner in Balla coi lupi e Clint Eastwood in Gli spietati e proseguita anche con remake che ne hanno ricordato la grandezza. Ma la “moda” del remake in relazione al western non è assolutamente recente, dato che anche registi come Hawks si sono imbarcati in operazioni del genere, omaggiando i loro stessi film. Inutile rimarcare l’importanza del western che ha dato modo al grande pubblico di affezionarsi ad attori come John Wayne o Gary Cooper, anche se con questa rubrica si tenta di rispolverare, ed è questo proprio il caso di dirlo, la grande passione per un genere che è tutt’altro che morto.
2) DALL'ITALIA CON FURORE
3) HORROR: ANCHE A DISTANZA DI ANNI SPAVENTA?
Forse il genere che più di altri è ricco di remake e di omaggi è proprio l’horror in tutte le sue varie sfaccettature e sottogeneri. Si va dall’horror psicologico, allo splatter, al gore, al comico-cartoonesco, al parodistico, al politico-sociale a quello d’atmosfera, ecc…Si passa da pellicole incentrate su serial-killer messi in primo piano, ad altre in cui sono le vittime ad assumere il ruolo di protagoniste, passando anche per pellicole più fantastiche in cui siamo alla presenza di mostri, alieni, mutazioni genetiche, trasformazioni mostruose e via dicendo. Nel corso della storia del cinema sono veramente numerosissime le pellicole appartenenti al genere che sono state adeguatamente omaggiate oppure rovinosamente “infangate” da remake più o meno valenti. Qualche rara volta si è raggiunta addirittura la grandezza degli originali, ma solo quando dietro la macchina da presa ci sono stati registi del calibro di Cronenberg o Carpenter, per dirne qualcuno. Seguendo una moda che sembra non volersi fermare, negli ultimi anni il numero di remake di pellicole horror del passato o di film di genere provenienti dall’est è aumentato esponenzialmente con il risultato che non sempre ci si trova davanti a prodotti di qualità, ma piuttosto di fronte a mere operazioni commerciali che tentano di cavalcare l’onda del successo delle pellicole originali richiamandone tematiche e ambientazioni ma non riuscendo ad eguargliarne il rigore formale, narrativo e comunicativo. L’unica cosa certa che rimane da dire sui remake-horror è che molto probabilmente, salvo rare eccezioni, anche a distanza di anni il pubblico ama spaventarsi davanti allo schermo del cinematografo. 4) FANTASCIENZA: UN GENERE CHE NON HA ETA'
A
cominciare dalla letteratura, senza tralasciare i fumetti, il genere
fantascientifico ha sempre collezionato moltissimi appassionati, oltre al fatto
di avere il pregio di non invecchiare mai, visto che l'immaginazione sulle
varie tecnologie e sulla scienza in generale non può che aumentare col passare
degli anni e con l'accrescersi delle invenzioni scientifiche e non. Anche nel
passaggio quasi obbligato al cinema di questo genere che offre moltissimi
spunti visivi e comunicativi, gli appassionati non sono di certo diminuiti,
anzi. E' così che sin da quando ha cominciato a fare capolino nel cinema (anche
prima degli anni cinquanta, periodo intorno al quale si fa risalire la sua
effettiva nascita, basti pensare a "Metropolis" di Fritz Lang), la fantascienza
ha continuato a mietere successi su successi, tanto da essere poi presa ad
esempio, nelle sue pellicole più riuscite, in moderne produzioni che ne hanno
fiutato la qualità e la possibilità di successo assicurato e ne hanno fatto dei
più o meno brillanti remake. Quasi sempre l'originale rimane imbattibile, ma
questo genere di operazioni cinematografiche hanno perlomeno il pregio di far
ricordare il cinema passato e accostare gli spettatori anche alla letteratura
fantascientifica, da cui quasi sempre queste pellicole sono tratte. Tra
extra-terrestri, viaggi nel tempo, navicelle spaziali, facoltà paranormali,
intelligenze artificiali, robot, cyborg, androidi, cloni, virus letali, realtà
virtuali, dimensioni parallele, rivoluzioni informatiche, utopie, ucronie e
distopie, e chi più ne ha più ne metta, la fantascienza ha sempre avuto come
leitmotiv principale quello di far riflettere sul binomio uomo/scienza e
sull'impatto che le nuove tecnologie (esistenti o immaginate) possono avere
sulla società e sul singolo individuo. Partendo come sempre dalle "pellicole
madri", fino ad arrivare alle "pellicole-figlie", vi condurremo in un viaggio
"spaziale" che non ha eguali!
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Dai deserti ai saloon, passando per ranch e prigioni, i cavalieri erranti da sempre protagonisti dei film western, armati di postole e cappelli e accompagnati da un fidato cavallo, si muovono quasi sempre solitari tra la polvere e il calore del sole, per mostrare la loro superiorità in duelli, per conquistare il cuore di qualche donna, per cimentarsi in qualche avventura dal sapore esotico, per vivere alla macchia o seguendo la legge, nel ruolo di assaltatori e rapitori di treni o in quello di sceriffi dal sangue freddo. Che lottino contro gli indiani per appropriarsi delle frontiere o che tentino di spodestare qualche terribile criminale giunto a sconquassare la pace dei villaggi, gli eroi western seguono sempre un proprio codice d’onore che il più delle volte va al di là della legge stessa. La stessa legge che arriva inesorabilmente a regolare qualsiasi conto in sospeso, con la storia, col progresso, con le morali. Grandi protagonisti dei western sono anche i paesaggi che non fanno dunque solo da sfondo alle vicende avventurose dei protagonisti ma si fanno simbolo degli stati d’animo degli stessi, oltre che del rapporto dicotomico e spesso contrastante tra uomo e natura. Contenitore di numerosi sottogeneri (western epici, spaghetti western, western sparatutto, commedie western, parodie western), da tempo era stato dimenticato dagli addetti ai lavori, forse considerato un po’ troppo desueto e fuori moda, oltre che anacronistico con la società odierna. In realtà, però, negli ultimi anni ci si è prodigati in una riscoperta del filone cominciata con registi che li hanno letteralmente omaggiati come Kevin Costner in Balla coi lupi e Clint Eastwood in Gli spietati e proseguita anche con remake che ne hanno ricordato la grandezza. Ma la “moda” del remake in relazione al western non è assolutamente recente, dato che anche registi come Hawks si sono imbarcati in operazioni del genere, omaggiando i loro stessi film. Inutile rimarcare l’importanza del western che ha dato modo al grande pubblico di affezionarsi ad attori come John Wayne o Gary Cooper, anche se con questa rubrica si tenta di rispolverare, ed è questo proprio il caso di dirlo, la grande passione per un genere che è tutt’altro che morto.
Anche se non sempre c’è da andarne fieri, soprattutto negli ultimi anni che vive di alti e bassi, il cinema italiano è da sempre stato fonte di ispirazione per registi di tutto il mondo con pellicole dei decenni passati, ma anche con qualche sporadico esempio “moderno”. Il nostro periodo d’oro ha dato vita a pellicole indimenticabili e inimitabili che però sono state omaggiate e rese remake da numerosi registi

