HARPER'S ISLAND from serialmente.com (Intermezzo B)
- Categoria: Canali tematici
- Creato Martedì, 10 Novembre 2009 16:30
- Pubblicato Martedì, 10 Novembre 2009 16:30
- Scritto da Serialmente.com
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Harper's Island from www.serialmente.com
Vi starete chiedendo... perchè inserire un pezzo di un altro sito che parla di Harper's Island? Beh la motivazione è semplice: perchè questa "visione" particolare, bizzarra ed efficace di uno serial più controversi (e sussurriamolo su, dei più avvincenti) degli ultimi anni... ci ha conquistati totalmente. E visto l'ottimo lavoro che giorno per giorno serialmente.com svolge, abbiamo deciso di mettere in luce questo frizzante articolo a tinte rock, che fa da apripista all'articolo che la nostra redazione a breve coprirà riguardo proprio ad Harper's Island.

Ci sono serie che ci colpiscono per un livello qualitativo altissimo (come ad esempio Breaking Bad o Kings), altre che costituiscono semplicemente un modo piacevole di passare 20/40 minuti (per fare un nome, direi Reaper), altre che nemmeno noi sappiamo perchè guardiamo (Gossip Girl e Heroes, per citare i due più lampanti).
E poi ci sono casi come quello di Harper’s Island. Serie che non si prendono sul serio (ahahah. Perdonatemi il pessimo gioco di parole) ma che si contraddistinguono almeno per una certa originalità nel panorama telefilmico attuale. E per la presenza di Matt Barr. A tal proposito, devo confessare che, in un momento di carampanesimo dispotico io (Marta) ho preteso di avere Sully in homepage. Il caro Rei ha accettato senza troppe lamentele, e si è anche prodigato nella ricerca dell’immagine. Donne, tutte in coro: “Grazieeeeeeee Reiiiiii”. Prego, carissime/i. E’ stato un piacere.
Potevano esserci vari modi di raccontare questa prima (e probabilmente unica) stagione di Harper’s Island: noi abbiamo scelto di lavorare in due (Rei e Marta) e di proporvi una carrellata (cialtrona) dei personaggi in rigoroso ordine di morte. 1000 punti fedeltà a chi riesce ad indovinare chi ha parlato di quale personaggio!
Marta e Rei as “I Seriosi Recapper” “Gli Insospettabili Harper’s Junkies” presentano:
I TRAPASSATI (in tutti i sensi)
Ben Wellington as “The Cousin” “Il cugino(cidio) di primo grado”
Il caro Cousin Ben (non si capisce se Cousin sia il nome e Ben il cognome, visto che tutte le volte in cui viene nominato lo chiamano così) è il primo a lasciarci le penne nel massacro di casa Wakefield. Rimarrà nei nostri cuori così come è sempre vissuto: legato alla carena di uno yacht davanti alla turbina accesa con una bomboletta di ossigeno in bocca. Ci mancherai… quantomeno a noi spettatori visto che a nessuno dei tuoi parenti si è accorto della tua scomparsa. C’est la vie.
Marty Dunn as “The Uncle” “Lo sciupafemmine attempato”
Entra in scena accompagnato da una banda di mariachi e se ne va segato in due dal torso in giù. Dura giusto il tempo di insultare un po’ il padre della sposa e di abbandonare ai posteri una borsa piena di soldi, ma la sua tamarraggine ha colpito un po’ tutti. Peter Pan sfigato o gran figo che ha capito tutto della vita? Ma la vera domanda è questa: Harry Hamlin riuscirà mai a uscire vivo da una serie?
Reverend Fain as “The Reverend” “Don Brown”
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, o meglio non c’è peggior sordo di chi è sordo davvero. Il prete se ne va tranquillo per il bosco quando viene simpaticamente decapitato e poi buttato a mare a mo’ di boa. Harper’s Island deve essere un posto molto poco religioso visto che nessuno si accorge della sacrestia deserta persino durante le prove del matrimonio. Eterno riposo.
Kelly Seaver as “The Outcast” “La emo emotivamente invadente”
Anche ad Harper’s Island ci sono gli emo. Ma quanto a lungo possono sopravvivere? Direi poco, visto che la nostra Kelly ha la malsana abitudine di attaccarsi ai maroni del primo mal capitato e non staccarsi più (se qualcuno che non vedo da anni mi chiedesse di venire a vivere da me correrei via urlando e scalciando). Piccola lezione per te, cara Kelly: se ti trovi in un film/serie horror mai, ripeto MAI, pronunciare la frase “E’ il più bel giorno della mia vita” e/o fare sesso violento con un semisconosciuto. Tu sei riuscita a fare entrambe le cose. Stammi bene.
