Approfondimento: Baz Luhrmann, il rivoluzionario bohémien

Baz Luhrmann: il nostro approfondimento sul regista più chiacchierato del momento.

PODCAST #59: The Matrix

Primo podcast vintage. Film trattato: The Matrix, dei Fratelli Wachowski.

Radio: Italian Online Movie Awards 2013

Ecco i vincitori IOMA 2013 in questa speciale puntata radio di Pop Corn da Tiffany, su Ryar Web Radio.

Anteprima: Only God Forgives

La recensione in anteprima di 'Only God Forgives', di Nicolas Winding Refn, con Ryan Gosling


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Only God Forgives -  Nicolas Winding Refn
HATES: House at the End of the Street - Mark Tonderai
A Lady in Paris -  Ilmar Raag
Ameriqua - Marco Bellone e Giovanni Consonni
Beket - Davide Manuli
Fast & Furious 6 - Justin Lin
Il Grande Gatsby - Baz Luhrmann
Esterno sera - Barbara Rossi Prudente
Bellas Mariposas - Salvatore Mereu
Mi rifaccio vivo - Sergio Rubini
20 anni di meno - David Moreau
La Casa - Fede Alvarez

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L’illusione del sogno americano

The Rum Diary USA

La distruzione del sogno americano che si fonda su menzogne e apparenze, su ricchi imprenditori che mettono in piedi hotel di lusso costruiti di mattoni di egoismo e sfruttamento; una denuncia all’avidità e alla cupidigia capitalistica americana che stava torturando la paradisiaca Puerto Rico degli inizi degli anni ’60 ,e la nascita di una storia d’amore quasi impossibile che riesce ad imporsi su tutto il resto. Il tutto retto da una forte dose di umorismo, notti folli e litri e litri di rum: ecco cosa c’è da aspettarsi dal nuovo film di Johnny Depp scritto e diretto da Bruce Robinson dall’omonimo romanzo del giornalista - grande amico di Depp - Hunter S. Thompson, The Rum Diary. Un ritaglio inedito della vita dell’autore del romanzo, una testimonianza della sua crescita professionale da giornalista inesperto a quello che poi sarebbe diventato riuscendo a trovare il suo stile “fatto d’inchiostro e rabbia” che consente al suo personaggio, Paul Kemp, di denunciare tutto ciò che di sbagliato accadeva davanti ai suoi occhi. Un Paul Kemp interpretato magnificamente, e non poteva essere altrimenti, da un Johnny Depp come non lo si vedeva da tempo, perfetto per quel ruolo in bilico tra se stesso e il suo amico Hunter - o almeno dalla visione che Hunter aveva di sé – e come un Raul Duke in fase di crescita. Quasi da subito, tra Paul e Sala, il fotografo che lavora alla redazione del San Juan Star insieme a lui, si instaura un forte legame di amicizia rafforzata, probabilmente, dalle mille avventure che vivono tra sbronze folli, notti in prigione, combattimenti fra polli e poliziotti dati alle fiamme. Entrambi patiscono il disagio di vivere in un mondo che sta cambiando a discapito dei più deboli ,trovandosi nel bel mezzo della mischia: anche loro sono degli yankees, almeno agli occhi dei portoricani, ma mostrano comunque il loro dissenso verso coloro che stanno distruggendo quel bellissimo paradiso e che provengono dal loro stesso universo.

Tra i due c’è Moberg, interpretato in modo simpaticissimo da un eccellente Giovanni Ribisi, amico, collega e complice di Paul e Sala, accanito hitleriano,  instupidito dall’alcool e dalla droga ma, nonostante ciò, sempre paradossalmente presente quando c’è da aiutare gli amici, forse per affetto o forse per semplice lotta contro il sistema. Moberg è colui che probabilmente regala più comicità al film, un personaggio strano che è impossibile non amare e che si scontra soprattutto con il caporedattore del giornale, Lotterman, che non riesce a dare un carattere preciso al San Juan Star e che si accontenta di alimentare il falso mito del sogno americano tramite i suoi articoli. Il personalissimo “sogno americano” di Kemp è invece Chenault, una bellissima e sensualissima bionda che gli fa da subito perdere la testa ma che, proprio come il sogno, è soltanto un’illusione irraggiungibile poiché fidanzata con Sanderson, un imprenditore avido, spietato e affascinante che tenta di sfruttare il talento di Paul per far buona pubblicità ai suoi spietati progetti che fanno, soprattutto, aprire gli occhi all’inesperto giornalista che da quel momento in poi comincia ad usare davvero e per i giusti motivi la sua professione. Il film, ovviamente, è anche un tributo a Thompson morto prima di vedere il suo lavoro sullo schermo: Johnny Depp e Bruce Robinson hanno, quindi, voluto gestire le riprese come le avrebbe fatte lui, e chi meglio di Depp – al quale si deve la pubblicazione del romanzo al tempo dimenticato dallo scrittore – poteva essere l’interprete dei desideri di Hunter? Sul set, infatti, era come se ci fosse stato anche lui: aveva la sua sedia, il suo copione e il suo bicchiere di Chivas sempre pieno e il rispetto di tutta la troupe. Insomma, The Rum Diary non è affatto un film come un altro, lo dimostra anche il fatto che in quest’epoca digitale, sia stato girato tutto su pellicola, senza filtri, con una macchina a 16mm proprio per ricreare un’atmosfera da film anni ’50 e del tutto estranea da quella di Hollywood. Il film sarà, finalmente, nelle nostre sale dal 24 aprile 2012, dopo quasi un anno di attesa.

Rita Guitto

 

http://johnnydepp-italia.com/

 


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