Si spegne a 90 anni Max von Sydow, padre Merrin ne L’esorcista e Antonius Block de Il Settimo Sigillo

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Grave lutto nel mondo del cinema, si spegne a 90 anni l’attore franco-svedese Max von Sydow. L’attore è morto in Francia dove risiedeva a fianco della moglie da diversi anni. Sydow era conosciuto per diversi ruoli emblematici, come ad esempio padre Merrin nel cult L’esorcista e il cavaliere Antonius Block del fil Il settimo sigillo. Proprio quest’ultimo film evidenzia la sua vicinanza al regista iconico Ingmar Bergman che per primo lo introdusse nel mondo del cinema. Nella sua lunga carriera è stato diretto da altri grandi registi. Stiamo parlando di geni del settore come Dario Argento, Woody Allen e Wim Wenders.

Carriera di Max von Sydow, il pupillo di Ingmar Bergman

Il mondo del cinema perde probabilmente uno dei suoi più grandi esponenti e rappresentanti. Max von Sydow è stato un attore dai mille volti. Ha prestato la propria immagine al cinema, alla televisione e al teatro. Nato a Lund, città svedese, nel 1929, a partire dall’età di nove anni frequentò la “Lund Cathedral School“, dove imparò il tedesco e l’inglese. Durante tale periodo frequentò una compagnia teatrale amatoriale. Ha studiato al Royal Theater Dramatic di Stoccolma. E’ durante questa fase della sua vita che comincia a prendere atto del proprio talento ed entra in contatto con i primi artisti di spicco del settore

Il primo prodotto per il cinema al quale partecipa è La notte del piacere, tuttavia si è soliti far coincidere l’inizio della sua carriera con il film Il settimo sigillo. Ingmar Bergman infatti, avendolo notato durante un’esibizione teatrale, lo convinse a partecipare al suddetto film. Memorabile è ancora oggi la scena de Il settimo sigillo durante la quale Antonius Block, interpretato proprio da Max von Sydow, gioca a scacchi con la morte per guadagnarsi la vita.

La sua carriera si sposta poi a Hollywood dove interpreta Gesù in La più grande storia mai raccontata (1964), è padre Merrin, il prete archeologo in L’Esorcista di William Friedkin (1973) e lo spietato killer Joubert in I tre giorni del Condor (1975) di Sydney Pollack. Ha lavorato in La morte in diretta (1980) di Bertrand Tavernier, in Flash Gordon (1980) in cui è il feroce imperatore galattico Ming, in Hannah e le sue sorelle (1986) di Woody Allen.

Volto noto anche nel cinema italiano, sono diversi i registi della penisola con i quali ha collaborato. E’ diretto da Alberto Lattuada in Cuore di cane (1976), è nel cast di Cadaveri eccellenti (1976) di Francesco Rosi, Il deserto dei Tartari (1976) di Valerio Zurlini, Gran bollito (1977) di Mauro Bolognini, Non ho sonno (2001) di Dario Argento.

Max von Sydow lascia a 90 anni un grande patrimonio cinematografico

La carriera di Sydow non termina con i film già citati, ma continua con altre pellicole. In particolare ricordiamo Star Wars – Il risveglio della forza e Shutter Island, film diretti rispettivamente dai grandi J.J. Abrams e Martin Scorsese. Dai più giovani sarà sicuramente ricordato per il ruolo del Corvo con tre occhi nella serie televisiva HBO Il Trono di Spade. Nella sua lunga carriera è stato nominato due volte agli Oscar: nel 1989 come miglior attore protagonista per Pelle alla conquista del mondo di Bille August e nel 2012 come miglior attore non protagonista per Molto forte, incredibilmente vicino di Stephen Daldry.

L’attore morto a Parigi, aveva deciso di acquisire la cittadinanza francese e da tempo risiedeva nella sua capitale. A fargli compagnia per l’ultimo sospiro la moglie Catherine Brelet. La donna, celebre produttrice francese, gli diede altri due figli: Cedric e Yvan, oltre ai tre che aveva avuto con la precedente moglie, dalla quale si separò nel 1979.

 

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Bruno Santini
Appassionato di musica, cinema e letteratura. Esperto articolista di news e attualità, specie per quanto riguarda il mondo del grande schermo.