Lucy Daramour as “The Socialite” “La damigella igno(ra)ta”
Lucy chi?? Lucy è il classico personaggio inutile che muore all’inizio e nessuno si ricorda mai chi è. Bruciata viva sotto lo sguardo (probabilmente sollevato) del suo cane Gigi, Lucy è talmente inutile che le sue amiche non si accorgono della sua mancanza per vari giorni. Anche Gigi sembra molto più rilassato da quando è stato preso in carico da Cole Harkin.
Hunter Jennings as “The Other Man” “L’ex stalker (non in quanto ha smesso di essere stalker, ma in quanto ha smesso di essere fidanzato)”
Il bel tenebroso. L’uomo a cui tutte le donne cadrebbero ai piedi… o prenderebbero a fucilate in pieno viso se solo scoprissero che è stato pagato dal proprio padre per rovinare le loro imminenti nozze. Bene, donne siete state accontentate. Almeno per quanto riguarda la seconda parte…
Joel Booth as “The Nerd” “L’inqualificabile”
Non è proprio il massimo andare su un’isola se soffri di mal di mare, né tantomeno avere per amico e compagno di stanza un individuo che se io lo incontrassi di notte chiamerei di corsa la forestale. Ma ucciderti da solo sparandoti ad una gamba, riuscendo persino a beccare un arteria al primo colpo, è davvero qualcosa che va oltre la stupidità umana. La parte migliore però è che nessuno troverà mai il tuo corpo sepolto nel bosco dell’isola, neanche fossi un osso rosicchiato dalla nostra Gigi. Quando si dice la sfiga…
Thomas Wellington as “The Father of the Bride” “Cornuto e (Am)mazziato”
Mr. Wellington ha imparato un paio di belle lezioni. La prima è che le mogli trofeo non sono una scelta sicura; la seconda è che è meglio non prendere per il culo i propri generi. Potrebbero fregarti la moglie o, che ne so, fare in modo che un’ascia caduta da un lampadario ti tagli esattamente a metà, come un panino per hot dog. Ci piace ricordarlo mentre viene azzannato dal cane di Cole Harkin (non Gigi, il pastore tedesco)!
Richard Allen as “The Brother in Law” “Il frust(r)ato (m)arpione”
Mi domando quanto tempo avrà impiegato Richard a capire in cosa si era andato a cacciare il giorno in cui sposò Shea Wellington: una moglie che fa della negazione la sua filosofia di vita (“Cara, fuori piove.” “No, tesoro, avranno appena innaffiato le piante quelli del piano di sopra” “Ma cara, siamo all’attico”), un suocero che hai intuito vorrebbe vederti morto quando ti ha detto “Voglio vederti morto”, una figlia uscita direttamente da Shining, tanto che ti sei chiesto se fosse avvenuto uno scambio nella culla con quella certa Rosemary che divideva la stanza d’ospedale con tua moglie. Mi sembra il minimo che tu tradisca tutti con la matrigna cattiva (?) e ci faccia pure sesso violento. Ma come abbiamo detto sopra, sesso violento, anzi qualunque genere di sesso, significa morte atroce. Tu sei stato arpionato come una balena. So long.
Malcolm Ross as “The Hustler” “Hurley dei Poveri” (cit.)
Brutta bestia il karma, eh Malcolm? Nascondi il cadavere di un amico scemo per tenerti i soldi, e muori accoltellato e buttato in una fornace. Ti è andata persino bene. Io ti avrei tagliato a pezzettini e dato in pasto a Gigi. Quel povero cagnettino era deperito, e sicuramente si meritava di vivere più di te. E no, la produzione di birra non è un buon motivo per giustificare l’occultamento del cadavere di Booth.
Cole Harkin as “L’Uomo senza (un Bel)Volto”
Vittima recidiva di Wakefield, Cole Harkin è rimasto sfigurato nell’esplosione del molo nel 2002, ed è stato poi ucciso a colpi di freccia dallo stesso uomo sette anni dopo. In tutto questo, Cole è l’unico (oltre a Kelly, ma a Kelly non diamo troppo credito) ad aver intuito che forse il killer non era proprio morto-morto. Certo, con uno sceriffo che preferisce seppellire sconosciuti piuttosto che confessare di non aver veramente ucciso Wakefield, Harkin non aveva troppe chance.
J.D. Dunn as “The Black Sheep” “Lo Psicotico Indotto”
Sfido chiunque a rimanere sano trovandosi come unici membri della famiglia uno zio marpione e un fratello all’apparenza perfetto (ma in realtà psicopatico)! I tentativi di suicidio di JD, i suoi giochi con le miccette in compagnia di Madison e gli strani tatuaggi, in questo contesto, sono più che giustificabili (la tinta per i capelli però no, e nemmeno il fatto di avere 40 anni e di interpretare un adolescente!). L’unica colpa che posso dare a JD (e che è un po’ un tratto comune dei personaggi della serie) è l’idiozia: perchè dire ad Abby “It’s all about you” quando nello stesso tempo potresti dire “E’ stato mio fratello!”??
Beth Barrington as “The Single Girl” “La zitella tascabile”
Beth rimarrà nei nostri ricordi per un interesse un po’ creepy per Malcolm (ma io dico, hai lì Sully, al limite Danny, e ci provi con Malcolm?) e per essere stata trascinata in giro per i sotterranei da Wakefield, per poi venire abbandonata in una tubatura. Per lo meno non era un personaggio irritante, e in Harper’s Island questo non si può dire di molti!
Katherine Wellington as “The Stepmother” “La Matrigna De Sade”
L’utilità di Katherine nella serie sta nel permettere agli autori di inserire scene di sesso violento e nel catalizzare gli insulti della povera Shea, che sparito il marito non aveva più nessuno con cui prendersela. Katherine muore sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno se ne accorga/interessi minimamente. La ricorderemo appesa al soffitto mentre viene frustata da Richard. O forse non la ricorderemo proprio.
Maggie Krell as “The Wedding Planner” “La signora ammazza…ta”
Tutti ci siamo chiesti come questa attempata signora sia potuta sopravvivere per nove puntate alla furia omicida di Wakefield, e ci siamo detti “Bah! Se ne sarà dimenticato!”. La risposta invece è che il killer già sapeva che la donna si sarebbe diretta intenzionalmente da lui per farsi ammazzare. Perché la teoria del “non farà del male a quelli del posto” non è proprio geniale, e tornarsene tranquilla a casa è come firmare una condanna a morte. Certo, un po’ la possiamo capire: quando organizzi un matrimonio che si trasforma in un massacro ti chiedi cosa ne sarà della tua reputazione. Ho avuto persino il dubbio che si fosse impiccata da sola davanti all’ingresso del Cannery. Non che nessuno si sia curato di tirarla giù, e forse se ne sta ancora là appesa. Il suo cadavere penzolante ha ispirato una nuova serie di addobbi natalizi per l’albero di Natale.
Charlie Mills as “The Sheriff” “Il Braccio Corto della Legge”
Caro signor sceriffo, quali possono essere le conseguenze del tuo mentire sulla morte di un serial killer? Che suddetto serial killer tornerà a colpire non appena ne avrà l’occasione, non credi? Non ci hai inteneriti con il discorsetto strappalacrime fatto ad Abby: bugiardo eri e bugiardo verrai ricordato. Bye bye!

Nikki Bolton as “The Biker Chick” “La mia più cara mia mia amica” (cit.)
Se potessi scegliere, anch’io vorrei morire come Nikki: subito dopo aver pomiciato con Sully. Ecco, magari eviterei la parte in cui vengo accoltellata e lanciata tipo sacco della spazzatura sul bancone del bar, ma non si può avere tutto dalla vita. E sicuramente preferirei lasciarci le penne come Nikki piuttosto che rischiare di diventare come Abby.
Shane Pierce as “The Townie” “Il Tamarro di Periferia”
Anche i tamarri hanno un cuore, la mia mamma me lo ripete spesso (dipenderà dal fatto che mio fratello è un tamarro?). Shane è il teppista di periferia, quello che si diverte a far rissa e gare di rutti, che tiene la musica altissima in macchina e che ama rapire e incatenare i propri nemici, meglio se non nativi dell’isola. Ma il suo sacrificio finale per salvare Trish, Shea, Madison e Chloe lo catapulta di diritto nella top five dei personaggi migliori. R.I.P.
Chloe Carter as “The Flirt” e Cal Vandeusen as “The Outsider” “(N)everlasting Love”
Finché morte non ci separi. Invece per Cal e Chloe neanche la morte è riuscita a tenerli lontani. Mettiamo da parte il sarcasmo per un attimo per parlare di due dei personaggi più riusciti (o dovrei dire gli unici riusciti – a parte Sully ovviamente) della serie. Lei, la biondona che si rivela una donna profondamente innamorata di lui, un inglesino impacciato, ma molto più coraggioso di tanti altri ammerigani sbruffoni. La loro morte è stata forse la più riuscita, sia per portata emotiva che per realizzazione: Cal si sacrifica per concedere alla sua amata la possibilità di salvarsi e subito dopo Chloe lo segue, prendendosi quell’ultima libertà, la libertà di morire per sua stessa scelta. Ci mancherete.
Danny Brooks as “The College Buddy” “La vittima a lunga scadenza”
Il nero muore sempre, lo sappiamo bene. Era quindi una questione di tempo prima che questo personaggio inserito tanto per fare numero, e forse per questo più simpatico di altri (Abby, ce l’ho con te), ci lasciasse le penne. Invece è durato, fin troppo. Se ne va con un fermacarte conficcato nell’occhio (la mia amica Marta si chiede “Perché non l’ha spostato?”, io le rispondo “Perché doveva morire”). Spero almeno non indossasse lenti a contatto.
Trish Wellington as “The Bride” “La Sposa Cadavere”
Quel che è successo a Trish è la realizzazione del peggior incubo delle future spose: scoprire che il tuo fidanzato non ti ama, non ti ha mai amata, è innamorato di un’altra e ti sta sposando solo per avere l’occasione di commettere una ventina di omicidi. Tra i quali il tuo. L’ironia della sorte la porta anche a morire con l’abito da sposa addosso – non è ben chiaro per quale motivo lo indossasse, ma è molto poetico -, deposta come una vittima sacrificale sull’altare della chiesa. Il premio della vittima più vittima della serie credo le spetti di diritto. La sua sfiga ci fa quasi dimenticare quanto fosse in realtà insopportabile in vita!
Christopher “Sully” Sullivan as “The Best Man” “Big Damn Hero”
All’inizio sembrava il marpione superficiale, ma si è pienamente riscattato. In primis, regalandoci la scena più bella della serie (il salto della macchina senza motivo), e infine contribuendo al salvataggio di tre sopravvissuti su quattro (Shea, Madison e Jimmy), pur sapendo di andare incontro ad una probabile morte, in nome dell’amicizia. Un’altra teoria è che non volesse lasciare l’isola prima di aver ritrovato la sua amata Muffin. Io continuo ad illudermi che non sia morto davvero, e che sia lì sull’isola ad aspettare me. Sully, aspettami, sto arrivando!
John Wakefield as “The Killer” “Il genio incompreso”
Era morto, poi era vivo, poi era ancora morto, poi aveva un figlio, poi era diventato il padre di Abby, poi aveva smesso di esserlo, poi era tornato, poi aveva ucciso un po’ di persone, poi era il padre di Jimmy e poi era morto, di nuovo, ucciso dall’insospettabile figlio. Più di tutte queste cose, John Wakefield era l’incarnazione del desiderio (non tanto) nascosto di noi spettatori: uccidere brutalmente i personaggi più insulsi della serie. Purtroppo ha fallito miseramente quando si è trattato di far fuori Abby. Lo odieremo per sempre.
Henry Dunn as “The Groom” “Lo scemo incomprensibile”
Il killer, l’uomo che ha ammazzato una ventina di persone con la sua incapacità di recitare (gli autori dicono di aver informato l’attore di essere l’assassino solo all’ottavo episodio, io non sono neanche sicuro l’abbia capito al tredicesimo), è proprio lui. E non si capisce bene cosa il ragazzo perbene avesse in mente con il suo piano geniale: lui e Abby su un’isola, da soli, per sempre. Henry, penso che tu abbia sbagliato isola. A meno che non ci fosse una ruota da girare e che Malcolm venga considerato a tutti gli effetti un orso polare (io voto a favore), non credo che qualcuno sarebbe rimasto lontano tanto a lungo, gli abitanti fuggiti per esempio. Ma già il fatto di voler rimanere per sempre da solo con Abby è un chiaro sintomo di disturbo mentale, in più quelle orecchie a sventola devono aver impedito qualunque tipo di attività cerebrale residua. Quindi siamo comprensivi. Byez.

I CEREBRALMENTE MORTI (ma ufficialmente vivi)
Shea Allen as “The Maid of Honor” “La Miracolata di Seattle”
Alzi la mano chi avrebbe scommesso due lire sulla sopravvivenza di Shea. Io l’avevo data per spacciata intorno al terzo-quarto episodio, e invece ce l’ha fatta fino alla fine, grazie a Sully -non la smetterò mai di sottolinearlo. In una settimana Shea ha perso il padre, la sorella, il marito adultero ed è rimasta da sola con la figlia (del demonio). Siamo sicuri che la sopravvivenza, nel suo caso, sia stato un miracolo e non una punizione??
Madison Allen as “The Flower Girl” “La bimba(minkia)”
Se un adolescente (non posso credere che una ragazzina alta come Abby possa avere meno di 13 anni) viene trattata da tutti come se avesse quattro anni, è una questione di tempo prima che inizi a esserne convinta lei per prima. Infatti la “bambina” alterna frasi insensate a fesserie galattiche e ancora non mi spiego come abbia potuto evitare gli sganassoni di una folla isterica come quella che rischiava la pellaccia sull’isola. Se non fosse per lei, Sully, Cal e Chloe sarebbero ancora vivi a prendere un aperitivo in quel di Seattle, sbattendosene di chi era rimasto indietro. Spero che tu possa pagarla cara un giorno, semmai dovessi crescere.
Jimmy Mance as “The Old Flame” “Il Solito Sospetto”
Noi per primi non abbiamo esitato un attimo ad additarlo come colpevole dall’inizio della serie fino ad un paio di episodi dalla fine, ma a conti fatti l’unica cosa di cui Jimmy è colpevole è un incomprensibile amore nei confronti dell’ameba di Abby. Ce l’hanno spacciato per morto un paio di volte, ma in fondo se non fosse stato per Shea e Madison che erano rientrate a Seattle (ricordiamolo, grazie a Sully), anche lui sarebbe finito accoppato da Henry prima o poi. Ma gli autori devono essere amanti del lieto fine (anche se, come mi ricorda Rei, il lieto fine sarebbe stato solo Cal, Chloe e Sully vivi) e gli hanno risparmiato la vita – e hanno sicuramente risparmiato a noi innumerevoli piagnistei di Abby.
Abby Mills as “The Good Girl” “L’intollerabile pesantezza del (soprav)vivere”
La protagonista, colei che deve passare tutto il tempo a lagnarsi e piagnucolare su quanto infame è la sua vita, è in realtà la nuova Jessica Fletcher (d’altronde anche lei una scrittrice), ovvero un’arma di distruzione di massa (cosa pensate che cercassero in realtà gli americani quando hanno invaso l’Iraq?). La sua stupidità è battuta solamente dalla facoltà di lamentarsi in ogni momento possibile. Penso che in realtà Wakefield non volesse uccidere davvero i suoi genitori, sono loro che l’hanno scongiurato di farlo! Cara Abby, te ne vai su di un motoscafo mentre slinguazzi il bruciacchiato Jimmy pensando “Chi se ne frega! Tanto tutti quelli che sono morti io non li vedevo da anni! Che cavolo mi può cambiare?”. Ti ricorderemo così, mentre usi un cannocchiale di una tonnellata, invece che per colpire la testa del tuo rapitore, per rompere una povera finestra inerme. Fine.
Cerchiamo di tornare seri per un secondo (lo so, lo so… assurdo, vero?) e passare alle conclusioni. Harper’s Island è ben lungi dal poter essere considerata un capolavoro. Ha infiniti difetti (quasi sempre prevedibile, superficiale, poco originale, recitazione per lo più scadente), concentrati soprattutto nell’arco dei primi cinque-sei episodi. Ciò che salva però la serie dalla dannazione eterna è il suo avere ben poche pretese se non quelle di divertire e intrattenere il pubblico nel corso delle calde sere estive. Niente di più. Purtroppo (o per fortuna) gli ascolti hanno decretato che molto probabilmente non potrà farlo per un secondo anno.
In conclusione, un esperimento riuscito (più nella seconda metà, tanto che gli ultimi tre episodi hanno persino appassionato sia me che Marta!) di allungare un tipico slasher-movie (genere prettamente cinematografico e molto poco televisivo) a 13 ore, dando prova di quanto possa essere versatile e “plasmabile” il formato “serie tv”, ancora ben lungi dall’essere sfruttato appieno in tutte le sue potenzialità. In più c’è Matt Barr. Per tutti e tredici gli episodi. (Santa, santa verità!)
Redazione serialmente.com






